La casa rossa (1947)
Con Edward G. Robinson, Lon McCallister, Rory Calhoun, Judith Anderson
La trama
In una misteriosa casa immersa in un fitto bosco si consuma una tragedia: un uomo uccide la sua amante e il marito. Consumati i delitti, prende con sé la figlia della donna e la cresce come fosse sua figlia adottiva. Passati quindici anni, a causa del rimorso e dei ricordi che lo tormentano torna di nuovo all'interno dell'abitazione, assieme alla ragazzina. Quest'ultima ormai è cresciuta e stimola in lui una violenta crisi: tenta di uccidere anche lei in preda a un raptus di follia...
Melodramma scritto e diretto dal grande Delmer Daves e condito da una dose di suspense superiore alla media. Edward G. Robinson è sempre un piacere da osservare in scena.
L'opinione più votata
Di michel scritta il 18/09/2010 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
Una fattoria, un bosco e al di la del bosco una casa maledetta. Un uomo ignaro difende un segreto che un altro uomo custodisce, ma la storia, i personaggi (due ragazzi che si amano), tutto porta fatalmente alla Casa rossa. Perché una vita nuova comici il passato deve essere affrontato e vinto. Le chiare implicazioni psicanalitiche sono prese alla lettera da Daves il cui film resta sospeso tra naturalismo e simbolismo. Diretto con mestiere e convinzione, servito da un grande E.G. Robinson, “La casa rossa” è nondimeno un film robusto e a tratti impressionante.
18 settembre 2010 Opinione di michel su "La casa rossa"
IL BOSCO IN TESTA Una fattoria, un bosco e al di la del bosco una casa maledetta. Un uomo ignaro difende un segreto che un altro uomo custodisce, ma la storia, i personaggi (due ragazzi che si amano), tutto porta fatalmente alla Casa rossa. Perché una vita nuova comici il passato deve essere affrontato e vinto. Le chiare implicazioni psicanalitiche sono prese alla lettera da Daves il cui film resta sospeso tra naturalismo e simbolismo. Diretto con mestiere e convinzione, servito da...
voto al film: 
30 luglio 2010 Opinione di chribio1 su "La casa rossa"
qua ci sono 100' di pura tensione con rarissimi e cortissimi momenti di leggerezza ed il tutto impregnato di una buona dose di tensione e lirismo al tempo stesso,infatti la visione non risulta mai noiosa o con poca suspense. Gli attori ovviamente fanno molto bene il loro dovere e nulla sembra buttato li' per caso.voto.9.
voto al film: 
4 luglio 2010 Opinione di look67 su "La casa rossa"
Quando un film viene presentato come "un thriller con Edward G. Robinson", non aspettatevi un semplice giallo. Per esempio: LA NOTTE HA MILLE OCCHI sconfina nel sovrannaturale, LA DONNA DEL RITRATTO mescola giallo, nero e grottesco, con un finale a dir poco geniale, PICCOLO CESARE è in effetti l'affresco di un uomo votato al crimine e all'autodistruzione; quando poi non ci sono sconfinamenti di genere, il nostro amico ha partecipato a "filmetti" come INTRIGO A STOCCOLMA, LO STRANIERO...
voto al film: 
3 luglio 2010 Opinione di Baliverna su "La casa rossa"
Strano titolo per un film in bianco e nero. In ogni caso, il nome Delmer Daves è una garanzia, e questa pellicola ne è la conferma. Siamo infatti in presenza di un solido melodramma con venature noir, teso e denso, sia nella costruzione, che nei temi, come nei dialoghi. Il tema centrale non è nuovo al cinema, ma è uno di quelli che ha sempre qualcosa di nuovo da dire e non sarà mai ripetuto troppe volte. Il passato non sdoganato prima o poi si rifà...
voto al film: 
25 giugno 2010 Opinione di emmepi8 su "La casa rossa"
Daves, fa forse il suo capolavoro mettendosi anche in un genere più black e malato, oltre che muovendosi bene nel melò, di cui ci ha lasciato tracce indelebili, senza mai considerare il genere preso in considerazione. Qui siamo una storia forte dai richiami antichi, con il personaggio di Robinson al clou della situazione, che riesce ad esprimere in maniera sentita il dramma interiore e psicologico che si è portato dietro da una vita, comunque anche il resto del...
voto al film: 
23 giugno 2010 Opinione di OGM su "La casa rossa"
Classica monografia familiare sui segreti inconfessabili, forse un po' tiepida, perché tra il calore dell'amore, la freschezza della gioventù e il gelo delle occasioni mancate e dei sentimenti morti, l'effetto complessivo rimane indefinito ed equidistante dagli estremi. Le emozioni sono come tenute sotto scacco da un'alternanza di serenità ed inquietudine, chiarezza e oscurità, a seconda che sia il presente, con la sua apparenza di normalità, o il...
voto al film: 




















