Opinioni del pubblico su Il suo nome è Tsotsi
Con Presley Chweneyagae, Mothusi Magano, Israel Makoe, Percy Matsemela, Jerry Mofokeng, Zola
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Il suo nome è Tsotsi (2005)
19 settembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Il suo nome è Tsotsi"
Storia di un sequestro (casuale) di persona che finisce col cambiare la vita del protagonista e dei suoi amici di Soweto, il Bronx di Johannesburg. Il film non è male, ma credo dia un ritratto un po’ stereotipato della società Sudafricana post-apartheid. Troppo netto, inoltre, il cambio che ha luogo in Tsotsi nel corso dei pochi giorni raccontati.
voto al film: 
19 settembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Il suo nome è Tsotsi"
Storia di un sequestro (casuale) di persona che finisce col cambiare la vita del protagonista e dei suoi amici di Soweto, il Bronx di Johannesburg. Il film non è male, ma credo dia un ritratto un po’ stereotipato della società Sudafricana post-apartheid. Troppo netto, inoltre, il cambio che ha luogo in Tsotsi nel corso dei pochi giorni raccontati.
voto al film: 
11 aprile 2010 Opinione di okkio su "Il suo nome è Tsotsi"
Un po' semplicistico e irrealistico nel presentare le modalità di redenzione di un teppista nella Johannesburg moderna. Può un ladro e assassino magicamente intenerirsi (e convertirsi) nel giro di qualche secondo semplicemente per essersi trovato tra le mani un dolcissimo pargolo? Un favoletta, semplice e misurata, come pure altrettanto superficiale e piena di stereotipi. Peccato. 5
voto al film: 
12 novembre 2007 Opinione di bradipo68 su "Il suo nome è Tsotsi"
Sinceramente non ho trovato nulla di particolare in questo film,sorprendente che abbia addirittura vinto l'Oscar.Io parto sempre dal presupposto che le persone difficilmente cambiano e mi riesce difficile credere al cambiamento di questo teppistello di periferia a causa del bambino.Per il resto direi che è un film fatto da un occidentale,girato alla maniera hollywoodiana su un mondo che a noi è ancora totalmente sconosciuto.il risultato è alterno,un po'di grana grossa.....
voto al film: 
2 novembre 2006 Opinione di supadany su "Il suo nome è Tsotsi"
VOTO : 6-- Film piuttosto debole, incredibile pensare che ha vinto addirittura l'oscar. Detto questo la storia è convenzionale, la visione scorre senza intoppi, ma di certo le emozioni sono poche. Finale troppo veloce e poco avvincente.
voto al film: 
24 maggio 2006 Opinione di Darjus su "Il suo nome è Tsotsi"
Tsotsi (Chweneyagae, è incredibile: non cambia mai espressione, ma non è detto che sia un male, visto il suo personaggio) è il nome di fantasia che David, piccolo gangster della periferia di Johannesburg, si è dato dopo che quello vero gli è stato cancellato per privarlo della sua stessa dignità. Nella squallida Bidonville in cui abita Tsotsi vive di rapine e non possiede alcuna sensibilità. Quando si troverà a dover gestire un bambino, suo malgrado parte del bottino di un colpo,...
voto al film: 
18 marzo 2006 Opinione di giancarlo visitilli su "Il suo nome è Tsotsi"
Da sempre la strada è metafora di vita e di morte. Oltre che di riscatto. Così avviene per il diciannovenne Tostsi (vuol dire ‘gangster’ nello slang delle comunità nere e dei ghetti del Sud Africa), un sottoproletario, che vive in un’immensa baraccopoli alla periferia di Johannesbourg e che ha rimosso tutta la parte della sua vita legata all’infanzia. Il giovane è un criminale brutale, cattivissimo, un gangster da quattro soldi, che rapina, spara, uccide senza pietà. Una notte...
voto al film: 
15 marzo 2006 Opinione di fefy su "Il suo nome è Tsotsi"
Non bello, ma sicuramente interessante. Qualche ingenuità di troppo nella delineazione dei personaggi e tutto sommato anche nella sceneggiatura e nella cifra stilistica (molto demodè) rendono il tutto un po' fragile. Resta comunque un film con una sua ragione di esistere e con un bel messaggio di speranza.
voto al film: 
2 marzo 2006 Opinione di speedy34 su "Il suo nome è Tsotsi"
Era inevitabile che un film come Il suo nome è Tsotsi piacesse così tanto agli americani da finire candidato all’Oscar nella categoria Miglior Film Straniero (tra i selezionati, comunque, il migliore rimane sempre il palestinese Paradise Now!). Classica storia di riscossa e redenzione, la commovente e simil neorealistica cronaca della vita quotidiana del giovane ma spietato Tsotsi (significa letteralmente “gangster” nel linguaggio gergale dei ghetti della comunità di colore di...
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