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La spina del diavolo - La recensione di FilmTv

[El espinazo del diablo, 2001, durata 106']   Regia di Guillermo Del Toro
Con Eduardo Noriega, Marisa Paredes, Federico Luppi, Fernando Tielve



La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Un bimbo parla con un coetaneo fantasma ma il vero orrore sono i fascisti in carne e ossa

La spina del diavolo è un film ormai vecchiotto (è del 2001) girato dal messicano Guillermo Del Toro in trasferta spagnola, e prodotto da Pedro e Augustín Almodóvar. Con la guerra civile (letteralmente) alle porte, i ragazzini di un collegio/fattoria sono morsi a tenaglia da più di un’inquietudine. Oltretutto il piccolo Carlos, come non bastassero gli orrori del reale, entra in contatto con il fantasma di un bambino morto in circostanze misteriose anni prima. Suggestivo questo horror di Del Toro, autore discontinuo prestato a Hollywood (Blade II, Hellboy) e di recente in concorso a Cannes con un’altra produzione spagnola, Il labirinto di Pan. Suggestivo ma sfilacciato, perché lontana dal genere e dai suoi efficaci codici questa ghost story si perde in passaggi verbosi, in performance recitative certo pregevoli (e ti credo: Marisa Paredes, Eduardo Noriega, Federico Luppi non sono attori da discount) ma un tantino sbrodolanti. Restano lodevoli le intenzioni (Storia+horror: un connubio non nuovo ma poco frequentato) e la fotografia di Guillermo Navarro ma, anche in questo caso, si scommette sul sicuro. Con un soggetto così e meno voglia di essere Autore a tutti i costi chissà, forse, poteva essere un grande film.


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