La trama
Amara riflessione sui diritti civili dopo l'11 settembre.
Un insegnante pone ai suoi allievi una domanda: nel caso ci fosse la possibilità di eliminare per sempre il terrorismo, per quanto tempo potreste rinunciare ai vostri diritti? Poi l'azione si sposta a Pechino. Qui una laureata americana viene condotta per un interrogatorio nel seminterrato di una tetra prigione dove viene torchiata da un pubblico ufficiale cinese. Nello stesso momento a New York, un islamico viene interrogato dall'Fbi e si ritrova in un edificio altamente tecnologico dove sarà interrogato da un agente americano. Entrambi gli agenti quello americano e quello cinese accusano l'uomo e la donna di essere coinvolti nel terrorismo.
L'opinione più recente
Di superficie 213 scritta il 07/04/2006
Voto al film: 
Sidney Lumet e' regista di gran mestiere che ha girato alcune perle del cinema americano anni '60 \'70- La parola ai giurati,A prova di errore,Serpico,Quel pomeriggio di un giorno da cani,Quinto potere -
ma che dopo i seventies si e' un po' perso in progetti interessanti ma non sempre ben riusciti.
Qui gira un film per la televisione che si avvale di un cast di lusso - Glenn Close,Maggie Gyllenhaal,Austin Pendleton - e di un buon budget.
Un film molto particolare che si svolge praticamente per intero in una prigione cinese ed in una americana dove due personaggi stranieri vengono torchiati e massacrati mentalmente da due esperti dei servizi segreti.
La prima cosa da notare e' che la sceneggiatura e' identica - in tutto e per tutto per quanto riguarda i dialoghi - per tutte e due le "parti" in gioco.
Cioe' cio' che dice Glenn Close - cattivissima e davvero brava nel ruolo dela merdaccia dei servizi segreti che torchia un pover'uomo solo perche' straniero e musulmano in America.. - al suo prigioniero viene ripetutto esattamente dal carceriere cinese che rivolge le domande alla brava Gyllenhaal,cosicche' lo straniamento prende il sopravvento e la brutalita' umana sembra unirsi nonostante le differenze politiche e sociali dei due "carcerieri".
Lumet sceglie una regia pulita,con una fotografia non troppo patinata e non si adagia sugli allori,cercando con dei bei movimenti di macchina di dare il pathos giusto ed il giusto ritmo alle riprese.
A volte ci riesce in pieno a volte meno,ma il risultato di un'operazione come questa va aldila' delle mere questioni cinematografiche.
Ottima poi la scelta di far vedere i discorsi dei vari presidenti americani dai '50 in poi che ogni volta vengono smentiti dalle mosse dei propri "servitori" segreti.
Insomma un film importante che usa la macchian da presa per analizzare il fenoemeno inquitante del'abbattimento di molti diritti civili in nome d9i una peca mai conquistabile con certi mezzi....
Ma i manicheo,quasi sempre arguto e con una notevole questione finale:
"Forse con questi mezzi il terrorismo verra' sconfitto...ma quanti giorni di liberta' siete disposti a perdere perche' cio' avvenga?..Uno....una settimana...un mese...un anno...sempre?"