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Violette Nozière (1978)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Violette Nozière: assente
Ritmo ritmo in Violette Nozière: assente
Impegno impegno in Violette Nozière: assente
Tensione tensione in Violette Nozière: assente
Erotismo erotismo in Violette Nozière: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Violette Nozière (voti: 3 media: 4,00) 3

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L'opinione più votata

Di hupp2000 scritta il 10/02/2012 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto ottimo

Per il suo primo film con Isabelle Huppert protagonista, Claude Chabrol s’ispira ad una vicenda realmente accaduta e che divise (anche politicamente) l’opinione pubblica francese. Parigi anni ’30. Violette, giovanissima figlia di una coppia piccolo-borghese, pur di sottrarsi alla mediocrità della sua esistenza, frequenta giovani studenti del “Quartier Latin” e, occasionalmente, si prostituisce. Ammalatasi di sifilide, finisce tra le braccia di uno scansafatiche, un gigolò per il quale deruba i suoi stessi genitori, fino ad avvelenarli entrambi nella speranza di ereditarne i risparmi. Il padre muore, la madre sopravvive. Rinviata a giudizio, subisce un processo nel corso del quale ottiene il perdono della madre e spunta una fondata ipotesi di violenza sessuale da parte del padre. Violette viene nondimeno condannata a morte. Anni dopo, verrà graziata, poi scarcerata e infine riabilitata. Si sposerà, avrà cinque figli e morirà pacificata con se stessa e il suo ambiente nel 1963.                 Il film narra le vicissitudini di Violette Nozière negli anni cruciali della sua esistenza, dalla contrazione della malattia nel 1932  al processo che si concluse nell’ottobre del 1934. 
Colloco senza esitazione “Violette Nozière” tra i capolavori di Claude Chabrol. Il suo incontro con Isabelle Huppert fa scintille fin da questa prima esperienza. Il Maestro ha trovato una vera e propria musa, l’attrice ha incontrato l’autore che più di chiunque altro saprà valorizzarla. Da un lato, il regista racconta una vicenda torbida al punto giusto per il suo stile distaccato ma pungente, di chi sa osservare senza giudicare; dall’altro, Isabelle Huppert conferisce al suo difficile personaggio tutta l’ambiguità della ragazza che conduce una doppia vita quasi con indifferenza. Quando è contenta lo è sommessamente, quando è sottoposta a prove durissime la cosa non sembra riguardarla. Il suo sguardo riesce ad essere contemporaneamente assente e penetrante. Lungo tutto il film, la fotografia svolge un ruolo essenziale. I colori sono delicati e armonici, la ricostruzione degli ambienti parigini dell’epoca è accuratissima, entra nei dettagli delle abitazioni, dei locali pubblici, del tribunale... Il copricapo anni ’30 (una sorta di “cappello sulle 23”) di Isabelle Huppert è indimenticabile, una pietra miliare nell’iconografia dell’attrice. Claude Chabrol le mette accanto una coppia di attori formidabili, nel ruolo dei genitori di Violette. Stéphane Audran (all’epoca ancora moglie del regista) è semplicemente perfetta come madre bacchettona, nevrotica ed egoista. Ostenta attenzione e premura per la figliola, ma non sa ascoltarla, non tenta neppure di capirla, condizionata come è dal suo ruolo di piccola borghese perbene, moglie, madre e donna di casa. Jean Carmet (attore di riferimento nel cinema d’Oltralpe, ma poco conosciuto in Italia) offre qui uno dei suoi ruoli più convincenti. Padre e marito sconfitto in partenza, uomo mediocre e retrogrado, è convinto di poter svolgere il suo ruolo di “pater familias” attenendosi acriticamente alle regole del buonsenso prefabbricato, fingendo talvolta di fare la voce grossa, per poi lasciarsi raggirare come un bambino. Non lascia indifferenti la breve ma preziosa partecipazione di un giovanissimo Fabrice Luchini, efficace studente del “Quartier Latin”. “Violette Nozière” appartiene alla folta schiera di opere maggiormente riuscite del suo autore. Film introvabile in lingua italiana, o quanto meno sottotitolata in italiano. Deprimente!
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SI

Opinioni su Violette Nozière


10 febbraio 2012 Opinione di hupp2000 su "Violette Nozière"
hupp2000

Per il suo primo film con Isabelle Huppert protagonista, Claude Chabrol s’ispira ad una vicenda realmente accaduta e che divise (anche politicamente) l’opinione pubblica francese. Parigi anni ’30. Violette, giovanissima figlia di una coppia piccolo-borghese, pur di sottrarsi alla mediocrità della sua esistenza, frequenta giovani studenti del “Quartier Latin” e, occasionalmente, si prostituisce. Ammalatasi di sifilide, finisce tra le braccia di uno scansafatiche, un gigolò per il...

voto al film: hupp2000 assegna il voto ottimo a Violette Nozière (1978)

1 commento
[utile per 10 utenti]

25 novembre 2011 Opinione di mm40 su "Violette Nozière"
mm40

La storia di Violette Nozière è emblematica della condizione della donna nella pur civilissima (per gli standard contemporanei, si intende) Francia di inizio '900. Ma anche di quella delle giovani generazioni, ancora fortemente soggiogate dalla famiglia e costrette a vivere schizofrenicamente, fra timidi impulsi individualisti e una doverosa, cieca obbedienza alle convenzioni e ai dettami parentali. Chabrol, con una sceneggiatura di Odile Barski (per la prima volta: i due collaboreranno...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Violette Nozière (1978)

nessun commento
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31 agosto 2010 Opinione di emmepi8 su "Violette Nozière"
emmepi8

  Un film che mette in evidenza una Huppert programmatica, per mezzo di Chabrol; una storia vera che il grande regista prende di peso e la adatta ai suoi concetti cinematografici e stilistici. Una storia familiare, a cui il regista è abituato , al veleno; una cupezza di intenti contraddistinguono questa figura femminile controversa e difficile a sostenere. Una personalità doppia, che si dedica alla perversione in maniera sistematica e meticolosa, con un disegno tutto suo,...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Violette Nozière (1978)

nessun commento
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