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Dieci piccoli indiani (1945)

[And Then There Were None, USA 1945, Giallo, durata 97', b/n]   Regia di René Clair
Con Barry Fitzgerald, Walter Huston, Louis Hayward, Roland Young



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dieci piccoli indiani: assente
Ritmo ritmo in Dieci piccoli indiani: assente
Impegno impegno in Dieci piccoli indiani: assente
Tensione tensione in Dieci piccoli indiani: assente
Erotismo erotismo in Dieci piccoli indiani: assente

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Di Peppe Comune scritta il 31/01/2012 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

Otto persone vengono invitate a passare un fine settimana nella villa di un certo signor Owen situata su una piccola isola sperduta nel Devon. Queste otto persone sono : il dottor Edward Armstrong (Walter Huston), il generale John Mandrake (C.Aubrey Smith), il detective privato William Blore (Roland Young), Vera Claythorne (June Duprez), l’avventuriero Philip Lombard (Louis Hayward),il principe Starloff (Mischa Auer), il giudice Francis J.Quinncannon (Barry Fitzgerald), la signorina Emily Brent (Judith Anderson). Ad accoglierli ci sono due domestici, i coniugi Thomas Rogers (Richard Haydn) ed Ethel Rogers (Queenie Leonard). Le dieci persone presenti nella villa non si conoscono tra di loro e nessuno di loro ha neanche mai conosciuto il i coniugi Owen che li hanno gentilmente invitati sull’isola. Ognuno delle dieci persone si è macchiata in vita di almeno un grave delitto e una voce registrata su disco gli fa sapere che il motivo per cui sono stati invitati sull’isola è di essere solennemente giustiziati per i loro crimini lasciati impuniti. Intanto viene trovato lo spartito di una vecchia filastrocca che racconta delle varie disgrazie che portano alla morte di dieci piccoli indiani. Da quel momento, i dieci abitanti della casa cominciano a morire uno ad uno proprio secondo le indicazioni della canzoncina. “I dieci piccoli indiani” è la prima e più importante trasposizione cinematografica del celebre romanzo omonimo di Agatha Christie. E’ l’ultimo film di Renè Clair in trasferta ad Hollywood ed è l’unica sua incursione nel giallo. Ma la classe non è acqua e si vede, perché l’autore francese dimostra di maneggiare la materia con grande padronanza di linguaggio e arriva alla creazione  dell’atmosfera tipica che si richiede alla graduale ricerca di un assassino rituale senza disperdere per strada, ne l’assunto filosofico di base voluto dalla scrittrice inglese, che era quello di fare dell’implacabilità della morte il corollario necessario di una colpa rimasta impunita, ne quell’humor nero che tende ad alleggerire i tristi presagi di una morte annunciata. All’alba delle prime vittime, i superstiti, una volta appurato il legame tra le modalità degli omicidi e la triste litania che li annuncia e una volta accertatisi dell’assenza di qualsiasi altra persona sull’isola, giungono all’ovvia conclusione che l’assassinio sia il fantomatico signor Owen e che questi non possa essere che uno di loro. Così la grande casa si trasforma in una trappola mortifera che arma l’occhio implacabile del sospetto, una sorta di labirinto senza uscita dove le parole che si dicono non sono mai precisamente quelle che si pensano e dove la paura che in ognuno prende corpo riflette con geometrica specularità la gravità psicologica delle rispettive colpe. Ci sono un giustiziere assassino e nove colpevoli che dovranno essere puniti, nove pedine che imparano a non fidarsi nemmeno della propria ombra e una decima tra di loro che conduce un gioco macabro giocando sui nervi scoperti di personalità diffidenti e seguendo un rituale che si sottrae all’imprevedibile presenza del caso. Tutto è’ già stabilito ed è tutto molto semplice, comprese la chiusa circolarità di un isola deserta e l’ambigua generosità della grande villa. Quella che è geniale è l’architettura d’insieme, la tensione che si accompagna all'ironia e la superba caratterizzazione di ogni personaggio, l'attesa di scoprire la faccia del sigor Owen e la fondamentale traccia filosofica che sorregge l'intera storia: la colpa personale che insinua il sospetto per il prossimo e il sospetto che rende tutti dei potenziali criminali, le paure presenti come lo specchio preciso di ombre passate e il tentativo di palesare l’un l’altro la natura dei rispettivi delitti come il viatico di una vicendevole autoassoluzione. Non c’è un caso da risolvere ma solo una morte da aspettare, quando arriva. Renè Clair apportò un sostanziale cambiamento alla parte finale del romanzo, ammorbidendo abbastanza il pessimismo greve che lo caratterizzava per giungere ad un più rassicurante “lieto fine” secondo le canoniche concessioni da fare all’industria hollywoodiana. Nulla di grave comunque, rimane un grande film.
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SI

Opinioni su Dieci piccoli indiani


31 gennaio 2012 Opinione di Peppe Comune su "Dieci piccoli indiani"
Peppe Comune

Otto persone vengono invitate a passare un fine settimana nella villa di un certo signor Owen situata su una piccola isola sperduta nel Devon. Queste otto persone sono : il dottor Edward Armstrong (Walter Huston), il generale John Mandrake (C.Aubrey Smith), il detective privato William Blore (Roland Young), Vera Claythorne (June Duprez), l’avventuriero Philip Lombard (Louis Hayward),il principe Starloff (Mischa Auer), il giudice Francis J.Quinncannon (Barry Fitzgerald), la signorina Emily...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Dieci piccoli indiani (1945)

4 commenti
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24 dicembre 2011 Opinione di XANDER su "Dieci piccoli indiani"
XANDER

Non è malvagio ma c'è un filo sottile di ironia che lo rovina soprattutto nel finale. La tensione non manca però non è paragonabile al libro dove mi è sicuramente piaciuto di più. Mi aspettavo sicuramente di meglio nonostante sia stata definita la versione più bella

voto al film: XANDER assegna il voto sufficiente a Dieci piccoli indiani (1945)

nessun commento
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29 agosto 2009 Opinione di michel su "Dieci piccoli indiani"
michel

AINSI FONT, FONT, FONT… Attirati con l’inganno su un isola deserta, dieci uomini sospettati di omicidio muoiono al ritmo di una crudele filastrocca. Clair ha puntato sulla caratterizzazione dei personaggi dipinti con bonaria ironia e il film gli è riuscito spiritoso. La logica del racconto vuole che tutti sospettino di tutti, ma anche da questa situazione angosciosa Clair ha saputo cavare deliziosi effetti umoristici (quel continuo, incrociato, spiarsi dal buco della...

voto al film: michel assegna il voto buono a Dieci piccoli indiani (1945)


13 marzo 2008 Opinione di priaruggia su "Dieci piccoli indiani"
priaruggia

Nettamente la miglior versione sul soggetto della Christie - come confermato dalla stessa autrice che ne esaltò al tempo l'ambientazione. Opera epica in cui viene messo insieme il meglio del "caratterismo" americano degli anni 40. Barry Fitzgerald e Richard Haydn hanno il ruolo cucito addosso. voto 8 1/2

voto al film: priaruggia assegna il voto buono a Dieci piccoli indiani (1945)



8 marzo 2008 Opinione di Natalie su "Dieci piccoli indiani"
Natalie

Suspense perfetta per un giallo dal meccanismo narrativo impeccabile.

voto al film: Natalie assegna il voto buono a Dieci piccoli indiani (1945)


7 aprile 2006 Opinione di superpanta su "Dieci piccoli indiani"
superpanta

Molto buona questa trasposizione cinematografica del capolavoro di Agatha Christie. Il film, anche se datato, conserva una certa tensione, che viene spesso mescolata con elementi da commedia, che non sfigurano affatto nel contesto. Ottimi gli attori. Interessante anche il finale, diverso da quello del libro. Valido! Voto: 7,5

voto al film: superpanta assegna il voto buono a Dieci piccoli indiani (1945)




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