Il fantasma dell'Opera (1925)
Con Lon Chaney, Mary Philbin, Norman Kerry, Arthur Edmund Carewe
La trama
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 19/01/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
[Lon Chaney a Mary Philbin]
"Il Teatro dell'Opera di Parigi, santuario degli amanti del bel canto, si erge nobilmente su stanze di tortura medievali e prigioni sotterranee, dimenticate da secoli". I nuovi proprietari dell'Opéra sorridono di fronte alle dicerie popolari sulla presenza di un fantasma che si nasconde nei sotterranei e semina il terrore nel teatro. Chi ha avuto la sventura di avvistarlo ("Un lampo d'ombra e poi è sparito") ne diffonde una descrizione raccapricciante: "i suoi occhi sono gocce spettrali prive di luce, come orbite vuote in un teschio ghignante. Il suo viso è come una pergamea erosa dalla lebbra, con la pelle giallastra tesa sulle ossa sporgenti. Il suo naso... non c'è nessun naso!". Erik (Lon Chaney), il Fantasma, è un folle musicista deforme con il volto coperto da una maschera, innamorato della giovane cantante lirica Christine Daaé (Mary Philbin), la cui carriera artistica tenta di agevolare a scapito di Carlotta (Virginia Pearson), la primadonna dell'Opéra. Il successo che improvvisamente investe Christine insospettisce il suo fidanzato, il visconte Raoul de Chagny (Norman Kerry): la sua proposta di matrimonio, infatti, viene respinta in nome della carriera e del patto segreto che la ragazza ha stretto con il Fantasma per ottenere gloria e celebrità. Nonostante le minacce ricevute, Carlotta, incoraggiata da sua madre, si riprende il ruolo di Marguerite nel Faust di Gounod (opera che, ironia della sorte, per la sua prima rappresentazione nel 1859 venne rifiutata proprio dal Teatro dell'Opera di Parigi e dirottata al Théatre-Lyrique), ruolo che, a causa di una misteriosa indisposizione, era stata costretta a cedere a Christine nella precedente rappresentazione, e si esibisce regolarmente in palcoscenico. Ma Erik si vendica atrocemente: Carlotta, infatti, durante lo spettacolo viene travolta dal gigantesco lampadario del teatro e muore sul colpo. Accecato dai sentimenti e dalla passione, il Fantasma rapisce Christine e la conduce nel suo rifugio segreto nei sotterranei dell'Opéra. Al risveglio dopo "una notte di orrori indefinibili e di sogni tormentati", Christine, nonostante l'avvertimento ricevuto da Erik ("Finchè non tocchi la mia maschera non corri nessun pericolo: fintanto che il tuo amore per lo spirito di Erik sarà più forte della tua paura, sarai salva"), non esita a scoprire il volto del Fantasma, togliendogli la maschera: il viso sfigurato e terrificante che si mostra ad una sgomenta Christine sancisce, però, la fine dell'idillio. In cambio della libertà la ragazza si promette sua schiava ed Erik le permette di tornare a cantare: ma dovrà essergli, la avverte, sempre fedele. ESPANDI +
11 giugno 2011 Opinione di michel su "Il fantasma dell'Opera"
… DALLA DOLCEZZA A CUI TUTTI HANNO DIRITTO Un uomo sfigurato che si annida negli interstizi dell'”Opera” di Parigi diventa la musa ispiratrice di una giovane cantante della quale si è innamorato. Naturalmente l'interesse della donna cessa di colpo quando scopre cosa cela la maschera del suo ammiratore. R. Julian, fedele allo spirito del feuilleton, coniuga umorismo, mistero, raccapriccio e patetismo con giusta misura e solido mestiere. La teatralità dei...
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9 febbraio 2011 Opinione di Lina su "Il fantasma dell'Opera"
Voto 7.5 - Primissima trasposizione cinematografica del Fantasma dell'opera che si rivela fortemente suggestiva grazie ai suoi quattro fattori principali: 1. l'annosità 2. l'uso del bianco e nero 3. il mutismo 4. l'ottima ricostruzione delle ambientazioni teatrali. Stranamente, anche se i protagonisti non li sentiamo mai parlare, riescono ugualmente a trasmettere del pathos attraverso la loro espressione e mimica facciale e riescono anche ad incutere timore e soggezione nelle scene con un...
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19 gennaio 2011 Opinione di FABIO1971 su "Il fantasma dell'Opera"
"Se sono il Fantasma è perchè l'odio degli uomini mi ha reso tale. La mia unica possibilità di salvezza è che il tuo amore mi redima. Una volta gli uomini mi chiamavano Erik, ma per tutti gli anni che ho vissuto in questi sotterranei sono stato una leggenda senza nome". [Lon Chaney a Mary Philbin] "Il Teatro dell'Opera di Parigi, santuario degli amanti del bel canto, si erge nobilmente su stanze di tortura medievali e prigioni sotterranee, dimenticate da secoli"....
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30 dicembre 2010 Opinione di mondolariano su "Il fantasma dell'Opera"
Solo quindici anni separano le riprese di questo film dalla pubblicazione del romanzo, e solo mezzo secolo divide il film dall’epoca in cui il libro è ambientato. La suggestione che ne deriva è dunque irresistibile. Se a ciò si aggiunge l’incanto di un bianco-nero fumoso che proietta i personaggi in un passato remoto indefinito, se si aggiunge l’intervento del colore che dipinge l’apparizione della “Morte rossa” (suggerita esplicitamente dal racconto di Edgar Allan Poe), se si...
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23 ottobre 2008 Opinione di OGM su "Il fantasma dell'Opera"
Una favola “noir” che è una storia d’amore tra la luce e il buio, immersa nella sontuosa architettura di un teatro, tra le svettanti altezze dei palchi e gli abissi dei cunicoli sotterranei, tra lo splendore solare dei riflettori e dei lampadari in sala, e il fioco bagliore delle torce e delle lanterne giù per le scale e lungo le gallerie. In questo modo la pellicola celebra l’essenza primigenia del cinema, che, con quel suo bianco e nero silente, viveva inizialmente solo di...
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17 marzo 2008 Opinione di fordprefect su "Il fantasma dell'Opera"
un capolavoro, atmosfere espressioniste riviste in chiave hollywoodiana, il teatro dell'opera di parigi perfettamente ricostruito in studio e i suoi oscuri sotterranei, un'uso del colore mai visto (si guardi la scena del ballo), lon chaney in gran spolvero (che dirigerà anche alcune scene dopo aver procurato l'addio del regista al progetto)
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