Il grande silenzio (2005)
La trama
La vita all'interno della grande Chartreuse, il monastero nelle Alpi francesi, dove vivono i monaci certosini con la loro regola suprema che prevede il distacco più assoluto dal mondo.
Il silenzio è (l'oro) dei nostri giorni, e così anche la sete di spiritualità - trasversale alle religioni - e l'anelito a una ritrovata semplicità: l'austerità di ambienti essenziali di legno e pietra, l'aspetto infantile e candido dei monaci ripresi a giocare sulla neve, i dettagli della loro umile, gloriosa routine di lavoro ricordano il Rossellini di _ Francesco, giullare di Dio_. Solo alcune didascalie ripetute - passi da testi sacri che rimandano a povertà e umiltà - interrompono qua e là la contemplazione di quest'oggetto unico e davvero irripetibile (tra le clausole dell'accordo c'è quella per cui nessun altro film potrà essere girato in quei luoghi). Un saggio filosofico sulla densità del tempo, un'esperienza inspiegabile, incomparabile e necessaria.
La recensione di FilmTv
Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 14/2006
Scene di vita vera (e non alterata) da un monastero certosino. Anticonvenzionale riflessione sul tempo e la necessità di ritrovare se stessi
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 06/07/2011 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Un volo senza pause dentro la muralità (con cose piccole, scarne, pietre slavate, corridoi vuoti, arcate meritorie, portici dimessi, orti dispersi, entrate per i pochi) di un (il) Monastero: è quello della grande Chartreuse vicino Grenoble. Nei titoli si dice che 'è considerato uno dei più austeri al mondo.'
Tale documento ci trasporta con mano leggera dentro luoghi, volti e opere di monaci certosini assolutamente sedotti dallo Spirito: le immagini sono ammaestrate con una dolcezza unica, il fare elegante, le preghiere avvolgenti e il silenzio naturae di vera armonia. Un'opera di oltre 2 ore e mezza che non stanca nel cuore; un 'voluttuoso' chiuso fatto di aperti mondi per monaci assenti da noi ma presenti a loro stessi e al Signore che continuamente ringraziano. I loro volti sono di una 'bellezza' d'animo: i loro occhi trasmettono luce vera (parlano senza dire con un disincanto e con una forza conosciuta solo a Dio).
Una piccola luce, un flebile rosso fuoco e di là dal buio un Monastero imbiancato (di vera gloria).
"Ecco il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce. Ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero"
(Primo Libro dei Re 19, 11-13).
Il documento si apre con un monaco in ginocchio che prega. Gli interni inquadrati con grandissima discrezione e i pochi spiragli di luce naturale. Fuori la neve (i fiocchi e il loro silenzio imbiancano il prato e noi); alcuni monaci che passano sotto le arcate del monastero; ecco che alcune dita toccano l'acquasantiera col gesto (delicato) di bagnare (leggermente) le punta.
Un inizio scarnissimo, poco propenso a facili modi ed esternazioni di richiamo. Non un solo accenno (all'inizio e per tutto il documentario) a minimi sconti, non una virgola di troppo e quanto meno uno spazio minimo per piacere(si). Un segno di (pura) professionalità e di sincera umiltà che si pone al servizio dei tempi (lenti) e dei luoghi (ameni) di uomini che sono in conntinuo contatto con uno (lo) Spirito di redenzione.
"Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre" ('33).
In ogni frammento che vuoi (e desideri), con una delicatezza inerme e silente, una 'scrittura' biblica compiace ed esplora l'animo dei monaci (e di chi si adagia nel loro mondo).
Inizia la stagione nuova quando la neve (e il ghiaccio) si scioglierà, goccia su goccia senza fretta e con ritmo (a)temporale, e il prato intorno riflette la luce leggiadre di un Sole mattutino. ESPANDI +
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6 luglio 2011 Opinione di lorenzodg su "Il grande silenzio"
"Il Grande Silenzio" (Die GroBe Stille) è un documento di rarissima assenza di tutto quel che concerne il 'cinema' in quanto tale. Un controsenso girare per mostrare e far partecipare lo spettatore (assolutamente preso da simil modo di introspezione silenziosa) a quello che è un 'mondo' fuori (in tutti i sensi) dal 'vivere' che noi (benpensanti...) sperimentiamo quotidianamente. Un volo senza pause dentro la muralità (con cose piccole, scarne, pietre slavate, corridoi...
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28 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "Il grande silenzio"
La storia è incredibile: 20 anni fa il regista tedesco Philip Groning aveva progettato di girare un documentario sul convento di frati certosini che vivono nel monastero della Grander Charteuse, sulle Alpi francesi. Nessuna risposta. Dopo dieci anni, il regista ci riprova. Ancora silenzio. Quindi, sedici anni dopo la nascita del progetto, arriva una risposta: "siamo pronti. Ma a condizione di vivere secondo le regole del monastero e rinunciando a musica, commenti verbali e luci...
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19 ottobre 2010 Opinione di almodovariana su "Il grande silenzio"
Due novizi che entrano nel monastero francese dov'è ambientata la pellicola e fanno le loro promesse al Reverendo, i monaci che cantano le preghiere del mattino queste e pochr altre sono le parole "umane" pronunciate nel documentario di Groning; per il resto si odono solo suoni naturali, il vento e la neve, lo sfogliare dei libri sacri, il ronfare di una stufa, il suono delle campane che scandisce le giornate del monastero in cui vige la regola del silenzio....
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25 agosto 2009 Opinione di slim spaccabecco su "Il grande silenzio"
La grande bufala! Apprezzabile l'idea, ma seguire un film così è praticamente impossibile. La lunghezza non aiuta.
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10 giugno 2009 Opinione di toal26 su "Il grande silenzio"
Non è semplicemente vedere un film: è fare un'esperienza di vita. Poesia del cinema a servizio della coscienza.
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25 gennaio 2009 Opinione di alessiakies su "Il grande silenzio"
Perchè più di due ore e mezza di film tutto uguale, si chiedono in molti. La prima ora è di invidia, la seconda di ammirazione, poi subentra la noia. Groning ci mostra che la costanza, quella che si dipana nella quotidianità, è il più arduo cammino da intraprendere. Il silenzio, se parentetico, è alla portata di tutti; se 'grande' per chi lo sa sostenere. Anche al cinema.
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22 settembre 2008 Opinione di OGM su "Il grande silenzio"
L'esistenza senza la parola non è meno vera, né meno ricca o intensa, perché la bellezza che si coglie giorno dopo giorno risiede nelle immagini e nei suoni, nei dettagli fugaci e impersonali che il pensiero cattura per trasfigurarli. Questo è il senso della meditazione, che è comunicazione diretta con l'essenza delle cose, senza scomode intermediazioni né superficiali convenzioni. Come il linguaggio del cinema d'arte, essa non cerca i significati nel messaggio verbale, ma nelle...
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27 luglio 2008 Opinione di rosario su "Il grande silenzio"
"Il mut(u)o rapporto uomo-natura,in film sui tempi e sui modi della religione"
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30 gennaio 2008 Opinione di bradipo68 su "Il grande silenzio"
Un documentario lungo piu'di 20 anni,dalla lontana richiesta di girare materiale in questo monastero di clausura incastonato tra le montagne(nell'84),all'accoglimento di tale richiesta(nel 2000)fino alla realizzazione compiuta del documentario.Piu'che un film è un'esperienza mediatica audio visiva:i dialoghi sono scarni e rarissimi(il silenzio è d'oro),visivamente il monastero con la sua aria spoglia,dimessa,con i suoi arredamenti ridotti all'essenziale assume un aura quasi mistica,si crea...
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29 gennaio 2008 Opinione di maxcalifornia su "Il grande silenzio"
Silenzioso. Un prezioso documentario che descrive accuratamente la vita dei monaci certosini. Ovviamente il film è un pò noioso però è emozionante. Magistrale la fotografia curata dallo stesso regista. Da vedere per meditare.
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