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Opinione di OGM su Il grande sentiero

[Cheyenne Autumn, USA 1964, Western, durata 170']   Regia di John Ford
Con Richard Widmark, Carroll Baker, Karl Malden, James Stewart




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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05/08/2009 voto al film: voto buono

Sul film

Un western che interpreta – senza accenti leggendari – lo spirito biblico dell'esodo, di un popolo che marcia verso la libertà camminando nella polvere del deserto. John Ford non mitizza né gli indiani, né le giubbe blu, né i cowboy, riducendo le loro imprese alla scala della imperfetta iniziativa individuale, non di rado segnata dalla discordia. Contrariamente ai canoni del genere, la moltitudine umana non esprime forza, ed i suoi movimenti (le battaglie, le migrazioni) non hanno la portata di eventi storici epocali. L'autentico protagonista della storia – com'è giusto che sia, in un western – è il territorio, arido, sconfinato ed ostile, che isola, spaventa, affama ed affatica, inasprendo il carattere ed accrescendo, su entrambi i fronti, la rabbia ed il senso di impotenza. Il far west di questo film è disseminato di figure deboli e rozze, costantemente esposte al rischio del ridicolo e facilmente attaccabili con l'arma dell'ironia. Se l'uomo bianco appare spesso abbrutito dall'egoismo e dalla miopia, i pellerossa sono, invece, nel loro piccolo, nobilitati dalla orgogliosa semplicità e dall'umile tenacia con cui inseguono una comune meta. La questione indiana è l'unico elemento della storia ad assumere un significato universale, che investe i grandi temi dell'umanità, della giustizia e dell'uguaglianza. "Il grande sentiero" è, in effetti, un film in cui il vero conflitto armato, senza esclusione di colpi, è tra i bassi interessi materiali di molti e gli elevati valori morali di pochi.


SI

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