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Il grande sonno (1946)

[The Big Sleep, USA 1946, Noir, durata 114', b/n]   Regia di Howard Hawks
Con Humphrey Bogart, Lauren Bacall, John Ridgely, Martha Vickers



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il grande sonno: minimo
Ritmo ritmo in Il grande sonno: presente
Impegno impegno in Il grande sonno: minimo
Tensione tensione in Il grande sonno: forte
Erotismo erotismo in Il grande sonno: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Il grande sonno

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Il grande sonno (voti: 70 media: 4,17) 70

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locandina di Il grande sonno

Trailer Originale Remastered

Il grande sonno Trailer Originale Remasteredplay

La trama

L'investigatore privato Philip Marlowe viene incaricato dall'anziano generale Sternwood di scoprire chi ricatta la figlia minore. Marlowe accetta l'incarico, che si rivela però più complicato del previsto. La ragazza, sua sorella maggiore e il cognato sono invischiati in un giro poco pulito di gioco d'azzardo.  

Il classico "cult movie" di intere generazioni di cinéphiles. La coppia Bogart/ Bacall è magnetica, il romanzo di Chandler è adattato da William Faulkner e Leigh Brackett, la trama è enigmatica (anche per gli stessi attori, che dichiararono di non capirci niente), alcune scene (il padre della Bacall nella serra) indimenticabili. Musiche di max Steiner e fotografia di Sidney Hickox.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 14/01/2012 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il vecchio generale Sternwood (Charles Waldron) ingaggia il detective privato Philip Marlowe (Humphrey Bogart) perché indaghi su delle strane forme di ricatto che la figlia minore Carmen (Martha Vikcers) sta subendo per dei debiti di gioco. Marlowe non ci impiega tanto a capire che la questione è molto più complessa da come gli è stata presentata dell’ignaro genitore. Infatti, si ritrova d'un colpo nel pericoloso giro delle bische clandestine e del racket delle sale da gioco che fanno capo a Eddie Mars (John Ridgely), un giro che vede coinvolta anche Vivien (Lauren Bacall), la figlia maggiore del generale, con la quale Marlowe avrà modo di incontrarsi sentimentalmente. Se è vero, com’è vero, che il genere noir (letterario e cinematografico) deve principalmente preoccuparsi di creare l’atmosfera adatta per la rappresentazione del "milieu criminale", e non già di presentare la soluzione filologica di un fatto delittuoso secondo il lineare rapporto di causa effetto, allora “Il grande sonno” di Howard Hawks (dal romanzo omonimo di Raymond Chandler) ne rappresenta uno dei principali e più lucenti esemplari. Il labirinto del malaffare in cui entra Phlip Marlowe è quanto di più enigmatico possa esserci per una indagine su un caso che si proponga di arrivare a delle riposte certe e ad affibbiare ad ogni pezzo che compone il mosaico della malavita l’unicità di una faccia. Le soluzioni a cui arriva Marlowe sono sfuggenti come delle sagome intraviste nell’ombra, molte risposte non possono che rimanere inevase se ad ogni nuova morte corrisponde sempre un nuovo perché. Anche i moventi non sembrano giustificare la proliferazione di tanto male, se non l’abitudine a commetterlo con sistematica naturalezza una volta che si è entrati in determinati meccanismi. I conti non tornano mai, c’è sempre un auto che non era prevista sul luogo del delitto e c’è sempre qualcuno che pedina qualcun' altro. Mettere a posto tutti i pezzi significherebbe arrivare a capire ciò che del caos metropolitano non può mai essere capito del tutto. La colpa è come una macchia d’olio che si espande ad ogni ricognizione dei fatti e ne “Il grande sonno” nessuno è veramente esente da colpe, ognuno può vantare almeno un morto sulla coscienza e nessuno sembra preoccuparsene più di tanto. Philip Marlowe si muove bene in queste situazioni, per lui che è “cresciuto frequentando cattive compagnie”, è vitale sentirsi circondato dall’odore fetido del malaffare e muoversi tra le illogiche motivazioni di un crimine, trovare negli sguardi obliqui di canaglie incallite o nel fascino conturbante di donne ambigue la sponda ideale per sfoggiare in completa agiatezza tutta la cinica ironia che gli è propria. Lui è dalla parte della legge, ma più che muoversi per trovare indizi probanti in sede giudiziaria, gli interessa giungere alla verità dei fatti seguendo il suo intuito malandato. Marlowe sa benissimo che in quel mondo le colpe si puniscono a colpi di pistola e per lui la comprensione definitiva di un perché da custodire nel proprio curriculum di detective di strada, vale più di una prova da consegnare all’onore di una carriera. Ovviamente, la forza leggendaria del film risiede tutta nel vestiario “da detective”e nell’andamento solitario di Philp Marlowe che hanno fornito fondamentali coordinate al genere e nell’incontro “magnetico” tra Humphrey Bogart e Lauren Bacall (anche Martha Vikcers non scherza, con la sua aria da Lolita “prekubrickiana”) che fortemente si sono impressi nell’immaginario collettivo. Ma è tutto l’insieme a funzionare meravigliosamente, la Los Angeles crepuscolare che fa da sfondo e l’atmosfera di dolente malinconia che aleggia nell’aria, l’inganno che si nasconde dietro le parole non dette e il disincanto che si annida dentro il fumo di sigarette. Fino alla morte, che si aggira sorniona e malefica dietro ogni cambio di prospettiva. Il grande sonno che non riposa mai.
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SI

Opinioni su Il grande sonno


6 aprile 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Il grande sonno"
alfatocoferolo

Strameritato il ruolo di cult movie, questo film trasuda mestiere e rappresenta tutto un genere in maniera perfetta. Bogart è impeccabile nel ruolo del duro dal cuore tenero e dallo charme fatale, la fotografia è meravigliosa ed i dialoghi ancorché affettati sono sempre pungenti ed intelligenti. Se c'è una pecca è quella segnalata già dai tecnici di film.tv e dagli attori del film, la trama è contorta e ci si perde nel dedalo di nomi e intrecci, non al punto da non apprezzare la...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto ottimo a Il grande sonno (1946)

nessun commento
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14 gennaio 2012 Opinione di Peppe Comune su "Il grande sonno"
Peppe Comune

Il vecchio generale Sternwood (Charles Waldron) ingaggia il detective privato Philip Marlowe (Humphrey Bogart) perché indaghi su delle strane forme di ricatto che la figlia minore Carmen (Martha Vikcers) sta subendo per dei debiti di gioco. Marlowe non ci impiega tanto a capire che la questione è molto più complessa da come gli è stata presentata dell’ignaro genitore. Infatti, si ritrova d'un colpo nel pericoloso giro delle bische clandestine e del racket delle sale da gioco che fanno...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Il grande sonno (1946)

3 commenti
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14 luglio 2011 Opinione di Axeroth su "Il grande sonno"
Axeroth

Philip Marlowe: "Cos'hai che non va?" Vivian Sternwood Rutledge (o futura coniuge Marlowe?):"Niente che tu non possa sistemare...." 1,2,3: pronti via! Si comincia: Il detective Philip Marlowe (Humphrey Bogart Leggenda) riceve un invito e si dirige a casa del generale Sternwood. Appena entrato, mentre il maggiordomo lo annuncia al generale, viene lasciato solo nell'atrio. Nel mentre, scende la figlia minore Carmen, che con il suo fascino, cerca di attirare l'attenzione del detective...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Il grande sonno (1946)

1 commento
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6 gennaio 2011 Opinione di Artemisia1593 su "Il grande sonno"
Artemisia1593

Sono d'accordo su un punto della recensione di Film.TV: la trama è enigmatica. E infatti non c'ho capito niente nemmeno io. Troppi nomi. Non si capisce i moventi. Bravura indiscussa per i due protagonisti.

voto al film: Artemisia1593 assegna il voto mediocre a Il grande sonno (1946)



22 novembre 2010 Opinione di yume su "Il grande sonno"
yume

Un film labirintico per mettere in scena il labirinto dell’esistenza, quello che Chandler aveva descritto nel ’39 in soli tre mesi, tanto gli era bastato per trasformare in romanzo due racconti precedenti, Killer in the rain e The Curtain. Era nato così Philip Marlowe, il detective  ironico e romantico, solitario e cinico quanto basta per sopravvivere e trovare ogni volta una direzione in quel labirinto che l’umanità, nel secolo scorso, creò per...

voto al film: yume assegna il voto ottimo a Il grande sonno (1946)

1 commento
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14 settembre 2009 Opinione di OGM su "Il grande sonno"
OGM

Il percorso dell'indagine di Philip Marlowe è, come la trama del destino, un'intricata ragnatela di incontri, spesso fortuiti, talvolta fatali. Per vincere, nel gioco della vita, occorre accumulare punti ed eliminare pedine, e, per far chiarezza, occorre sgomberare il campo, ritracciandone i confini.   Per questo, all'occasione,  il nemico deve diventare amico, e la vittima incrociare il suo assassino. In fin dei conti, l'anima del noir è proprio questa:...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il grande sonno (1946)

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11 agosto 2009 Opinione di Elbereth su "Il grande sonno"
Elbereth

è un film fatto bene, bravissimi gli attori (adoro Humphrey Bogart) e gli avrei dato cinque stelle se non fosse che il film è parecchio noioso, ti aspetti colpi di scena e non ci sono. Insomma il titolo del film "Il grande sonno" è proprio adatto per dire che di sonno ne fa venire un gran tanto.

voto al film: Elbereth assegna il voto mediocre a Il grande sonno (1946)

1 commento

3 luglio 2009 Opinione di luisasalvi su "Il grande sonno"
luisasalvi

Credo che sia il film di Hawks che più mi piace ogni volta che lo rivedo, anche se non ne ho mai scritto e se spesso lo confondo con altri simili. Pieno di luoghi comuni, come tutti i film di Hawks, ma qui fusi meglio tra loro, ben integrati in un racconto complicato e poco realistico ma che si regge bene e soprattutto da un dialogo simpatico anche nelle banalità. Anche la coppia di attori contribuisce non poco ad aumentarne il fascino. Ma la vicenda fa acqua da molte parti...

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a Il grande sonno (1946)



27 aprile 2009 Opinione di jonas su "Il grande sonno"
jonas

Bogart è il punto di riferimento per il personaggio di Marlowe, così come il film lo è per il genere noir: si possono prendere le distanze, farne oggetto di parodia, ma non evitare di misurarsi con questi archetipi. Il detective viene ingaggiato da un riccone (che compare solo nella scena iniziale) per risolvere un caso in apparenza semplice, che a mano a mano diventa incredibilmente complicato. Si perde il conto dei morti, la polizia brancola nel buio, più o meno...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Il grande sonno (1946)

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17 aprile 2009 Opinione di bradipo68 su "Il grande sonno"
bradipo68

Il Marlowe dell'immaginario collettivo,in cappello e sigaretta.Ogni ulteriore rilettura del personaggio comunque è partita da qui e si che ce ne sono un altro paio di Marlowe che per me sono entrati nel mito.Ma tutto parte da qui.O vogliamo partire da qualche anno prima,dal quel folgorante Il Mistero del falco di John Huston?Voi mi direte che sono ignorante,quello è Sam Spade...e avete ragione sono due personaggi diversi ma l'anima è sempre la stessa,la raffigurazione è sempre quella a...

voto al film: bradipo68 assegna il voto ottimo a Il grande sonno (1946)

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