L'era glaciale 2 - Il disgelo - La recensione di FilmTv
La recensione di FilmTv
Narrazione come puro pretesto per un cartoon divertentissimo e profondamente ironico
Uno scoiattolo con una ghianda si inerpica su per una parete ghiacciata, la perde, la riprende, resta appiccicato con la lingua al ghiaccio (come Jeff Daniels in Scemo e + scemo), arriva in cima, cerca di seppellire il suo tesoro, una crepa si apre lungo tutta la montagna e l’acqua inizia a zampillare: è iniziato il disgelo. Si apre con Scrat (lo scoiattolo dalle parti del disgraziatissimo e isterico Will Coyote) L’era glaciale 2, nel quale, a coppie, a gruppi, a branchi, tutte le razze della Terra (tranne gli uomini, assenti dalla seconda avventura, e d’altra parte erano i più statici, e muti, della prima) si muovono verso una ipotetica “Barca” che sta per salpare e portare tutti in salvo dall’inevitabile inondazione che sommergerà il pianeta. Echi dell’Arca di Noè e guizzi della cattiveria di Tex Avery, surreali divagazioni nel musical alla Busby Berkeley (il ballo degli avvoltoi al ritmo di Cibo che fa sognare – versione italiana di Food, Glorious Food da Oliver!) e un “balletto” di raro equilibrismo in bilico su un cumulo di picchi che stanno precipitando: tutto si mescola nell’emigrazione della bizzarra, multietnica “famiglia” composta dal mammuth, il bradipo, la tigre e arricchita da una mammuth fulva che si crede (e si comporta come) un’opossum e, quando scopre chi è, va in crisi di identità e dai suoi due “fratelli”, veri opossum, scoppiati e dispettosi. Più Scrat, naturalmente, il cui spazio si è molto allargato. Più divertente del primo, con una narrazione che è un puro pretesto, come accadeva nei cartoons Warner dell’epoca d’oro.
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