Le mele di Adamo - La recensione di FilmTv
Con Ulrich Thomsen, Nicolas Bro, Tomas Villum Jensen, Ali Kazim, Nikolaj Lie Kaas, Gyrd Løfqvist, Mads Mikkelsen
La recensione di FilmTv
Lo scopo di un nazista “costretto” al Bene è fare una torta. Più difficile che invadere la Polonia...
Adam è un truce nazista costretto a scontare il resto di una pena in un centro di recupero. Lo gestisce Ivan, pastore protestante quantomeno bizzarro, con un’idea squinternata del “Bene”. Tutti, nella piccola casa-famiglia, hanno uno scopo preciso: quello di Adam sarà di fare una torta con le mele che crescono in giardino. Tra lui e il dolciume fatto e finito si interpongono corvi, gatti, ladri ciccioni, strambi rapinatori arabi, ex camerati, un medico piuttosto laido e un ex nazista (di quelli veri) che gestiva un campo di concentramento. Le vie del Signore sono infinite e costellate di tentazioni: se anche l’epilogo di questa singolare lotta tra Male e Bene è scontato, non lo è il percorso intermedio, fatto di momenti e situazioni che dimostrano come nessuno sia in fondo come sembra o come il proprio ruolo (di buono o di cattivo, di cretino o di furbastro) si possa facilmente ribaltare. La cosa davvero riuscita del film è il punto di vista: se il mondo che ci circonda è totalmente surreale, il primo a strabiliarsene - e noi con lui - è proprio il fascistone Adam, interpretato alla grande da Ulrich Thomsen (Festen, L’eredità). Riuscire attraverso la follia a riportare alla realtà un tizio che gira con il santino di Hitler ci pare il più diabolico dei contrappassi.
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