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Sopra e sotto il ponte (2005)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sopra e sotto il ponte: assente
Ritmo ritmo in Sopra e sotto il ponte: assente
Impegno impegno in Sopra e sotto il ponte: assente
Tensione tensione in Sopra e sotto il ponte: assente
Erotismo erotismo in Sopra e sotto il ponte: assente

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locandina di Sopra e sotto il ponte

La trama

Alessandro e Deborah sono due ragazzi che si amano e che provengono da due famiglie differenti ed entrambe problematiche. Il padre di lui è un ricco commerciante di articoli sacri, maschilista e arrogante. La madre di lei invece è una donna che si arrangia e che, pur di guadagnare, non esita a prostituirsi. I due giovani, soverchiati dal disagio, si incontrano su un cavalcavia e guardano le macchine passare... 

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 30/04/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto mediocre

Pur avendo alle spalle la distribuzione dell’Istituto Luce, ha circolato poco e male nelle nostre sale quest’opera prima di Alessandro Bassetti (più conosciuto come autore di testi teatrali, compreso quello dal quale ha tratto l’ispirazione per questo film). La pellicola  è comunque facilmente reperibile per chi fosse interessato a recuperarla perché disponibile  in DVD , e visionabile anche in streaming.
Passata senza molta fortuna da alcuni festival internazionali come quelli di Montreal e di Annecy, Sopra e sotto il ponte è la classica pellicola piena di buone intenzioni che però alla resa dei conti, nonostante un soggetto tutt’altro che banale, non riesce a coagulare “in positivo” ciò che di buono e di interessante  avrebbe voluto (e potuto)  dire, e questo soprattutto per l’inadeguata consistenza di una messa in scena non ancora matura e totalmente “messa a fuoco”.
Rispetto a un altro contemporaneo debutto cinematografico (entrambi avvenuti nel 2005)  di un altrettanto importante autore del  teatro italiano  moderno come  Fausto Paravidino (mi riferisco  al suo interessante Texas) che aveva dimostrato di conoscere bene (e di possedere altrettanta competenza nel metterle in pratica) le differenze  esistenti proprio nelle modalità di rappresentazione di questi due mezzi espressivi che hanno qualche evidente affinità, ma molte più divergenze di “forma” di quanto può sembrare a prima vista poiché sul palcoscenico conta molto la parola, mentre lo schermo privilegia inevitabilmente l’immagine, Bassetti purtroppo non è riuscito a trovare altrettanta incisività, né il passo giusto e la necessaria mediazione fra le due cose, tanto che il difetto (e il limite maggiore) del film sta proprio nella sua eccessiva, ridondante “teatralità”  che  lo rende in po’ artificioso.
Il volonteroso esordio che sulla carta lasciava ben sperare, alla fine sembra così “cedere” sotto l’ingombrante, eccessivo peso dei dialoghi che a teatro davano la giusta dimensione anche “drammatica” al testo – non a caso vincitore  del premio G. Fava del 1995 – ma che risultano invece pleonasticamente quasi imbarazzanti in alcuni passaggi  di un’opera che rimane tutta concentrata su ciò che viene espresso “verbalmente” e non adeguatamente supportato  da una corrispondente forza della parte visiva capace di riscattarne alcune banalità che il cinema rende più evidenti e macroscopiche. Il neo-regista sembra infatti non conoscere a sufficienza (o comunque non avere altrettanta fiducia) nella prioritaria capacità (e importanza) “descrittiva” delle immagini, il che denota quantomeno una non completamente approfondita  e assimilata conoscenza dello “specifico filmico” e della potenzialità visionaria che “deve” possedere un’opera pensata per lo schermo, per acquisire una sua funzione autonoma e “necessaria”, perché in sua assenza diventa alla fine poco più di un teatro filmato senza estro, se come in questo caso, non trova sufficiente spazio la rappresentazione del “contesto”, inteso come la cornice  in cui si muovono i personaggi e le storie  (mi riferisco alla degradata e un po’ agonizzante  periferia romana che fa da sfondo agli avvenimenti, allo squallore  dei ponti – che non sono poi quelli sui fiumi, ma i cavalcavia  che si elevano al di sopra di strade e autostrade, polo attrattivo  per l’incontro e l’osservazione di drammatiche “solitudini” - e alla varia umanità che ci gira intorno, elementi importanti che purtroppo non vengono invece “valorizzati” a sufficienza). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Sopra e sotto il ponte


30 aprile 2011 Opinione di spopola su "Sopra e sotto il ponte"
spopola

Pur avendo alle spalle la distribuzione dell’Istituto Luce, ha circolato poco e male nelle nostre sale quest’opera prima di Alessandro Bassetti (più conosciuto come autore di testi teatrali, compreso quello dal quale ha tratto l’ispirazione per questo film). La pellicola  è comunque facilmente reperibile per chi fosse interessato a recuperarla perché disponibile  in DVD , e visionabile anche in streaming. Passata senza molta fortuna da...

voto al film: spopola assegna il voto mediocre a Sopra e sotto il ponte (2005)

3 commenti
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17 novembre 2007 Opinione di LorCio su "Sopra e sotto il ponte"
LorCio

Tratto da un testo teatrale dello stesso regista, scritto prima dei fatti di Tortona, “Sopra e sotto il ponte” è un’opera imperfetta e non totalmente riuscita, ma non priva di virtù. Parla di giovani, ma senza ricorrere a banalità che ormai ci propinano Moccia-Brizzi&figli (da “Scrivilo sui muri” a “Tre metri sopra il cielo”), cercando di delineare un profilo dei personaggi curato e non sciocco. È molte volte superficiale nell’illustrare la realtà al di fuori delle...

voto al film: LorCio assegna il voto sufficiente a Sopra e sotto il ponte (2005)

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