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L'amico di famiglia (2006)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'amico di famiglia: minimo
Ritmo ritmo in L'amico di famiglia: presente
Impegno impegno in L'amico di famiglia: forte
Tensione tensione in L'amico di famiglia: presente
Erotismo erotismo in L'amico di famiglia: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'amico di famiglia

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'amico di famiglia (voti: 142 media: 3,48) 142

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La trama

Attraverso la parabola di uno strozzino, uno squarcio sulle miserie dell'Italia di oggi.

Geremia, usuraio sessantenne di una cittadina dell'Agro Pontino, è sgradevole di aspetto e di carattere, ma si sente buono e socialmente utile. Crede di salvare le famiglie alle quali presta denaro: ma dal momento in cui accetta di "aiutare" una coppia che deve organizzare il matrimonio della figlia, la sua vita avrà una svolta inattesa...  

In uno scenario (sur)reale, dechirichiano e fascista, Sorrentino affonda la sua storia di poteri usurai e di degrado culturale, di lerciume e di tirchierie, di morbosità e di cinismo, costruendo un'allegoria ai limiti del nichilismo su un Belpaese sempre più devastato dallo squallore paratelevisivo.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 46/2006

Un'allegoria cinica e brutale sull'Italia di oggi, rappresentata da un laido, spaventoso usuraio

Paolo Sorrentino parla ancora dell?Italia di oggi partendo da un punto di vista che vuole guardare oltre ciò che ci circonda. E così, in uno scenario (sur)reale, dechirichiano e fascista (l'Agro Pontino), affonda la sua storia di poteri usurai e degrado culturale, di lerciume e di tirchierie, di morbosità e di cinismo («Vieni a cambiarmi la padella: puzza!». «E prenditi una polacca!»), costruendo un'allegoria ai limiti del nichilismo sul Belpaese che sogna di trasformare i giorni religiosi e fausti (matrimoni, battesimi e affini) in squallide imitazioni di altrettante sordide e misere trasmissioni televisive. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Utente rimosso (signor joshua) scritta il 28/08/2010 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Non fraintendiamoci: si tratta di un'opera importantissima nel nostro panorama cinematografico presente, ma anche, di uno di quei film che servono per sperare in un futuro artistico migliore, per il nostro paese morente. Sorrentino, si riconferma per la terza volta, straordinario narratore, delicato nel rappresentare la pesantezza della vita, e straziante quando crea intorno ai suoi protagonisti le condizioni inevitabili che gli schiacciano senza che loro possano farci niente, o comunque, nella condizione di provare tanto rimorso, costringendoli a rinchiudersi nella solitudine, per crogiolarsi nella loro disperazione. Un po' come succede all'usuraio Geremia, che naviga silenzioso, per le periferie cittadine dell'Agro Pontino, arrancando con la sua goffaggine: è vecchio, storpio e prigioniero di sua madre, fa favori alle famiglie della città, credendo di aiutarli, ma ma minacciandoli di morte se questi non lo ripagano per il tempo stabilito. È qui che la vicenda trova vita: in questo rapporto contraddittorio che esiste tra Geremia e gli altri, e tra Geremia e se stesso. La sua figura rimane avvolta nelle più fitte contraddizioni per tutto il tempo, e Sorrentino gioca sul suo stato d'animo: lui tenta di auto convincersi che sta facendo del bene agli altri, ma sa perfettamente che rischia di rovinare intere famiglie per il suo vile interesse criminale, e nonostante questo, continua a giustificarsi dicendosi che il mondo funziona così, e che il suo, fondamentalmente, è solo un servizio che rende alla comunità. Gli ci vuole un cambiamento radicale, per fargli vedere la sporcizia in cui vive, un po' in ritardo forse, ma comunque arriva; e allora si rende conto che non è mai stato un amico di famiglia, ma un semplice mafioso di borgata, che sfruttava e veniva sfruttato, e che non è mai stato né veramente ricco, né veramente libero. Per fare ciò, Sorrentino, smonta lo schema scorsesiano del film di mafia, rendendolo privo del calore e del “senso americano” che vi aleggiava, ma non risparmiandosi momenti apertamente comici, ed un'atmosfera sarcastica e disperata, sostituendo la coscienza emigrante americana, con quella quella ignorante ed oscura dell'Italia berlusconiana, ma non consolatoria o retorica, come è stato per altri filmacci usciti negli ultimi anni, semmai oscura, e senza nessuna salvezza. Il problema? Semplice, anzi, neanche troppo: come accade anche ne L'uomo in più (il film d'esordio del regista napoletano), dopo un po' che il film ha incalzato ed ha cominciato a coinvolgere, ad incuriosire e ad emozionare (molto bella la storia secondaria di Bentivoglio, con gli scheletri nell'armadio), la logica e la coerenza, vanno a farsi benedire, facendo sfociare il film nel grottesco, e nella confusione involontaria. Tanto per cominciare, non si capisce molto bene perché dei ricconi di ogni tipo, vadano dal primo morto di fame che capita, a farsi prestare dei soldi, usurario che per altro, non ha neanche una grande reputazione, né una scorta molto “efficiente”, e che, quindi, potrebbe essere derubato e tolto di mezzo senza troppi problemi. Ma la cosa che è davvero incomprensibile, è l'interessamento che la giovane Laura Chiatti, sembra provare per lui: cioè... vogliono farci credere che una ragazza, bella, viziata ed egoista, prova attrazione per un uomo tartaruga, brutto, storpio, criminale e povero? Certo, e io sono Napoleone Bonaparte... è chiaro che simili idiozie, che hanno una credibilità pari a quella che avrebbe l'incredibile Hulk con le buone maniere, fanno perdere molto al film, ed oltre tutto, la prima citata Chiatti, è “leggermente” penosa. Comunque abbiamo due protagonisti in forma, una sceneggiatura ben scritta, una regia magnifica, e, soprattutto, qualcosa di concreto da dire, e in anni bui come questi, è già qualcosa di straordinario.
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SI

Opinioni su L'amico di famiglia


9 aprile 2012 Opinione di Argan su "L'amico di famiglia"
Argan

Film stupendo, molto bravo Giacomo Rizzo e molto bravo Paolo Sorrentino, ottima sceneggiatura, risposte persuasive brillanti, dialoghi stupendi, è uno dei miei film preferiti, assolutamente consigliato, con una leggera ironia unita alla drammaticità delle scene che rende il film unico, l'unica pecca è l'interpretazione di Laura Chiatti che non è adatta al suo personaggio, ma apparte questo, si tratta di un vero e proprio capolavoro, magnifico!

voto al film: Argan assegna il voto ottimo a L'amico di famiglia (2006)


26 settembre 2011 Opinione di danandre67 su "L'amico di famiglia"
danandre67

inquadrature che rapiscono, che ti entrano dentro, che muovono il tuo sguardo facendoti emozionare.

voto al film: danandre67 assegna il voto buono a L'amico di famiglia (2006)

nessun commento
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29 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "L'amico di famiglia"
Luke Vacant

Film molto surreale e molto particolare che vede in queste due caratteristiche la sua riuscita.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a L'amico di famiglia (2006)


26 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "L'amico di famiglia"
barabbovich

Convinto di essere una specie di "amico di famiglia" dal cuore d'oro, il sessantenne Geremia (uno stratosferico Giacomo Rizzo, qui alla sua prima prova da protagonista) vive con la madre inferma in una topaia a Sabaudia, sull'Agro Pontino. Si mantiene facendo l'usuraio, è laido e incline a ogni bassezza, verboso, tronfio e apostrofa indistintamente tutti con "fratello caro" o "sorella cara". È così avaro da non voler spendere neppure i soldi per un analgesico,...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a L'amico di famiglia (2006)

nessun commento
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13 ottobre 2010 Opinione di jonas su "L'amico di famiglia"
jonas

Geremia è un usuraio dall’aria viscida che cerca di intromettersi con invadenza nelle vicende private delle famiglie alle quali ha prestato denaro. Come nel precedente Le conseguenze dell’amore, il protagonista vive un’esistenza squallida, a un certo punto intravede una possibilità di salvezza grazie a una donna, ma non riesce a coglierla. Geremia esibisce la sua abiezione con compiacimento, pronuncia battute che sembrano inventate da un Oscar Wilde in acido...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a L'amico di famiglia (2006)

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4 ottobre 2010 Opinione di ed wood su "L'amico di famiglia"
ed wood

Cominciamo subito con una nota dolente: i dialoghi, sublimi in "Le Conseguenze Dell'Amore", fra enigmatici aforismi e laconiche sentenze, scadono qui in insipide battute ad effetto, scivolano rovinosamente in una letteratura di basso profilo. Il copione, ora ellittico ora debordante anche nel film precedente, ma là misurato e conchiuso, annaspa in "L'amico di famiglia" sotto il peso di un futile e superficiale affastellamento di figure che definire...

voto al film: ed wood assegna il voto sufficiente a L'amico di famiglia (2006)

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27 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "L'amico di famiglia"
chribio1

alquanto deludente e poco interessante.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a L'amico di famiglia (2006)


27 settembre 2010 Opinione di musillo su "L'amico di famiglia"
musillo

Non mi è piaciuto. Forse l'aspettativa era troppa dato che è il mio regista italiano preferito. O forse sono ancora troppo ingenua per apprezzare certe tematiche. Però (a mia discolpa!) dico che tutti gli altri (Il Divo, L'uomo in più e Le conseguenze dell'amore) mi erano piaciuti a nastro!!

voto al film: musillo assegna il voto sufficiente a L'amico di famiglia (2006)



28 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "L'amico di famiglia"
Utente rimosso (signor joshua)

Non fraintendiamoci: si tratta di un'opera importantissima nel nostro panorama cinematografico presente, ma anche, di uno di quei film che servono per sperare in un futuro artistico migliore, per il nostro paese morente. Sorrentino, si riconferma per la terza volta, straordinario narratore, delicato nel rappresentare la pesantezza della vita, e straziante quando crea intorno ai suoi protagonisti le condizioni inevitabili che gli schiacciano senza che loro possano farci niente, o comunque,...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto sufficiente a L'amico di famiglia (2006)

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14 agosto 2010 Opinione di gene55 su "L'amico di famiglia"
gene55

Dopo Le conseguenze dell'amore e il suo Titta Di Girolamo,ecco l'amico di famiglia Geremia-cuore d'oro,uno stratosferico Giacomo Rizzo,sagace e stralunato usuraio,istruito nonchè lettore di Reader's,tirchio fino a conservare il cioccolatino servito vicino al caffè,accompagnato da un ingiallito gesso al braccio sinistro e da una (quasi vuota) busta shopper che stringe con entrambe le mani...Mitico personaggio che sforna massime del tipo:"Non confondere mai l'insolito con...

voto al film: gene55 assegna il voto buono a L'amico di famiglia (2006)

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