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Red Road (2006)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Red Road: minimo
Ritmo ritmo in Red Road: presente
Impegno impegno in Red Road: presente
Tensione tensione in Red Road: minimo
Erotismo erotismo in Red Road: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Red Road

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Red Road (voti: 22 media: 3,36) 22

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La trama

Jackie lavora come operatrice in un centro di sorveglianza con telecamere a circuito chiuso. Ogni giorno vigila su una piccola parte della città di Glasgow, finché le appare sul monitor un uomo che non avrebbe mai voluto rivedere. 

L'atmosfera costruita dalla Arnold è suggestiva, cupa e malata, intessuta di un sadomasochismo non tanto latente e molto femminile, interrotto da sprazzi disarmanti di fragilità. Il rapporto tra i due protagonisti è costruito con acuta precisione psicologica. Solo nel finale lo svelamento e la ricomposizione tradiscono un po' le aspettative.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 14/2007

Atmosfere suggestive nella prima parte di una trilogia dove c?è lo zampino di Lars von Trier

Una donna normale, solo un po? triste e un po? sciatta, circondata da monitor che le rimandano di volta in volta lo squallore, la vitalità, la violenza dell?esterno. Jackie è addetta alla sorveglianza con telecamere a circuito chiuso su una zona di Glasgow. Fa il suo dovere. La vita le passa davanti agli occhi senza, all?apparenza, lasciare grandi tracce in una rassegnata cortina di indifferenza. Finché, un giorno, sul monitor appare una figura che, palesemente, le è familiare: Clyde, un nemico, un uomo misterioso, un poveraccio aggressivo e tormentato. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di degoffro scritta il 06/07/2010 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Inconsueto thriller fatto di lunghi silenzi ed ossessivi pedinamenti, dolore trattenuto e mai superato, improvviso ed accecante desiderio di vendetta. Narrativamente il film ricorda “Tre giorni per la verità” di Sean Penn. Da un punto di vista stilistico sembra invece seguire il Dogma di Von Trier filtrato attraverso l’occhio di De Palma ed inserito in un contesto proletario alla Ken Loach. L’esordio nel lungometraggio di Andrea Arnold, già Oscar nel 2005 per il corto “Wasp” e per questo film premiata a Cannes per la regia, è il racconto della sofferenza lacerante di una donna, Jackie, (un’inedita ed intensa Katie Dickie) impegnata come operatrice in un centro di sorveglianza della periferia di Glasgow. Un giorno, da uno degli innumerevoli monitor da cui osserva il quartiere di Red Road per segnalare alla polizia eventuali situazioni a rischio, individua un uomo che attira la sua attenzione. Da quel momento la sua monotona esistenza pare avere un unico scopo: incontrare quell’uomo. La Arnold sta addosso alla sua protagonista sovrapponendo, in un’efficace, nervosa e tangibile immedesimazione, lo sguardo ignaro e curioso dello spettatore con quello consapevole e febbrile di Jackie, non a caso valorizzata da ripetuti ed emozionanti primi piani. Le motivazioni dell’agire di Jackie infatti restano oscure fino alla rivelazione conclusiva che, peraltro, è l’elemento più debole ed incompiuto dell’opera: il repentino cambio di condotta della protagonista porta ad un buonismo posticcio e falso che mal si concilia con il resto della vicenda. Per tre quarti - più o meno fino alla lunga, esplicita e molto realistica scena di sesso - la regista costruisce un film dalla tensione rimarchevole, un attendibile e sfaccettato ritratto di donna ferita, annullata nella sua anonima e vuota esistenza cui non riesce a dare una significativa svolta. Lo sguardo su un’umanità fragile e smarrita è lucido e tagliente, mai ricattatorio, la messa in scena è algida, essenziale, documentaristica eppur coinvolgente, lo studio, anche psicologico, dei caratteri è veritiero, dettagliato, onesto, la fotografia livida, dai prevalenti toni blu o comunque freddi, quasi asettica, ad incrementare il clima di ansia ed inquietudine è notevole, il procedere narrativo è pacato, graduale, frammentario, ma implacabile, l’ambientazione in spazi desola(n)ti, popolari e sgradevoli è convincente e pregnante (bella la sequenza del pedinamento dell’uomo da parte di Jackie fino alla lavanderia), lo stile visivo ha un impatto vigoroso, a tratti quasi ipnotico. Apprezzabile inoltre il fatto che il discorso sul rapporto tra realtà e immagine, data l’attività della protagonista, non si faccia ridondante né prevaricante. Primo titolo del progetto “Advance Party” costituito da tre film girati da tre registi diversi negli stessi posti con protagonisti gli stessi personaggi.
Voto: 7
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SI

Opinioni su Red Road


26 gennaio 2012 Opinione di mm40 su "Red Road"
mm40

L'esordio in lungometraggio di una regista inglese che ha studiato cinema a Los Angeles (così riporta Imdb) avviene con una sceneggiatura scritta per e con lei da un team danese, quello composto dai bravi Lone Scherfig e Anders Thomas Jenses (noti entrambi anche come registi). Un simile mix porta a un prodotto curioso, vivace, ben scritto e diretto senza grossi intoppi (la Arnold peraltro tre anni prima aveva vinto l'Oscar per il corto Wasp), recitato con ineccepibile straniamento, in un...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Red Road (2006)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

16 agosto 2011 Opinione di mosez su "Red Road"
mosez

Un bel thriller che mi ha tenuto incollato alla TV fino a alla fine, nonostante fosse in terza serata. La cosa che mi è piaciuta di più è l'ambiguità nel comportamento della protagonista, per tutto il film si cerca di capire quali sono le sue intenzioni nei confronti dell'ex-detenuto, vuole conoscerlo? farlo arrestare? farci l'amore? Solo alla fine si capisce dove voleva arrivare.

voto al film: mosez assegna il voto buono a Red Road (2006)



6 luglio 2010 Opinione di degoffro su "Red Road"
degoffro

Inconsueto thriller fatto di lunghi silenzi ed ossessivi pedinamenti, dolore trattenuto e mai superato, improvviso ed accecante desiderio di vendetta. Narrativamente il film ricorda “Tre giorni per la verità” di Sean Penn. Da un punto di vista stilistico sembra invece seguire il Dogma di Von Trier filtrato attraverso l’occhio di De Palma ed inserito in un contesto proletario alla Ken Loach. L’esordio nel lungometraggio di Andrea Arnold, già Oscar nel...

voto al film: degoffro assegna il voto buono a Red Road (2006)

nessun commento
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12 dicembre 2008 Opinione di bluefalcon su "Red Road"
bluefalcon

Il primo paragone che mi viene in mente è certamente quello con Kieslowsky...con qualche film del suo decalogo. La lentezza del procedere, l'accuratezza dell'analisi visiva dei dettagli... insomma...è tutto fuorché un lavoro di ampio respiro. Troppo lento per i miei gusti. La cosa che balza al giudizio immediato è senz'altro il lato buono del grande fratello, la sicurezza, la possibilità di essere tra virgolette protetti previa fare parte di un circuito visivo gestito da qualche...

voto al film: bluefalcon assegna il voto sufficiente a Red Road (2006)

3 commenti


21 giugno 2008 Opinione di sasso67 su "Red Road"
sasso67

"Red Road" è un buon film, forse perfino un po' sopravvalutato. In ogni caso un buon esordio, a 45 anni, della regista inglese Andrea Arnold. Il film, tutto girato in digitale, si situa in una linea cinematografica che sembra partire dall'Antonioni di "Blow Up" (1967), per arrivare al Ken Loach delle periferie urbane, passando per "Trainspotting" (1996), con qualche spruzzatina di Dogma. Non credo che alla regista interessi la morale (il passato non può tornare; la vendetta è un piatto...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Red Road (2006)


24 febbraio 2008 Opinione di columbiatristar su "Red Road"
columbiatristar

Film abbastanza interessante e particolare, con risvolti inaspettati ma con tempi gestiti un pò male.

voto al film: columbiatristar assegna il voto sufficiente a Red Road (2006)



28 settembre 2007 Opinione di barabbovich su "Red Road"
barabbovich

Operatrice presso una camera di sorveglianza di Glasgow, dalla quale osserva tutto ciò che accade in città, per poi eventualmente allertare polizia e ambulanze, Jackie (Dickie) si imbatte visivamente in un personaggio appena uscito di galera (Curran) e dal passato oscuro. Jackie fa di tutto per entrare in contatto con lui e per cercare una vendetta che non riuscirà a consumare fino in fondo. All'esordio dietro la macchina da presa, la scozzese Andrea Arnold firma un film afasico,...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a Red Road (2006)

nessun commento
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4 agosto 2007 Opinione di Mirkè su "Red Road"
Mirkè

a me non è piaciuto...dopo 40minuti ho staccato... lo reputo troppo lento...sono d'accordo sul fatto che ti fa riflettere lo stato d'animo della solitudine e il dolore e l'assenza di privacy del giorno d'oggi...ma dopo un pò la gente si stufa...nemmeno un minimo di colpo di scena... voto negativo : 3

voto al film: Mirkè assegna il voto mediocre a Red Road (2006)



19 aprile 2007 Opinione di fefy su "Red Road"
fefy

Piu' che bello e riuscito si tratta di un film interessante. L’ambientazione, la regia, la fotografia e la delineazione dei personaggi sono efficaci. Peccato che tutta la storia si regga su una sceneggiatura mal strutturata, con dilatazione di parti inutili a discapito di altre che sarebbero andate più sviluppate…però, l’ambientazione vale il prezzo del biglietto.

voto al film: fefy assegna il voto buono a Red Road (2006)


11 aprile 2007 Opinione di Mulligan71 su "Red Road"
Mulligan71

film disturbante, solitario, conturbante. Da vedere anche per una delle scene di sesso più disperate e intense che io mi ricordi. Peccato soltanto per il finale, piuttosto ridicolo. Ma film da vedere.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto buono a Red Road (2006)




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