Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Le luci della sera - La recensione di FilmTv

[Laitakaupungin Valot, 2006, durata 80']   Regia di Aki Kaurismäki
Con Janne Hyytiäinen, Maria Heiskanen, Maria Järvenhelmi, Ilkka Koivula



locandina di Le luci della sera

Acquista Le luci della sera

Scegli tra i formati disponibili

Le luci della sera disponibile in DvdLe luci della sera non disponibile in Blu-RayLe luci della sera non disponibile in Umd

La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Una bionda gli promette la luna, ma è un trucco. Un Kaurismäki plumbeo, tra Chaplin e il noir

Se fosse uno scrittore, Aki Kaurismäki sarebbe pubblicato da Iperborea e messo sullo scaffale accanto al connazionale Arto Paasilinna, autore di Piccoli suicidi tra amici. Invece gira film, ma con la stessa malinconia di fondo, con lo stesso malessere esistenziale che pervade chi della società perfetta, socialdemocratica e a misura d'uomo, vede le contraddizioni. Contraddizioni dell'occidente tutto, rappresentate da figure ai margini del benessere generalizzato. Dopo un capolavoro come L'uomo senza passato era difficile mantenere lo stesso livello di trovate e colpi di genio, e infatti il nuovo Le luci della sera, chapliniano fin dal titolo, è un po' meno riuscito e un po' più schiacciato su quegli aspetti della poetica di Aki che rasentano la maniera. Inquadrature dilatatissime e plumbei orizzonti nel cuore e nel contesto. Non si può tuttavia fare a meno di amare, dell'autore, la caparbietà, la capacità unica di innamorarsi di personaggi che altrimenti nemmeno al cinema troverebbero una patria, una memoria, una identità. Questa volta tocca a Koistinen, guardiano notturno sedotto da una bellona al soldo di malavitosi che vogliono svaligiare la gioielleria dove lui lavora. Finale cupo ma senza disperazione, anzi con disillusa leggerezza, perché le cose non possono che finire male. Al di là del noir e del pessimismo cosmico, con le solite certezze di Aki. Val la pena vivere per una sigaretta, una grappa e un po' di rock'n'roll.


Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?