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Opinione di Indy68 su Gremlins

[Gremlins, USA 1984, Fantasy, durata 105']   Regia di Joe Dante
Con Zach Galligan, Phoebe Cates, Hoyt Axton, Don Steele, Susan Burgess




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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02/09/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film

Rand Peltzer, alla ricerca di un regalo di Natale un po’ speciale per suo figlio Billy, finisce in un negozietto di Chinatown, posto in uno scantinato, dove resta affascinato da uno strano animaletto (un mogwai) scorto a canticchiare in una gabbietta seminascosta in mezzo a cataste di cianfrusaglie. Lo vuole comprare ma il suo ‘proprietario’, un anziano cinese, Mr. Wing, gli spiega che il Mogwai non è in vendita. La pensa diversamente il nipotino del negoziante, che conclude l’affare perché -spiega- i due hanno bisogno di soldi, ma il ragazzo, prima della vendita, ammonisce l’acquirente: chi possiede il mogwai deve assolutamente rispettare tre regole; la prima, mai esporlo alla luce del sole, morirebbe, la seconda, mai bagnarlo con l’acqua e, infine la terza mai, proprio mai, dargli da mangiare dopo la mezzanotte.
Ma una volta che, Billy avrà aperto il regalo, ed il Mogwai, ribattezzato Gizmo si sarà insediato in questa tipica famiglia americana, la tanto involontaria quanto puntuale sistematica contravvenzione alle regole dettate per la convivenza con l’originale e dolce creatura, causerà il proliferare dei Gremlins mostruosi folletti maligni portatori di terrore, distruzione e morte.
Dall’idea al film:
La storia di ‘Gremlins’ inizia con la prima sceneggiatura dell’allora esordiente Chris Columbus; Steven Spielberg acquisitine i diritti con la sua Amblin per trarne un film, decide di affidarne la realizzazione all’allora emergente Joe Dante, favorevolmente colpito com’è stato dai suoi primi lavori (‘Piranha’ e ‘L’ululato’) pellicole horror venate di ironia che hanno riscosso un buon riscontro al cinema.
Il film diverrà un grande successo. Uscito nello stesso anno di ‘Ghostbusters’ e del secondo ‘Indiana Jones’ otterrà un risultato strabiliante divenendo il quarto incasso della stagione negli U.S.A., e andrà pure benissimo ai botteghini del resto del mondo.
Ma dalla prima stesura di Columbus al copione definitivo e poi infine al film finito sono cambiate tante cose: La stesura originale è marcatamente e squisitamente orrorifica; tra le altre, sono previste scene come queste: Barney il cane di Billy viene divorato vivo dai gremlins, la madre di Billy pure viene uccisa e quest’ultimo arriva a casa giusto in tempo per vedere la sua testa rotolare giù dalle scale; prevista pure una sequenza dell’assalto dei Gremlins ad un MacDonald dove invece di mangiare gli hamburger –che sdegnosamente rifiutano- i folletti si pappano invece gli sfortunati avventori.
L’apporto combinato di Dante e Spielberg muta il tono e i contenuti del trattamento. Vediamo come.
Joe Dante sviluppa i propri soggetti horror infondendo robuste iniezioni di ironia e una messa in scena venata di comicità slapstick (da appassionato dei cartoons della WarnerBros, i famosi Looney Tunes cui anni dopo dedicherà un film), per questo film poi, ha in mente due pellicole di riferimento che prende a modello e che cita, omaggiandole, mostrandone alcune celebri sequenze.
La prima è il capolavoro di Frank Capra ‘La vita è meravigliosa’: la cittadina dove è ambientato ‘Gremlins’, Kingston Falls, appare come gemella della Bedford Falls dove è ambientato il film di Capra. La vicenda si svolge nello stesso periodo dell’anno: le festività natalizie. Ma pure il modo di raffigurare l’umanità di Capra, viene ripreso da Dante; sotto la superficie illusoriamente serena da borgo incantato, albergano tensioni e drammi familiari e collettivi presto mostrati: la crisi economica, lo spettro del fallimento finanziario, sociale e forse anche affettivo è suggerito e ravvisabile in diverse sequenze e personaggi anche minori (come il sig. Futterman). Mr. Pelzer, il padre di Billy ha problemi a pagare l’affitto ed espone la famiglia al rischio di sfratto. L’anziana e ricca vedova Mrs. Ruby Deagle, padrona di casa dei Pelzer e proprietaria di tanti immobili in città, è l’equivalente dell’Henry Potter di La vita è meravigliosa’ i due paiono essere discendenti della stirpe di quell’Ebezener Scrooge del racconto di Natale di Dickens. come lui, sono ricconi, avari e misantropi. Tra l’altro, una sottotrama che avvicina ancor di più la pellicola al classico di Capra (sacrificata nel montaggio finale ma rinvenibile negli extra della versione blu ray) mostra come Mrs. Deagle abbia in animo di vendere tutte le proprietà immobiliari ad un’industria chimica intenzionata a collocare una fabbrica proprio dove ora sorge la cittadina di Kingston Falls; e questa è la ragione ultima degli sfratti che l’anziana e ricca possidente mira a realizzare.
Il secondo film cui Dante si rifà, per il tema dell’invasione, è il classico della fantascienza ‘L’invasione degli ultracorpi’ di Don Siegel (interpretato da quel Kevin McCarthy che compare sempre in un cameo nelle pellicole di Dante. Qui l’eccezione: non ha un ruolo ma lo vediamo nelle sequenze finali del film citato). in entrambi i film le entità aliene hanno gioco facile nel prendere il sopravvento sulle comunità che abitano le cittadine di provincia, sfruttando le debolezze dei residenti, le colpe della società ivi insediata; i mostri altro non sono che il simbolo dell’inerziale deriva di comportamenti, consuetudini ed abitudini censurabili propri di queste comunità: gli ultracorpi, nel film di Siegel possono essere interpretati come la metafora della compostezza stilizzata del vivere perbenista e borghese, la scelta della buona società di abiurare ai propri istinti, alle proprie emozioni ed impulsi (in una parola alla propria umanità) di sacrificarli ai miti del benessere economico e dell’affermazione sociale; non a caso, i sostituti vegetali degli umani risultano essere anafettivi e privi di emozioni.
I gremlins, sono il simbolo di altrettanta, seppur diversa, degenerazione dell’individuo e dei costumi sociali: con l’intento unico di darsi alla più scatenata e incurante gozzoviglia, consumano ogni cosa fino all’esaurimento, rubano, barano, uccidono, mettono a soqquadro locali e città, distruggono tutto; mirano all’immediata soddisfazione dei loro desideri senza alcuna preoccupazione del domani. I gremlins sono la società degli anni ’80 vista come in uno specchio deformante, i vizi, i peccati, derivanti dal cedimento progressivo alle pulsioni più negative, il lato oscuro latente che prende il sopravvento e diviene latore di caos e distruzione. E per questo, alla fin fine, i terribili folletti risultano essere comunque deboli e offrono facilmente il fianco al loro sterminio, messo in atto da Billy, Kate e Gizmo.
Lo svolgimento del film che procede da un certo punto in avanti a ritmo folle e scatenato, è instancabilmente ravvivato da ulteriori spunti narrativi e soluzioni visive ricche di ironia e sarcasmo entusiasmanti e avvincenti, ne ricordo solo alcuni, per tutti: il ritratto casalingo dei coniugi Futterman con lui stravaccato in poltrona davanti al televisore e lei che sistema nel camino un finto fuocherello, la signora Pelzer che in pochi istanti da brava mamma intenta a preparare torte e biscotti si trasforma in una furia omicida micidiale e vendicativa ed, al grido‘fuori dalla mia cucina’ elimina in modi atroci, e creativamente sadici i gremlins colpevoli di averle messo a soqquadro la casa. Lo sceriffo ed il suo vice tanto allocchi quanto vigliacchi.
Dal punto di vista tecnico si devono sottolineare il lavoro del fotografo John Hora (già al fianco di Dante ne L’ululato’) e della scenografa Jackie Kerr: la Kingston Falls che vediamo, è dichiaratamente finta, la sensazione di artificiosità della messa in scena, idilliaca e fiabesca, suscitata dalle riprese in studio, dalla vivida colorazione delle immagini, dalle luci soffuse, dalla neve finta, corrobora la sensazione di vivere un sogno, che a poco a poco diverrà incubo, amplificando e sottolineando così l’intento di Dante e Spielberg: l’atmosfera, l’incanto sono soltanto illusioni, fin da subito, si finisce col rimpiangere che ciò che crediamo di vedere è impossibile o comunque destinato a non durare per molto; mentre prosegue il disvelamento della realtà amara, si comincia a coltivare un malinconico senso di perdita e amara disillusione.
Il cast è assortito in modo astutamente funzionale: Zach Galligan, (Billy Pelzer) il protagonista, è il meno noto del cast, viene scelto per la buona alchimia che si sviluppa con la sua partner, Phoebe Cates, (Kate Berringer la giovane e bella collega di cui Billy è innamorato ed alla quale vuole strappare un appuntamento), Quest’ultima è invece già famosa per ‘Paradise’, la sua Kate è personaggio assai più sfaccettato di quello che il contesto suggerirebbe: ragazza moderna, maliziosa, consapevole ed emancipata. Ed il suo personaggio verrà ulteriormente rifinito da Dante, per allontanare definitivamente l’immagine consolatoria e rassicurante da ‘fidanzatina d’america’ -alla Doris Day per intendersi- quando spiegherà ad uno sbigottito Billy la ragione del suo odio per il Natale raccontando una tragica e morbosa leggenda metropolitana.
Ci sono anche comprimari di lusso che regalano performance convinte, divertite e divertenti: Bravissime e autoironiche Polly Hollyday (Mrs. Ruby Deagle), e Frances Lee Mc Cain (Lynn Pelzer). Simpaticamente antipatico Judge Reihnold (il vicedirettore arrivista Gerald), poi ancora Hoyt Axton (Rand Pelzer), Corey Feldman (Pete), ed il caratterista sempre presente nei film di Joe Dante, Dick Miller (Mr. Futterman), carismatica e magica la presenza di Keye Luke (Mr. Wing).
Altro elemento che caratterizza in maniera radicale la pellicola è l’accumulo di citazioni: oltre alle pellicole ispiratrici già indicate vengono omaggiate con camei e riferimenti vari: ‘Il pianeta proibito’, ‘La cosa da un altro mondo’ ‘E.T’,.’ Biancaneve e i sette nani ,’L’uomo che visse nel futuro’’
Una menzione speciale, doverosa la merita la colonna sonora di Jerry Goldsmith, che arricchisce la narrazione in modo strabiliante ed è perciò elemento portante della riuscita della pellicola.
Il finale (ATTENZIONE seguono parecchi SPOILER):
Tornando alle due opere di riferimento, mentre il finale (imposto dalla produzione) de ‘l’invasione degli ultracorpi’ suggerisce una probabile riscossa per l’umanità, finalmente consapevole della minaccia aliena(nte), e pure il finale de ‘La vita è meravigliosa’ mostra il riscatto assoluto e totale della comunità intera che si stringe affettuosa e protettiva intorno al protagonista, a cancellarne la visione disillusa e amara fin lì contemplata, altrettanto non si può dire del finale invero fortemente pessimista di ‘Gremlins’: il vecchio cinese Mr. Wing torna a riprendersi Gizmo per riportarlo a casa, sancendo la totale sconfitta della società: entrambi, il vecchio ed il mogwai (come l’uno sta all’umanità, l’altro sta ai gremlins) pagano con l’isolamento, volontario ma comunque forzato, la loro diversità, il loro essere evoluti, mentre intorno a loro, la famiglia Pelzer ed i cittadini superstiti contemplano attoniti la distruzione e la carneficina che sì sono compiute senza riuscire a darsene una ragione; ma la ragione c’è e viene chiaramente esplicitata in una frase del vecchio saggio che racchiude in sé il giudizio e la morale della storia: l’umanità non è ancora pronta. la saggezza, la sapienza, l’equilibrio si ritirano in un angolo il mondo resta popolato da pericolosi quanto inconsapevoli individui soggiogati da un’illusione di progresso e civiltà che li rende degli idiots savants, magari animati da buone intenzioni, ma tanto presuntuosi quanto autodistruttivi. Non solo: Spielberg sceglie di attribuire a Gizmo l’azione risolutiva, così non involontariamente rende la rappresentazione ancora più disincantata: l’eroe della vicenda è senza dubbio il Mogwai, Billy, il protagonista del film, è un giovane, umile ed onesto travet, tanto animato da buone intenzioni, quanto inconsapevole dell’enorme responsabilità che gli tocca, si darà da fare con coraggio per risolvere il disastro che ha inavvertitamente contribuito a provocare ma alla fine dei conti sarà stato soltanto la ‘spalla’ di Gizmo il vero eroe, l’autore del gesto che porrà definitivamente fine alla crisi.
La famiglia, la comunità di provincia vengono viste come brodo di coltura di mostruosità varie ed assortite (si pensi all’operazione analoga condotta da Spielberg due anni prima producendo ‘Poltergeist demoniache presenze’ di Tobe Hooper), il futuro è fosco e minaccioso.
In sintesi, Gremlins è una miscela in perfetto equilibrio di fantastico, horror e commedia, la combinazione perfetta di diversi elementi: il delizioso e affascinante contrasto tra le atmosfere incantate e idilliache della messa in scena iniziale, palesemente rivelata allo spettatore, e la feroce e dissacrante rappresentazione della latente mostruosità della nostra società.
Capolavoro assoluto.


SI

Commenti

  • 29 settembre 2011, 15:57 di stanley kubrick

    Commento magnifico, impossibile fare di meglio. Complimenti vivissimi!!!!

    cancella commento cancella commento e blacklista stanley kubrick
  • 29 settembre 2011, 21:09 di Indy68

    Ciao, 'Stanley K.', beh, grazie davvero non solo per i complimenti, ma anche per aver avuto la pazienza e la curiosità di leggerla. Se sei d'accordo però li girerei (i complimenti) a Dante e Spielberg che ci hanno regalato una pellicola così ricca di tante cose. La vidi a 16 anni al cinema e da allora non mi ha lasciato mai. (entrerà senzaltro nei miei magnifici sette, il giorno che mi decido a stilare l'elenco). Però, grazie ancora e tanto, davvero, per l'apprezzamento che ricambio senzaltro.

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