Il vento fa il suo giro (2005)
Con Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Aghilante, Giovanni Foresti
La trama
La "diversità" di un uomo scardina le certezze di una comunità di montagna.
A Chersogno, un villaggio delle Alpi occitane, arriva uno straniero: è un pastore francese che sta cercando un posto per trasferirsi con la sua famiglia e le sue capre, perché nei Pirenei, dove vive, stanno installando una centrale nucleare. Per essere accettato, l'uomo deve superare le diffidenze di molti abitanti del luogo...
Un bellissimo film sui temi dell'accoglienza e della comunità, sul rifiuto e sull'incapacità di considerare ciò che siamo, ciò che eravamo e ciò che ci siamo giocati e persi. Autoprodotto e finanziato in parte dalle stesse maestranze, ha "bucato" la soglia dell'indifferenza grazie al tam-tam del pubblico.
L'opinione più votata
Di GIANNISV66 scritta il 20/02/2012 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Ma oltrepassando i limiti dei propri ricordi, e cercando di collocarmi in una prospettiva più obiettiva, non posso che rilevare la bontà del lavoro di Giorgio Diritti, che sulla scorta di quanto già fece Ermanno Olmi dona un ruolo da protagonista alla civiltà contadina. Ma se nell’Albero degli Zoccoli si parlava del mondo rurale di oltre un secolo fa e lo si fa con lo sguardo pietoso di chi osserva quel duro vivere contadino da lontano, nel film di Diritti lo sguardo è quello attuale, l’osservazione di un mondo in via di estinzione che si aggrappa quasi con rabbia alle proprie tradizioni.
La vicenda è quella di Philippe, pastore francese ed ex insegnante votato alla riscoperta di una vita pastorale, che fugge dai Pirenei a causa della costruzione di una centrale nucleare (e qui propongo una doppia lettura, da un lato la paura per il degrado dell’ambiente ma dall’altro il rifiuto del progresso, rifiuto che non si intuisce subito ma nel corso del film quando la spinosa personalità di Philippe, personaggio per nulla incline al compromesso, appare ben delineata) e decise di trasferire il suo gregge sulle Alpi precisamente nel paese di Chersogno (luogo di fantasia, il nome è ispirato a quello di una cima della Val Maira).
Accolti inizialmente con una certa benevolenza, grazie anche all’interessamento del Sindaco Costanzo (forse il personaggio più “limpido” della vicenda) che si batte per far superare alla gente del posto le diffidenze verso lo straniero, Philippe e la sua famiglia finiscono per trovarsi avvolti in una serie di incomprensioni che mineranno la convivenza con la comunità locale fino ad un epilogo amaro.
Paradossalmente per un film così intensamente immerso nella natura, si svolge durante un viaggio in automobile uno dei momenti maggiormente esplicativi: la conversazione tra Philippe e Fausto (uno dei residenti inizialmente meglio disposti verso i nuovi arrivati) dove alle considerazioni del secondo sul fatto che il concetto di comunità è determinato dal parlare una lingua comune e dal condividere una storia secolare, il primo ribatte che ciò che conta è solo la convivenza “in essere” e che la storia non ha valore.
Qui viene delineata quella diversa visione del concetto di convivenza che porterà all’inevitabile conflitto di cui parlavo in apertura di recensione: da una parte chi pensa di poter essere accettato come è senza scendere ad alcun patto (altra scena brevissima ma altra chiave di lettura: Philippe che rifiuta di far benedire la propria casa al Parroco del paese) e dall’altra chi pretende un adeguamento alle proprie tradizioni senza il quale non vi è accettazione. ESPANDI +
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- positive [43]
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22 maggio 2012 Opinione di Baliverna su "Il vento fa il suo giro"
Ho voluto proprio vederlo questo mito degli anni 2000. Non mi ha deluso, anche se non tutto fila liscio, per quanto mi riguarda. Ho trovato efficace e ben rappresentata l'ostilità pregiudiziale di molti membri del villaggio verso il protagonista, che in realtà è rivolta verso tutto ciò che è nuovo ed estraneo. Gli episodi di questo tipo sono indovinati e girati con incisività. In generale il film mi è sembrato ben diretto e con una buona fotografia (nel senso della luce e delle...
voto al film: 
20 febbraio 2012 Opinione di GIANNISV66 su "Il vento fa il suo giro"
Conflitto di civiltà sullo sfondo dell’ambiente alpestre della Val Maira. Tanto spietato il conflitto quanto è bello e struggente il paesaggio di quelle montagne. Avendo il sottoscritto frequentato per anni l’alta Valle Stura e le vallate limitrofe (tra le quali la meravigliosa Val Maira, a mio avviso, è la più bella di tutte) ho ritrovato nelle immagini di questa pellicola ricordi di escursioni e quindi l’emozione è stata ancora più personale. Ma oltrepassando i limiti dei...
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2 maggio 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Il vento fa il suo giro"
Paesaggi sterminati in cui si staglia, nitida, la figura dell'uomo primitivo. La roba, di verghiana memoria, in realtà non è mai appartenuta ai pescatori siciliani più di quanto non appartenga ai montanari delle Alpi; più si avvicina la lente a realtà retrograde e chiuse e maggiormente emergono le miserie dell'animo umano, compreso l'attaccamento più pidocchioso alle cose, ad una terra che appartiene a noi e di cui rivendichiamo...
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4 gennaio 2011 Opinione di panflo su "Il vento fa il suo giro"
La scuola di Olmi si avverte continuamente ma Diritti è riuscito a mostrare un suo personalissimo stile scattante, con alternanza di campi lunghi e mezzi primi piani in modo da inserire i protagonisti nella stupenda cornice naturale delle montagne. Gli attori, tutti coinvolti nella coproduzione della pellicola, sono di una naturalezza da far pensare al documentario, ma la storia è invece avvincente e dolorosa nel mostrare la meschinità umana, il pregiudizio, la...
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15 novembre 2010 Opinione di OGM su "Il vento fa il suo giro"
A metà strada tra il documentario antropologico ed il dramma sociologico, questo film possiede l’aspra poesia dei luoghi dimenticati. La sua patina grezza è la polvere che copre il passato sepolto, sotto cui, però, cova il germe di una rinascita che sembra illusoria, anche se teoricamente possibile. La cultura occitana, in Italia, è ormai racchiusa in un arcaico dialetto parlato da pochi, in alcuni piccoli comuni delle Alpi piemontesi. Il popolo di pastori...
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19 settembre 2010 Opinione di ed wood su "Il vento fa il suo giro"
Sono rimasto un po' deluso da questo film. Purtroppo la sceneggiatura presenta alcuni intoppi, soprattutto nel disegno dei personaggi, delle loro motivazioni e dei loro reciproci conflitti. E la regia di Diritti, pur sforzandosi di penetrare nei volti quotidiani degli abitanti di Chersogno, facce amichevoli ma diffidenti, di coglierne le loro ragioni e i loro torti, non riesce a sbrogliare la matassa di un copione apparentemente lineare, in realtà disseminato di reticenze, culminanti...
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2 agosto 2010 Opinione di ALCHEMILLA su "Il vento fa il suo giro"
Tradurre le tre stelline in sufficiente non mi piace. Però non volevo arrivare a quattro perché ci sono alcuni punti che mi hanno lasciata perplessa... Anche se sono d'accordo con tutte le opinioni positive precedenti, sul messaggio, sul fatto che dovrebbe essere visto a scuola etc. E' un'ottima fotografia della realtà, mi è piaciuto il paese, la casa, i personaggi, il pastore francese, il sindaco e anche la signora Emma (veramente insopportabile),...
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5 febbraio 2010 Opinione di emmepi8 su "Il vento fa il suo giro"
Quando le persone chiave di certa nostra cultura ci si mettono ecco che accade il miracolo di sorpassare, almeno in parte, i problemi della distribuzione. La produzione è al massimo dell’indipendenza e del privato, e quindi economia estrema, ma la vera professionalità che sostiene l’operazione viene fuori in ogni momento del progetto. Il regista è al suo primo film e non è neanche giovanissimo (classe 1959), dopo un esperienza...
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21 gennaio 2010 Opinione di peaceandlove su "Il vento fa il suo giro"
Semplicemente il più bel film italiano che ho visto negli ultimi anni.
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12 novembre 2009 Opinione di supadany su "Il vento fa il suo giro"
VOTO : 7++. Esordio cinematografico per Giorgio Diritti che dimostra come si possa fare un buon film anche senza avere grandi fondi, quasi da monito verso il nostro cinema che da spesso la colpa dei suoi insuccessi ai mezzi, quando il problema consiste principalmente nella mancanza di idee. Il suo è buon prodotto, legato alla terra ed ai volti della gente che la abita, mescola diverse tematiche sempre più attuali, come integrazione, comunità e diversità....
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