Storie e testimonianze sulla resistenza sociale in Argentina che affronta la disoccupazione e la fame. Ci sono Martín, colpito da una pallottola vagante, Toba che lo soccorre, Antonia e Chipi che ogni giorno danno da mangiare a oltre duecento persone in un quartiere alla periferia di Buenos Aires...
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 23/2006
Dopo la crisi argentina del 2001, come si vive a Buenos Aires? Male. Ma c’è chi resiste
Tra il 2004 e il 2005 Fernando Solanas dedica all’Argentina e alla sua terribile crisi del dicembre 2001 - che ha coinvolto anche l’Italia, scippata dei crediti e del denaro dei risparmiatori investito in “bond” - due documentari legati tra loro. Dal momento che per la distribuzione italiana vengono acquistati da due diverse società, capita la seguente bizzarria: la seconda parte, questo
La dignità degli ultimi, esce in sala con un leggero anticipo rispetto alla prima,
Il diario del saccheggio.
ESPANDI +
Della crisi, così, possiamo valutare le immagini che illustrano soprattutto gli effetti, mentre si presuppone che per le cause dovremo attendere ancora qualche giorno. Solanas scende letteralmente per le strade, tra la gente che protesta; comincia (di)mostrando che la rivolta è stata forse così rapidamente incisiva perché ha coinvolto le classi medie (quelle che si sono viste depredare i conti correnti in banca) ma finisce per ricordarci che poi sono soprattutto le componenti sociali più disagiate, quelle che anche a livello urbanistico stanno ai margini (di Buenos Aires), ad aver subito le conseguenze del tracollo. Fernando Solanas racconta gli eroismi quotidiani di chi, attraverso forme di autogestione o rispolverando antichi concetti cooperativi, ha cercato e ancora cerca di unirsi per resistere al degrado e alla povertà, che laggiù ha ancora degli aspetti ottocenteschi, da spaccato londinese dickensiano. Commoventi, o meglio esaltanti, le donne dei “farmers” unite contro le banche che si portano via terreni e fattorie.
La dignità degli ultimi è dunque una testimonianza preziosa su un risorgimento sociale possibile.
L'opinione più recente
Di barabbovich scritta il 29/11/2007
Voto al film: 
Un anno dopo il Diario del saccheggio, il viaggio di Fernando Solanas nella storia recente dell'Argentina continua con una serie di istantanee che mettono perfettamente a fuoco la forza di volontà e la dignità di persone che, a dispetto delle innumerevoli avversità, hanno saputo riscattarsi. I diversi capitoli di questo secondo, struggente documentario - parte di una memorabile trilogia - annoverano personaggi stupefacenti: c'è il pony express appassionato di letteratura, capace di macinare 100 chilometri al giorno pur di saziare la sua fame di libri; c'è un cinquantenne che pur di andare a insegnare a ragazzini poverissimi intraprende ogni giorno 5 ore di viaggio; ci sono i gestori di una mensa per i poveri; una famiglia con una miriade di figli che sbarca il lunario raccogliendo oggetti con un carretto; ci sono i medici e il personale di un ospedale modello; ci sono le Madres che si oppongono alla vendita forzata dei terreni che loro stesse hanno coltivato per una vita e c'è una fabbrica autogestita. Sullo sfondo di questo paesaggio umano poverissimo ma eccezionalmente pieno di dignità c'è l'altra Argentina, quella di Duhalde e di Kirchner, quella delle repressioni feroci nei confronti dei manifestanti, roba da far sembrare il G8 di Genova un allegro pic nic domenicale. C'è l'intollerabile boria dei magistrati, l'intreccio sfacciato tra mafia, polizia e governo, i problemi assurdi creati da una burocrazia bolsa, che rendono a volte persino impossibile seppellire i morti.
Meno riuscito del precedente sul piano formale, La dignità degli ultimi getta uno sguardo lucidissimo, sfrondato da qualsiasi retorica, su un'umanità costretta a condizioni estreme. Un film pedagogico, morale, imperdibile.