C.R.A.Z.Y. (2005)
Con Marc-André Grondin, Michel Cote, Danielle Proulx, Pierre-Luc Brillant, Émile Vallée, Mariloup Wolfe
La trama
Un "romanzo di formazione" in salsa rock con "outing" omosessuale.
Il 25 dicembre 1960 nasce Zachary Beaulieu, quarto maschio di una allegra famiglia. Crescendo, Zac si rende conto di essere diverso dai suoi fratelli, in quanto è attratto dai ragazzi: non è facile per lui accettarlo, e soprattutto farlo accettare all'amato padre...
Una storia di emancipazione, uno spaccato che strizza l'occhio in particolare al cinema di Truffaut: gonfio di icone pop, David Bowie e Bruce Lee attaccati ai muri e alle porte, Pink Floyd e Rolling Stones, droga sesso e rock'n'roll; e, più di tutto, un'ambiguità sessuale che tormenta fin da bambino Zachary (interpretato dall'attore Marc-André Grondin, autentico sosia del primo Keanu Reeves), il più inquieto dei cinque eredi (le cui iniziali formano la parola del titolo). Vallée ha il merito di scrivere bene il copione e di costruire personaggi che si fanno subito amare o odiare, ma lascia sul campo qualche pecca di regia, qualche minuto di troppo e una sensazione di grande occasione mancata.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 35/2006
Da un Natale all’altro, la storia di una famiglia schiacciata e indecisa tra intolleranze e aperture
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 21/04/2011 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Velatamente alla moda, quando ricorre a immagini accelerate per la messa in scena delle incontinenze notturne e delle percosse architettate per mascherare le pulsioni adolescenziali di Zach, la regia di Vallée si riscatta con l’intimità e l’intesa che il protagonista instaura con la madre. Un’armonia che va ben oltre la riproduzione dei gesti di lei, e che diventa una vita vissuta quasi in simbiosi, resa ancor più articolata dalla fede cristiana materna praticata senza incertezze o sconforti, sognando un percorso ascetico tra le vie di Gerusalemme. Le difficoltà di Zach sono da attribuire pressoché in toto al rapporto con un padre rigido e machista, tutto preso dal mettere al mondo figli, secondo un improbabile invaghimento da capofamiglia (il quale “non vede come si possa passare la vita a mettere il pisello tra le chiappe di qualcun altro”) che lo allontana e allo stesso tempo lo equipara alla struggente “Crazy” (richiamante l’azzeccato acronimo del titolo) cantata da Patsy Cline.
Mescolando una vena nostalgica a un’altra più rockeggiante, la musica emerge da un sottofondo di cori ecclesiastici ed esplode nelle note dei Pink Floyd (“Shine On You Crazy Diamond” è saccheggiata oltremodo), di David Bowie e dei Rolling Stone. Tutti compagni di viaggio insostituibili nella formazione di Zach e nel suo processo di accettazione che passa tra sequenze di ottima e surreale estrosità, filtrata dalle pose tipiche di certa disco music dell’epoca, e dai look dark e punk (Sex Pistols docet) che scavano nell’anima nera e tormentata del giovane in cerca del proprio io.
Nel tentativo di “guarire” dalle sue inclinazioni sessuali, il ragazzo cerca di infliggersi punizioni passando col semaforo rosso e resistendo oltre i limiti a una tormenta di neve, in un inseguimento calcolato e abbastanza ossessivo verso l’autodistruzione, comprendente anche una radicata asma. Vincitrice del Festival di Toronto, la pellicola è una messa in scena anche ironica delle problematiche del protagonista, tanto che la loro esposizione risulta a volte un po’ facilona ma ben bilanciata e giustificata dal periodo durante il quale le vicende si svolgono (gli anni ’70 e gli ’80 non erano così pronti ad accettare la condizione dell’omosessualità). Gode, vieppiù, di una cadenza abbastanza lenta nel dipanare il racconto, permettendoci di entrare in empatia coi personaggi (tutti accuditi nella loro colorata evoluzione) e di gradire i dialoghi vivaci, freschi e conciliatori della sceneggiatura, parlando un linguaggio contemporaneo senza smarrirsi in astrattismi posticci.
Tanto che a un certo punto l’equilibrio delle paranoie, delle intese e delle reclusioni finalmente si rompe: le tavolate natalizie si ribaltano sotto il peso dell’inibizione e dell’eccessivo controllo, gli anelli di fumo si addensano in rivoli di rabbia sanguigna, le canzoni di Aznavour stonano a contraltare di una realtà troppo adulta per le sviolinate, e sui matrimoni piove l’acqua del malinteso e della paura del pettegolezzo. Ed è così che, tra i poliedrici C.R.A.Z.Y. del titolo, c’è chi farà la fine di un toast pressato dalla piastra del ferro da stiro e chi sarà capace di far crescere acqua nel deserto.
- negative [4]
- sufficienti [3]
- positive [27]
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29 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "C.R.A.Z.Y."
Un film particolare, che affronta la sua tematica in maniera diversa ma pienamente coinvolgente. Una famiglia con tre figli accoglie un quarto nato proprio la notte di Natale, questa nascita determina la sua diversità nel seno della famiglia, in cui vivrà per tutta la sua adolescenza in contrapposizione con i membri e con lui stesso, che non riesce ad accettare la sua natura di diverso, proprio per non contraddire le aspettative e gli affetti dei suoi familiari in particolar modo del...
voto al film: 
21 aprile 2011 Opinione di PompiereFI su "C.R.A.Z.Y."
E’ il giorno di Natale dell’anno del Signore 1960. Nasce Zach, quarto fratello maschio della famiglia canadese Beaulieu. Un Gesù Bambino a tutti gli effetti. E non solo per la data del suo compleanno, ma anche perché col tempo sembra aver sviluppato un dono che gli consente di operare piccole guarigioni. Tutto perfetto, se non fosse per quell’interesse che Zach mostra verso le carrozzine e i trucchi della madre. Ed è qui che il padre Gervais (reso...
voto al film: 
5 giugno 2010 Opinione di chribio1 su "C.R.A.Z.Y."
se voleva essere "C.r.a.z.y." il film in questione lo e' anche troppo ma tra rock all'inizio vecchio stampo anni '50,Pink Floyd,David Bowie ... riesce solo a frullare il tutto in 1 film oltre che pazzoide anche eversivo direi,di tutto 1 po' e il tutto mixato nello stesso non convince...troppa carne al fuoco.voto.5.
voto al film: 
9 aprile 2010 Opinione di kotrab su "C.R.A.Z.Y."
Questa commedia drammatica è in parte una occasione mancata perché un pò superficiale e gonfiata: si salvano la caratterizzazione dei personaggi e la ricostruzione di tempi e ambienti, ma il materiale eccede, la sintesi non è contemplata, i furbi ammiccamenti per rendersi accattivante sono spesso l'àncora di salvataggio (colonna sonora) e le emozioni vere restano distanti; non mancano però momenti divertenti. 5 1/2
voto al film: 
28 agosto 2009 Opinione di perunavolta su "C.R.A.Z.Y."
Cult cinema C’è pochissimo rispetto per le persone omosessuali. Soprattutto in famiglia, perche’ la prima cosa che ti dicono e’ che sei malato. La seconda, è mandarti dallo psicologo
voto al film: 
25 giugno 2009 Opinione di carletto86 su "C.R.A.Z.Y."
Una storia commovente che racconta i difficili rapporti tra il protagonista e i suoi genitori, senza dimenticare la componente religiosa. Bellissimi sono la fotografia e la colonna sonora.
voto al film: 
21 maggio 2009 Opinione di apollodibarriera'72 su "C.R.A.Z.Y."
non tenete in assoluta considerazione le opinioni negative. Questo film è un gioiello, lo ribadisco....
voto al film: 
7 ottobre 2008 Opinione di movieman su "C.R.A.Z.Y."
Un bambino che viene apostrofato in famiglia e a scuola come “frocio”, da adolescente lo diventa veramente. Oppure no? Oppure sì? O è bisex? Verrebbe da esclamare: echissenefrega!! L’unica idea, e perfido divertimento, del film è questa assurdo tira-e-molla (manco fosse un thriller dove mischiare le carte, lasciare dubbi su dubbi e mascherare l’evidenza sono elementi fondamentali) che vorrebbe essere il sintomo di quella confusione di istinti e sentimenti che regna...
voto al film: 
12 luglio 2008 Opinione di Simoncarlo su "C.R.A.Z.Y."
Un film canadese di qualche anno fa davvero bello. Racconta una sagra familiare originale e divertente, veritiera e appassionante con uno stile perfetto, mix di surrealismo e concretezza. Il regista Vallée ha il merito di aver creato dei personaggi da amare o odiare al primo sguardo, in ogni caso indispensabili, ottimamente resi da un cast strepitoso su cui emerge la giovane promessa Marc-André Grondin. Interessanti i riferimenti religiosi che percorrono tutto il film e che esplodono nel...
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [3]
- positive [27]
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