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Nella mia pelle (2001)

[Dans ma peau, Francia 2001, Drammatico, durata 91']   Regia di Marina de Van
Con Marina de Van, Laurent Lucas, Léa Drucker



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Nella mia pelle: assente
Ritmo ritmo in Nella mia pelle: presente
Impegno impegno in Nella mia pelle: presente
Tensione tensione in Nella mia pelle: presente
Erotismo erotismo in Nella mia pelle: minimo

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FilmTV assegna il voto sufficiente a Nella mia pelle

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Nella mia pelle (voti: 5 media: 4,00) 5

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L'opinione più votata

Di lorebalda scritta il 23/02/2012 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto ottimo

Esibirsi. Dans Ma Peau di Marina De Van è un film geometrico di linee che si tagliano, di immobilità abissali, di superfici opache che non riflettono mai con precisione, rigorosamente costruito e pensato. Senza dubbio, è già un film ultimo, irripetibile, che sta dopo: dopo le illusioni e le speranze, dopo la legge morale, dopo la morte di Dio – perché se l’assoluto è ormai ridotto a vuoto e facile simulacro, sta agli uomini trovarsi un senso, reinventarsi partendo dal corpo (Nietzsche!). Dans Ma Peau: nella mia pelle. Dentro. Nel taglio, o sulla superficie… ma la De Van si porta addirittura oltre, e come Von Trier (Antichrist…) osa fare il film che sta dopo la mise en scène: e, proprio come dice Nietzsche, la giovane regista dimentica Dio e la morale per ritornare al corpo, facendone l’ultimo spettacolo oggi, l’ultima esibizione possibile (Black Swan…). eppure, non c’è mai la sfacciata leggerezza dell’invenzione, della libertà acquisita: perché l’esibirsi di Esther (tagliarsi mordersi mangiarsi) cancella e distrugge, non libera né la testa né il corpo – è il rituale di un nevrotico, e pertanto si consuma nella vergogna tutta solitaria di un desiderio negato e ripiegato disperatamente su se stesso (Shame…). Il cinema di morte della De Van diventa pertanto dissonante e abissale, specie quando riflette spaventoso esatto vertiginoso sull’inutilità la vacuità la gratuità di un rappresentarsi (la regista è anche attrice protagonista…) che si affaccia sempre sul nulla, che è sempre e comunque morte: ovvero la mise en scène come terrore che attira e blocca, raddoppia e cancella, solipsismo e masturbazione impuri (ancora Von Trier, ancora Antichrist). Dunque, un film sul fallimento, mai davvero aldilà del bene e del male: la mise en scène di Dans Ma Peau, il cinema, implode, si rompe nella rappresentazione dell’alterità, e pertanto non le resta che testimoniare l’inadeguatezza dell’esserci, il narcisismo mortuario e solitario della presenza. Ferirsi come ultima disperata affermazione di vita. Esibirsi, darsi agli sguardi fuori, per riconquistarsi. Chiudersi per aprirsi all’altro. Esther, la disperata protagonista di Dans Ma Peau, sperimenta se stessa: e di fronte a uno specchio, mette alla prova le carni, la pelle – l’esteriorità che si dà a vedere… Spera di salvare almeno una parte di sé, magari quel pezzetto di epidermide tagliato e conservato con tanta cura. Eppure niente, la pelle si secca, il corpo deperisce: si consuma. La mise en scène della De Van fallisce (consapevolmente): l’alterità è troppo lontana, irraggiungibile. L’affermazione di vita diventa allora cupio dissolvi, desiderio di morte. Darsi allo sguardo altrui non libera (la catarsi di stare en scène…) ma piuttosto appanna ancor di più la percezione del mondo, rompendo definitivamente la vicinanza con le cose. Chiudersi per non aprirsi più. Alla fine di Dans Ma Peau, Esther è ferma, e la De Van la riprende più volte da vicino. Prova a riprenderla per intero: ma cosa rimane vivo di lei, ormai? Il suo è stato un disperato ritorno all’inorganico, un viaggio ultimo attraverso la stasi totale e paurosa dell’essere: fino a un vedere che non vede più. Immobile.
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SI

Opinioni su Nella mia pelle


23 febbraio 2012 Opinione di lorebalda su "Nella mia pelle"
lorebalda

Esibirsi. Dans Ma Peau di Marina De Van è un film geometrico di linee che si tagliano, di immobilità abissali, di superfici opache che non riflettono mai con precisione, rigorosamente costruito e pensato. Senza dubbio, è già un film ultimo, irripetibile, che sta dopo: dopo le illusioni e le speranze, dopo la legge morale, dopo la morte di Dio – perché se l’assoluto è ormai ridotto a vuoto e facile simulacro, sta agli uomini trovarsi un senso, reinventarsi partendo dal corpo...

voto al film: lorebalda assegna il voto ottimo a Nella mia pelle (2001)

nessun commento
[utile per 5 utenti]

7 febbraio 2007 Opinione di zombi su "Nella mia pelle"
zombi

sono stato lì lì per toglierlo dal videoregistratore almeno due volte. disturbante. uno di quei film in buona compagnia con funny games che non riuscirò più a riguardare, almeno a breve. scarnificarsi per sentire ancora qualcosa. la scena della cena di lavoro al ristorante è allucinante. non sente o non crede di sentire più il braccio e lo vediamo staccato dal corpo appoggiato sul tavolo dove l'aveva lasciato.incidersi le carni e staccarsi lembi di pelle come neanche in un cannibal...

voto al film: zombi assegna il voto buono a Nella mia pelle (2001)



20 giugno 2006 Opinione di joseba su "Nella mia pelle"
joseba

Un tantino schematico nel proporre l'equazione ambizione = autodistruzione, nell'uso degli split screen e delle immagini 'in negativo' per significare la personalità schizoide di Esther. Ma assolutamente convincente nel ritrarre le atmosfere mentali dell'autolesionismo e dell'autofagia, che si fanno strada nello spettatore con inesorabile crudeltà. Quasi insostenibili alcune sequenze (e questo è un grande merito, secondo chi scrive) e minacciosamente imploso il finale. Un film lacerante....

voto al film: joseba assegna il voto buono a Nella mia pelle (2001)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

18 giugno 2006 Opinione di Utente rimosso (buzzin´ fly) su "Nella mia pelle"
Utente rimosso (buzzin´ fly)

Film scioccante a suo modo, macabro, intriso di sangue nel vero senso della parola! Finale irrisolto.

voto al film: Utente rimosso (buzzin´ fly) assegna il voto sufficiente a Nella mia pelle (2001)



18 giugno 2006 Opinione di fugazi su "Nella mia pelle"
fugazi

pochi film ultimamente mi avevano angosciato a tal punto,come per esempio l'isola di k.k.duk e audition di miike. la violenza,anche visiva,disturba non poco,ma e' pscicologicamente che il film ti attacca e ti lascia senza energie. "fuori orario" come al solito non ci fa dormire la notte...

voto al film: fugazi assegna il voto buono a Nella mia pelle (2001)



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