Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Rosso sangue (1986)

[Mauvais sang, Francia 1986, Drammatico, durata 116']   Regia di Leos Carax
Con Michel Piccoli, Juliette Binoche, Denis Lavant, Julie Delpy



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Rosso sangue: assente
Ritmo ritmo in Rosso sangue: assente
Impegno impegno in Rosso sangue: assente
Tensione tensione in Rosso sangue: assente
Erotismo erotismo in Rosso sangue: assente

Il voto di FilmTV

Questo film non ha ancora ricevuto un voto.

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Rosso sangue (voti: 10 media: 3,90) 10

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Rosso sangue

La trama

 

L'opinione più votata

Di joseba scritta il 04/05/2008 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Parigi, futuro prossimo: il virus STBO, morbo che colpisce tutti quelli che fanno l'amore senza amore, sta mietendo vittime su vittime. La prima compagnia che riesce a isolare l'agente patogeno, in un laboratorio installato al cinquantaseiesimo piano di un grattacielo, è la Darley-Wilkinson. Una casa farmaceutica straniera commissiona tuttavia a Marc (Michel Piccoli) e Hans (Hans Meyer) il furto del campione di virus, ma i due vecchi gangster hanno bisogno di qualcuno svelto di mano e si rivolgono ad Alex (Denis Lavant), giovane scassinatore figlio di un loro vecchio amico e complice. Il piano deve essere messo in pratica molto velocemente, poiché Marc è incalzato dall'Americana (Carroll Brooks), donna scaltra e senza scrupoli che esige la riscossione di un ingente debito. Film strettamente imparentato a "Détective" di Jean-Luc Godard (non solo per la prossimità cronologica e per la presenza di Julie Delpy), "Rosso sangue" è il secondo lungometraggio del ventiseienne Leos Carax (classe 1960). Nonostante le inconfondibili marche di autorialità, "Mauvais sang" può essere letto come un noir con spiccate componenti mélo: se l'ambientazione prevalentemente notturna e il piano criminoso collocano il film nel solco del noir, la storia d'amore contrastato tra Alex e Anna (Juliette Binoche), giovane compagna di Marc, sposta la vicenda nei territori del mélo. Fin qui niente di nuovo, insomma: noir e mélo sono spesso andati a braccetto, basti pensare a uno dei prototipi del genere, "Vertigine" ("Laura", 1944) di Otto Preminger. Ciò che rende "Rosso sangue" singolare e al tempo stesso significativo per la geografia del genere è il fatto che le due anime del film non sono giustapposte o alternate, ma sono letteralmente saldate insieme: l'ambiguità del noir si trasferisce nell'universo interiore dei personaggi, facendo dei loro sentimenti degli enigmi e delle loro relazioni una ricerca. Anna dice di Mark: "Quando l'ho conosciuto mi ha guardato subito con quei suoi occhi penetranti, da ricercatore. Come una cosa preziosa, come se fossi stata la soluzione di qualcosa, di una cosa segreta e misteriosa... che c'era già in fondo a lui. E che è sempre là e alla quale certe volte io mi avvicino il più possibile, ma spesso è lontana anni luce da me. E' spossante, non ho più un attimo per me, è la mia vita quella cosa. E' come una specie di enigma che avvolge lui e me insieme, tutti e due complici". L'interiorizzazione dell'ambiguità nel sentire dei personaggi si accompagna all'implosione dell'iconografia noir in forme disarticolate, veri e propri spaccati fisiognomico-fumettistici sui volti e sulle espressioni dei personaggi. Parallelamente la metropoli come classico luogo del mistero viene smembrata e rimpiazzata da una spazialità astratta che inverte la relazione tra città e corpi: non sono più questi ultimi a collocarsi in un contesto urbano che li trascende e contiene, ma è una Parigi sfigurata a fornire frammenti di sé come maschere e costumi dei protagonisti (non a caso frequentemente ripresi a torso nudo). In questo senso, portando il noir ai limiti della deriva estetica, "Mauvais sang" si apparenta alla ricerca di "Détective": come il film di Godard delegava l'attribuzione del genere all'attività ludica dello spettatore (la metafora del tavolo da biliardo), così la pellicola di Carax trasporta i tratti distintivi del genere (l'ambiguità, il segreto, il mistero) nella dimensione sentimentale dei personaggi, identificando totalmente noir e mélo. Su questa base ibrida si innestano poi altri percorsi tematici: il micidiale virus STBO è una versione iperbolica dell'AIDS (siamo in pieni anni Ottanta e nel film non mancano inviti a usare il preservativo), la lotta tra compagnie farmaceutiche per la scoperta del vaccino stigmatizza l'avidità capitalistica, la fuga iniziale di Alex dalla sedicenne Lise (Julie Delpy) dice tutta l'ansia di vivere la vita con generosità e la banda di gangster che accoglie il giovane fuggiasco rappresenta un chiaro elogio all'amicizia. Ma al di là di queste traiettorie semantiche, Sangue rosso resta impresso per aver portato al punto di fusione noir e mélo, per la furibonda destrutturazione figurativa e per l'audacia di certi dialoghi al limite del comico involontario. Splendidi cameo di Hugo Pratt nei panni di Boris, uno scagnozzo della Americana, e di Serge Reggiani in quelli di Charlie, direttore di un club di paracadutismo vicino a Parigi.
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Rosso sangue


18 agosto 2008 Opinione di colonel blimp su "Rosso sangue"
colonel blimp

Film personale e piuttosto rarefatto, svela i momenti più intensi nell’intima descrizione del protagonista e nelle citazioni cinematografiche. A Carax interessa mostrare il legame tra la persona e le cose di cui viene circondata, arrivando molto spesso a tracciare una sorta di identità estetica per ognuna, una sorta di iperrealismo che spesso nega alle parole di dire di più del proprio significante. Un film sicuramente non per tutti, faticoso da seguire e da apprezzare, ma con un Denis...

voto al film: colonel blimp assegna il voto sufficiente a Rosso sangue (1986)


4 maggio 2008 Opinione di joseba su "Rosso sangue"
joseba

Parigi, futuro prossimo: il virus STBO, morbo che colpisce tutti quelli che fanno l'amore senza amore, sta mietendo vittime su vittime. La prima compagnia che riesce a isolare l'agente patogeno, in un laboratorio installato al cinquantaseiesimo piano di un grattacielo, è la Darley-Wilkinson. Una casa farmaceutica straniera commissiona tuttavia a Marc (Michel Piccoli) e Hans (Hans Meyer) il furto del campione di virus, ma i due vecchi gangster hanno bisogno di qualcuno svelto di mano e si...

voto al film: joseba assegna il voto buono a Rosso sangue (1986)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


12 aprile 2008 Opinione di Natalie su "Rosso sangue"
Natalie

Dramma fantascientifico con suggestioni che provengono dal cinema muto e dal mondo dei fumetti. Un piccolo cult da recuperare.

voto al film: Natalie assegna il voto buono a Rosso sangue (1986)


20 aprile 2007 Opinione di Dandy Rotten su "Rosso sangue"
Dandy Rotten

Un piccolo capolavoro che ho annesso alla lista dei Film Preferiti. Un finale che sa scatenarmi ondate di risa e pianto al tempo stesso. Grazie Carax!

voto al film: Dandy Rotten assegna il voto buono a Rosso sangue (1986)




scrivi la tua opinione su Rosso sangue


Voti a Rosso sangue


login

hai dimenticato la password?