Opinione di mm40 su La guerra lampo dei fratelli Marx
Con Groucho Marx, Harpo Marx, Chico Marx, Zeppo Marx, Margaret Dumont
- negative [1]
- sufficienti [6]
- positive [26]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Non è materia di discussione, che i primi film dei fratelli Marx siano dei piccoli gioielli; La guerra lampo (Duck soap, titolo originale) è uno dei più sconquassanti e di maggior fama nella manciata di titoli prodotti dalla banda. Anche perché, superata la fase iniziale strettamente legata alle commedie teatrali da cui i film venivano tratti e stabiliti con una certa approssimazione i ruoli e le dinamiche fra i quattro, arrivati al quinto (questo) titolo, ormai la macchina è ben oliata e il serbatoio (di gag) sempre pieno garantisce una riuscita sublime. Ovviamente non si parla di capolavori dal punto di vista tecnico, ma senza queste pellicole alla storia del cinema mancherebbe sicuramente qualcosa: e cioè una buona fetta delle codificazioni classiche della comicità sul grande schermo, dai ritmi (altissimi, inusuali all’epoca) alle interazioni fra i personaggi, dai tempi delle battute allo sconfinato repertorio di gag (dai dialoghi surreali farciti di battute sottilissime e giochi di parole, alla comicità fisica, slapstick) che i Marx hanno saputo snocciolare. Un vero e proprio patrimonio di gioia ed esuberanza. In questo film si critica molto velatamente la tesa situazione politica dei tempi, la facilità nei cambi di governo, di linea politica e soprattutto nel muovere guerra: territori ostici per la comicità, ma non per i Marx, capaci di ironizzare su qualsiasi argomento; non la presero bene le nazioni più colpite da questa sorta di satira delirante: in Germania e in Italia, per esempio, il film non venne importato. I fratelli sono presenti in quartetto, con la complicità della Dumont, sempre abilissima spalla, e offrono tutto il consueto, roboante circo di spumeggiante ilarità, comprese come sempre un paio di esibizioni cantate, ma per una volta niente spettacolino di Chico al piano, nè di Harpo all’arpa. Tante battute fulminanti, purtroppo spesso intraducibili, e una trama minuscola, ma sufficiente per il caso, e soprattutto insidiosa quanto basta per il genere; sceneggiatura firmata da Bert Kalmar e Harry Ruby (già autori del precedente I fratelli Marx al college) con la collaborazione di Arthur Sheekman e Nat Perrin; regia affidata per la prima volta a Leo McCarey: come spesso accadeva per questo tipo di film/prodotto, sarà anche l’ultima. 7,5/10.
Sulla trama
Un uomo di nessuna capacità politica finisce fortunosamente a capo della nazione di Freedonia. La crisi peggiora e si va incontro alla guerra, come per scherzo.
Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 14/5 al 20/5
- 1 Dark Shadows 2.369.011,00
- 2 The Avengers 1.022.353,00
- 3 American Pie: Ancora insieme 1.005.020,00
- 4 Quella casa nel bosco 472.907,00
- 5 Hunger Games 352.566,00
- 6 La fredda luce del giorno 312.884,00
- 7 Chronicle 310.716,00
- 8 Il pescatore di sogni 232.725,00
- 9 Margin Call 165.394,00





