1990. Binh, chiamato fin dall'infanzia "Bui doi" (ovvero "meno della polvere", insulto rivolto ai bambini vietnamiti con padri americani), è un giovane vietnamita cresciuto in una famiglia adottiva che lascia il villaggio in cui vive per cercare la sua vera madre. Dopo aver passato con lei un po' di tempo, riprende il suo viaggio con l'intenzione di trovare il padre, un soldato americano che non ha lasciato tracce...
L'opinione più recente
Di zombi scritta il 21/06/2010
Voto al film: 
è stato un pò difficoltoso rintracciarlo nel database, ma alla fine con meno della polvere eccolo qui. su cult "un bellissimo paese" che mi ha invogliato a vederlo. all'inizio mi dava un pò l'impressione di essere uno di quei film co-prodotti da vari paesi che devono piacere un pò a tutti. che come idea non è malvagia ma che di solito è un misto pisto che non riesce a prendere personalità e quindi rimane nel limbo delle grandi ambizioni inesorabilmente rimaste a terra con delle ali abortite. più si avanza invece e il film riesce a prendere forma e a trasformarsi in un dipinto multigenerazinale ben riuscito. i vari gironi infernali per i quali transita bihn corrispondono con l'incontro di tasselli importanti della sua breve vita. incontra la madre e il fratellastro e una bellissima ragazza che forse ritroverà e forse no. ci sono perdite drammatiche e incontri con uomini come il capitano della nave caronte(interpretato bene da tim roth), che sembrano brave persone per poi rivelare il loro lato oscuro con una frase bellissima come: "ti offro una vita nuova e tu scegli un vecchio sogno". un sogno vecchio, duro a morire come quello di andare in america. ma se bihn prima di tutto vuole raggiungere il padre, tim roth è talmente rotto alla vita che non riesce nemmeno a pensare che un altro possa ancora credere al vecchio sogno americano o che abbia altro per la testa. ci sono scene bellissime di bihn seduto in aree di servizio, o fuori da un ristorante cinese che guarda verso l'alto con un'espressione di pieno ottimismo. nonostante quello che ha attraversato, riesce ancora a guardare avanti. nei vasti spazi fino a quando trova il padre. ottimamente interpretato dal padre praticamente solo con la presenza fisica, nick nolte ricorda il vietnam, un bellissimo paese, una bellissima esperienza in una bruttissima e sporca guerra. soli, nel mezzo della grande prateria, si sono ritrovati. ben interpretato, e soprattutto ben diretto. il regista ci offre quadri anche truci, serviti da lente riprese, mai truculente solamente con la saggia consapevolezza di quello che ha mostrato. esiste, è avvenuto, avverrà ancora, non serve eccedere nelle scene madri o nel gore. bravo.