Wilbur Wants to Kill Himself (2002)
[Wilbur Wants to Kill Himself, Danimarca, Gran Bretagna, Svezia, Francia 2002, Commedia, durata 111']
Regia di
Lone Scherfig
Con Shirley Henderson, Jamie Sives, Adrian Rawlins, Lisa McKinlay
Con Shirley Henderson, Jamie Sives, Adrian Rawlins, Lisa McKinlay
La trama
L'opinione più votata
Di mm40 scritta il 04/12/2010 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
Mors tua, vita mea: morale semplicissima - ed altrettanto sconfortante - per questo che è il secondo lungometraggio firmato dalla brava Scherfig. Abbandonati i criteri minimalisti del dogma ('95) adottati nel precedente Italiano per principianti, l'autrice danese realizza questa volta un film più 'tradizionale' nell'impostazione tecnica e si affida ad una sceneggiatura scritta a quattro mani insieme ad Anders Thomas Jensen. Si tratta di una storia di autentico cannibalismo sotterraneo fra fratelli, superficialmente mascherato dalla più classica patina di buoni rapporti; eppure il depresso Wilbur, la cui esistenza (anche per colpa di traumi infantili relativi ai genitori, entrambi scomparsi da tempo) non ha più valore per lui stesso, riesce a rinunciare al chiodo fisso del suicidio ed a crearsi un mondo, un'identità, una famiglia solamente 'predando' materialmente quelli del fratello Harbour. Non è però una parabola intrisa di facile cinismo, anzi i protagonisti sono personaggi quasi sempre solidali fra loro, umani, talvolta perfino ingenui (l'infermiera innamorata di Wilbur) ed il finale è pur sempre l'inizio di una (specie di) storia d'amore. Dal soccombere di un individuo, l'emergere di un suo simile: in fondo ciò che questo film dice è pienamente condivisibile, sebbene i metodi utilizzati dal protagonista per (soprav)vivere non siano apprezzabili alla stessa maniera; ma a pensarci bene la crudeltà umana sorpassa quotidianamente quella di Wilbur, e di gran lunga. Brava - la migliore in un cast decisamente valido - Shirley Henderson, sommessa, misurata, perfetta così. 6,5/10.
4 dicembre 2010 Opinione di mm40 su "Wilbur Wants to Kill Himself"
Mors tua, vita mea: morale semplicissima - ed altrettanto sconfortante - per questo che è il secondo lungometraggio firmato dalla brava Scherfig. Abbandonati i criteri minimalisti del dogma ('95) adottati nel precedente Italiano per principianti, l'autrice danese realizza questa volta un film più 'tradizionale' nell'impostazione tecnica e si affida ad una sceneggiatura scritta a quattro mani insieme ad Anders Thomas Jensen. Si tratta di una storia di autentico cannibalismo...
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