Le temps qui reste (2005)
Con Melvil Poupaud, Jeanne Moreau, Valeria Bruni Tedeschi, Marie Rivière
La trama
Ha pochi giorni di vita, e la possibilità di diventare padre.
Romain, trent'anni, fa il fotografo. Un giorno scopre di essere affetto da una malattia incurabile: gli restano solo pochi di mesi di vita. A mano a mano che si avvicina alla fine diventa sempre più crudele con il suo partner, odioso con la sorella e con i genitori...
Non tutto funziona in _Le temps qui reste_, e ci pare una forzatura studiata a tavolino l'incursione del personaggio femminile, quasi a risolvere con un coup de theâtre il legittimo bisogno di paternità dell'amante omosessuale. Nella prima parte tuttavia si vola alto e il merito, va detto, è soprattutto degli attori. Bravissimo Melvil Poupaud, che sembra refrattario al ruolo troppo simbolico, tipo Cristo del Mantegna, che forse vorrebbe cucirgli addosso Ozon, e ci mette del suo nell'affrontare la morte con malsano nervosismo. La sequenza più bella è quella del confronto col padre, uno straordinario Daniel Duval.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 28/2006
Ha pochi giorni di vita, e la possibilità di diventare padre. Ritratto in nero di una morte annunciata
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 21/05/2008 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [8]
- leggi tutte le opinioni
13 gennaio 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Le temps qui reste"
Un’altra storia che valeva la pena raccontare. Nonostante tutte quelle pressochè identiche che ci sono state in passato, anche se potevamo continuare a vivere bene senza. Ozon insiste col riproporre soggetti ampiamenti trattati e fa bene, perchè il punto di vista che fa capo alla sua sensibilità è prezioso e vale sempre la visione dei suoi film. Il regista francese finge di volare basso, ma con Le temps qui reste raggiunge livelli che azzerano pacificamente...
voto al film: 
18 luglio 2009 Opinione di riorob su "Le temps qui reste"
Sapere di morire può uccidere prima del tempo?? E' quello che accade qui. Ma la morte è lenta. Dolente. Trascinata. Il tramonto arriva piano. In una logica temporale abbastanza scomposta. E c'è tempo per tutto. Per creare guerra e per mettere pace. E' un film sofferto. Il protagonista soffre nel silenzio di chi osserva intorno a sè tutto quello che accade sapendo che ben presto non potrà più vederlo. Voto: 6,5. Racconto di una fine.
voto al film: 
21 maggio 2008 Opinione di OGM su "Le temps qui reste"
Il dramma individuale della morte che arriva proprio quando non dovrebbe: non all'età di trent'anni, non quando si è all'apice del successo professionale, non prima di veder nascere il proprio figlio, non in una bella giornata di sole, non su una spiaggia affollata, non dopo un bagno in mare ed un gelato al cioccolato. Non, non, non. Eppure essa arriva, annunciata ed attesa. E il mondo circostante, in fondo, nemmeno se ne accorge. Un declino rapido e struggente, quello del protagonista:...
voto al film: 
10 novembre 2007 Opinione di bradipo68 su "Le temps qui reste"
Ozon nel bene e nel male ha l'enorme pregio di non lasciare mai indifferenti.Qui racconta una storia forse difficilmente filmabile di impatto emotivo tremendo(che cosa puo'esserci di piu'tremendo di trovarsi a trent'anni sulla cresta dell'onda,con amante,soldi e lavoro gratificante e sentirsi dire di avere pochissimi mesi di vita?)con un ottimo protagonista descritto nei minimi termini della sua parabola discendente e delle sue scelte dolorose verso familiari e amici.Convince poco il suo...
voto al film: 
15 aprile 2007 Opinione di ilpanda su "Le temps qui reste"
Un film abbastanza spiazzante, si fa fatica a spiegare con certezza molte delle scelte di Romain, che si prestano forse a più di un’interpretazione: perché tratta male la sorella, perché fare un figlio per un altra coppia e lasciargli i suoi averi, perché morire sulla spiaggia...L'Autore porta lo spettatore a riflettere su varie tematiche (morte, famiglia, dolore), evita il sentimentalismo ma non la sensibilità e la tensione nel raccontare senza sconti, forzature o scorciatoie il...
voto al film: 
6 aprile 2007 Opinione di ligeti su "Le temps qui reste"
Un altro bel film da Francois Ozon. Certo, non eccezionale, ma sono convinto che prima o poi Ozon sara' in grado di regalarci un altro capolavoro come "Sotto la sabbia".
voto al film: 
24 ottobre 2006 Opinione di LReno su "Le temps qui reste"
Bel film di Ozon che gioca al limite senza essere mai sentimentalista o autocompiaciuto anche quando il film è duro e diretto (la scena a 3 in particolare, gli amori gay e così via). Bravissimo il protagonista che all'inizio sembra insopportabile, ma poi fa subentrare la comprensione. Ci sono tutte le reazioni possibili a questa situazione: istinto autodistruttivo (la ricerca dell'avventura di una notte in una sorta di girone dantesco omosessuale), drammatica solitudine (quando Pupaud...
voto al film: 
29 giugno 2006 Opinione di gabriargento su "Le temps qui reste"
Romain ha appena scoperto di avere un cancro all'ultimo stadio. E' impossibile operare, l'unico rimedio e l'unica speranza di vita sarebbe la chemio-terapia. Ma lui non vuole, non riesce a pensare di poter soffrire per un bel po' di tempo e poi magari non farcela, e allora decide di lasciare che la malattia faccia il suo percorso. Ed è quindi il momento di dire addio a familiari e amici, e anche al suo compagno: ma forse è meglio ritirarsi in solitudine, senza ferire ulteriormente e...
voto al film: 
28 giugno 2006 Opinione di fefy su "Le temps qui reste"
Un film che si sviluppa come una amara riflessione su cio' che e' stato e che poteva essere, sulla brevita' e fragilita' della nostra esistenza. La sua forza sta nella densità emotiva e nello stordimento che ti trasmette durante la visione. La scelta di alcuni attori,di alcune interpretazioni e di alcune situazioni davvero poco probabili toglie purtroppo forza a questa pellicola. Comunque, anche con questo film, Ozon si riconferma a mio parere uno dei piu' sensibili e intensi tra i registi...
voto al film: 
27 giugno 2006 Opinione di nica su "Le temps qui reste"
Ma io mi chiedo, quando un regista sceglie gli attori quali logiche segue? Perche' davvero, qui, a parte il protagonista nessun attore mi sembra azzeccato e di conseguenza il film mi e' parso interminabile perche'troppo finto. Questa nonna, tutta rifatta, cui hanno addirittura tirato gli zigomi mi fa piu'intristire della storia del film....inoltre perche' sempre dico sempre gli ambienti mondani omosessuali debbono essere raoppresentati in modo cosi' squallido?
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [8]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

























