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Le petit lieutenant (2005)

[Le petit lieutenant, Francia 2005, Drammatico, durata 110']   Regia di Xavier Beauvois
Con Nathalie Baye, Jalil Lespert, Roschdy Zem, Antoine Chappey



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le petit lieutenant: assente
Ritmo ritmo in Le petit lieutenant: assente
Impegno impegno in Le petit lieutenant: assente
Tensione tensione in Le petit lieutenant: assente
Erotismo erotismo in Le petit lieutenant: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Le petit lieutenant (voti: 3 media: 4,33) 3

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locandina di Le petit lieutenant

La trama

Antoine è un giovane ambizioso che, nonostante una moglie a Le Havre, al termine della scuola di polizia chiede di essere assegnato a Parigi. Qui arriva Caroline Vadieu, ex alcolizzata, ad assumere il comando. Incontro tra due solitudini e rappresentazione secca e anticonvenzionale della vita nella polizia. Miglior film europeo delle Giornate degli Autori a Venezia nel 2005. 

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 17/12/2010 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

La storia di Antoine,le petit lieutenent del titolo,che, appena ottenuto il grado di tenente, sceglie di trasferirsi dalla troppo tranquilla Le Havre(dove lascia sua moglie insegnante) ad un distretto parigino in prima linea,proprio perchè sente il bisogno di azione,di sentirsi un supersbirro di quelli americani alla Serpico o alla Callaghan.Si sente come tatuato addosso il suo essere poliziotto,più che una professione quella del tutore della legge per lui assume i contorni della vocazione.E'come un bambino alle prese con il suo nuovo gioco(non si può intepretare in altro modo la sequenza in cui Antoine per la prima volta in auto per portare del materiale ad un altro distretto,decide di usare la sirena come per sentirsi più grande ,più importante) .Beauvois sceglie uno stile disadorno,semidocumentaristico che ricorda molto da vicino il capolavoro Legge 627 di Tavernier.Poliziotti che la cinepresa immortala nella loro quotidianità,nel lavoro in ufficio,negli appostamenti,nelle riunioni fuori del lavoro.Ma sono soprattutto poliziotti che hanno tutti il loro bel carico di  problemi personali.Antoine si integra alla perfezione con i suoi commilitoni e viene preso di buon occhio dal capo della loro divisione,Caroline.Quello che però i colleghi prendono schrzosamente per un infatuazione da parte della matura Caroline per il giovane Antoine nasconde un lutto pregresso e il problema dell'alcolismo(che le ha precluso una carriera ancor più brillante) dal quale sta cercando di uscire con gran fatica servendosi anche di sedute agli Alcolisti Anonimi.E anche Antoine ha problemi con la moglie che rifiuta di trasferirsi a Parigi.E'un polar sui generis il film di Beauvois(che si ritaglia una parte in secondo piano davanti alla macchina da presa) in cui la realtà domina incontrastata.La professione del poliziotto viene svuotata del tutto di enfasi,un perdersi tra scartoffie,autopsie(curioso il dialogo di Antoine col padre in cui afferma che a vedere l'autopsia gli è venuto in mente Mozart perchè non sa speigarsi come da un fegato,da dei polmoni e altri organi possa scaturire la poesia della musica di Mozart),intercettazioni telefoniche,interrogatori e indagini che spesso non portano da nessuna parte.Del resto non è questa la componente del film che interessa al regista che lascia le varie indagini abbastanza sullo sfondo.A lui interessa andare in fondo nei problemi dei protagonisti,descrive la monotonia delle loro vite condannate alla solitudine nella maggior parte delle serate(almeno quelle di  Antoine e Caroline).La tragedia arriva improvvisa senza prodromi proprio come accade molto spesso nella vita reale.Beauvois è molto intenso nel tratteggiare il senso di colpa di Caroline nel finale del film quando con gli occhi gonfi cammina sul bagnasciuga in quel di Nizza dove le indagini hanno portato lei e la sua squadra alla caccia di un assassino.La Baye nonostante la sua innata eleganza è assai credibile nella parte di Caroline che mano mano diventa la protagonista assoluta del film.Un film in cui le vicende narrate non hanno un inizio e un termine certi.Le petit lieutenant è un istantanea di un distretto di polizia parigino,lacerante nella sua apparente ordinarietà.Uno spaccato di vita da flic assolutamente da vedere.
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SI

Opinioni su Le petit lieutenant


3 febbraio 2011 Opinione di hupp2000 su "Le petit lieutenant"
hupp2000

Antoine, neo-tenente di polizia,  sceglie di essere trasferito da Le Havre a Parigi. “Restando a Le havre, mi sarei occupato al massimo di un omicidio all’anno”, dice alla moglie, che non ha alcuna intenzione di seguirlo nella capitale. Assegnato alla seconda divisione della Police Judiciaire, si lancia con ingenuo entusiasmo nel lavoro e non ha molti problemi ad integrarsi nella squadra. Suo diretto superiore è il comandante Caroline Vaudieu, energica e...

voto al film: hupp2000 assegna il voto ottimo a Le petit lieutenant (2005)

nessun commento
[utile per 5 utenti]

17 dicembre 2010 Opinione di bradipo68 su "Le petit lieutenant"
bradipo68

La storia di Antoine,le petit lieutenent del titolo,che, appena ottenuto il grado di tenente, sceglie di trasferirsi dalla troppo tranquilla Le Havre(dove lascia sua moglie insegnante) ad un distretto parigino in prima linea,proprio perchè sente il bisogno di azione,di sentirsi un supersbirro di quelli americani alla Serpico o alla Callaghan.Si sente come tatuato addosso il suo essere poliziotto,più che una professione quella del tutore della legge per lui assume...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Le petit lieutenant (2005)

2 commenti
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