American Gigolò (1980)
Con Richard Gere, Lauren Hutton, Bill Duke, Hector Elizondo
La trama
Julian Kay, di professione gigolò, diventa l'amante di Michelle, moglie del senatore Straton. L'agente per il quale lavora, Leon Jaimes, lo mette in contatto con i Rehiman, una coppia di coniugi perversi. Quando la signora Rehiman viene assassinata, Straton fa ricadere i sospetti su Julian. Riuscirà a cavarsela grazie all'intervento di Michelle.
Il regista Paul Schrader, celebre sceneggiatore di "Taxi Driver", racconta dei "mercanti del tempio" che popolano i quartieri alti. La prostituzione è una metafora, il potere del denaro è assoluto, la perdizione inarrestabile. Tuttavia la forza della grazia e dell'amore illuminano i sentieri della redenzione. Mistico.
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 07/08/2011 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Film contrastato e contrastante, Schrader non è un ingenuo, qui forse quasi lo sembra, ma non lo è, e riesce a creare un cult amato dalla massa (la figura di Richard Gere qui ha conquistato un vasto palcoscenico), proponendo un tema avanti con i tempi, riuscendo, almeno per me, ad accontentare il pubblico più frivolo ed anche chi invece ricerca qualcosa di più.
Julian (Richard Gere) è un gigolò infallibile che vanta compagne illustri, come la donna di un influente senatore.
Il suo agente lo mette in contatto con una coppia stravagante, poi lei muore ed i sospetti cadono su di lui, anche perché qualcuno lo vuole incastrare per i propri interessi.
Ma la sua amante di letto lo aiuterà ad uscirne, venendo allo scoperto.
Oggi le carte in tavola sono sicuramente diverse, ma nei primi anni ottanta la figura del gigolò non era certo così facile da trattare.
Diviene così immediatamente interessante il passaggio del protagonista che da scaltro donnaiolo diventa oggetto di persecuzione.
Ma anche tutto il contesto che Schrader propone è meno banale di quanto possa apparire, nonostante Armani sia protagonista della scena con i suoi abiti.
Gli anni cambiano il mondo e gli equlibri seguono il sistema che non guarda in faccia a nessuno, tanto più a chi nessuno rimane nonostante le apparenze.
Schrader riesce ad essere molto efficace, sotto tutti i punti di vista, nella rappresentazione di una realtà fintamente dorata (il denaro ammorba), poi perde qualche colpo quando affronta le traversie giuridiche del protagonista che sono un tantino meno interessanti.
Alla fine questo film è lontano dall’essere una gemma assoluta, ma credo si possa premiare il suo essere oggetto di culto mediatico ed al contempo proprietario di una sua anima.
Imperfetto, ma dotato di una carica particolare e di un tocco di eleganza che funziona.
- negative [10]
- sufficienti [4]
- positive [20]
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7 agosto 2011 Opinione di supadany su "American Gigolò"
VOTO : 7. Film contrastato e contrastante, Schrader non è un ingenuo, qui forse quasi lo sembra, ma non lo è, e riesce a creare un cult amato dalla massa (la figura di Richard Gere qui ha conquistato un vasto palcoscenico), proponendo un tema avanti con i tempi, riuscendo, almeno per me, ad accontentare il pubblico più frivolo ed anche chi invece ricerca qualcosa di più. Julian (Richard Gere) è un gigolò infallibile che vanta compagne illustri,...
voto al film: 
28 settembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "American Gigolò"
Film troppo lento e troppo noioso. Difficile arrivare fino in fondo.
voto al film: 
19 luglio 2010 Opinione di cristofer su "American Gigolò"
secondo me il film trova un senso nell'idea che esista ancora una forza capace di rendere l'individuo degno di rispetto e di aiuto in un mondo spietato e spersonalizzante, dove contano solo la reputazione e i soldi e dove questa sua qualità è quasi sempre un'amara scoperta, una forza che non guarda né alla reputazione né ai soldi, tutto il resto è strumentale ed esteticamente gradevole
voto al film: 
12 novembre 2009 Opinione di luisasalvi su "American Gigolò"
L’ho visto tanti anni fa, e poiché ora è programmato per questa sera ne ho cercato il mio commento che non ho trovato in pc; non so perché non l’avevo trascritto “in bella”; a margine di Mereghetti avevo scritto: “difficile inventare tante sciocchezze su un film tanto banale, una melensa telenovela malrecitata, anzi, non recitata affatto, con dialoghi banali all’inverosimile e una trama confusa”. Ricordo che avevo imparato allora...
voto al film: 
1 settembre 2009 Opinione di mmciak su "American Gigolò"
"American Gigolò" diretto nel 1980 da Paul Schrader, devo dire che mi è piaciuto molto. La storia si svolge a Los Angeles e racconta del gigolò Julian Kay,che diventa l'amante di Michelle, moglie del senatore Straton. Però,Leon Jaimes,l'agente per il quale lavora, lo mette in contatto con i Rehiman, una coppia di coniugi perversi. Ma quando la signora Rehiman viene assassinata, Straton fa ricadere i sospetti su Julian. Il Film prodotto dalla Paramount...
voto al film: 
28 agosto 2009 Opinione di Mathiasparrow su "American Gigolò"
Una lussuosa vetrina dove Schrader esibisce un po’ di tutto: dagli abiti Armani, ormai entrati a far parte dell’Olimpo dei costumisti, alle hit anni ’80 (irresistibili, bisogna dire). Il film è questo. O piace la merce messa in mostra, oppure si soffre per due ore seguendo la noiosa peripezia del gigolò Gere, che pare ispirarsi ai migliori fotomodelli nel dar corpo al suo personaggio. Fiacco tanto nella prima parte quanto nella seconda; neppure...
voto al film: 
10 agosto 2009 Opinione di OGM su "American Gigolò"
Un film apparentemente vuoto, in cui anche il sottotesto sociologico stenta ad affiorare. Però la trama filiforme è circondata da un'aura incandescente, carica dell'intenso fascino recitativo del protagonista e di una sofisticata magia nera; è un incanto diabolico quello che tramuta Julian Kay, il padrone dei giochi segreti dell'alta società, in un comune topo in trappola; ed è un misterioso effluvio quello che fa sfumare la seduzione a pagamento in...
voto al film: 
8 agosto 2009 Opinione di rebis su "American Gigolò"
Incastrato dai suoi stessi privilegi in un caso di omicidio, Julian Key “prostituto d’alto bordo”, non troverà appoggio nella classe corrotta che se ne appaga, ma verrà redento dall’amore… È un buon film American Gigolo: che sia valso da trampolino di lancio al sex symbol Richard Gere è piuttosto accessorio. I personaggi sbalzano dalle maglie del rigore morale, e Schrader - calvinista - filma con fare sospetto griffe, arredi, piscine...
voto al film: 
1 febbraio 2009 Opinione di steveun su "American Gigolò"
Non un gran che' e nemmeno bello questo film, in cui nella prima parte viene descritto con cura il personaggio e il suo ambiente, e prosegue poi banalmente fino a un finale ridicolo: Gere non un gran che', meglio Elizondo e la colonna sonora di Blondie/Moroder.
voto al film: 
19 maggio 2008 Opinione di bradipo68 su "American Gigolò"
Dopo l'inferno metropolitano con le sue figure memorabili di Taxi Driver,dopo il mondo sordido della pornografia descritto nel precedente Hardcore,Schrader descrive il mondo della prostituzione maschile d'alto lignaggio con questo American Gigolo'che lancio'nel firmamento hollywoodiano il talento di Gere.Il tema è scottante,la mercificazione del proprio corpo per il solo vile denaro è un qualcosa di estremamente triste e squallido ma a vedere questo film,soprattutto all'inizio ,non...
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- negative [10]
- sufficienti [4]
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