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Opinione di ceo_85 su Prozac Nation





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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23/11/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Uno statunitense su dieci prende antidepressivi.
Partendo da questo presupposto, Erik Skjoldbjærg (regista di Insomnia), prende un vecchio libro autobiografico, scritto negli anni '80 da Elizabeth Wurtzel, che in prima persona ebbe a che fare con un'acuta depressione e con l'uso del Prozac, agli esordi della sua diffusione.
La storia di Lizzie, studentessa del corso di giornalismo ad Harvard, alle prese con la pressione dello studio, con i problemi familiari, con gli amici ed i ragazzi. Una ragazza fragile e instabile che raggiungerà obiettivi importanti (scriverà per Rolling Stone e riceverà diversi importanti riconoscimenti) ma che a causa della depressione rischierà di perdere tutto, fino alla decisione di far uso di Prozac, per risolvere il problema.
Il soggetto, seppur non originalissimo, riesce a rappresentare molto bene il disagio e le problematiche che intercorrono in una situazione, piuttosto comune, come quella vissuta dalla protagonista.
Il regista è impegnato a gestire un cast anche forse troppo ingombrante, ma certamente meritevole di attenzione: Christina Ricci (che figura anche tra i produttori), dà un'interpretazione di altissimo livello, donandosi come fino ad allora non si era mai donata, osando nudo e scene madri di intensità e difficoltà notevoli. Evidente è il suo impegno e trasporto nel voler gestire questo personaggio. Molto bravi anche i comprimari, con una sempre eccellente Jessica Lange, in un ruolo difficilissimo, e gli ottimi Biggs, Heche, Williams e Rhys-Meyers.
Particolarmente curata risulta poi l'ambientazione, con tutti modi, le mode, gli usi, la cultura che dilagava in quel periodo, importantissima per contestualizzare la storia e dotarla della giusta atmosfera.
Colonna sonora perfetta, cammeo di Lou Reed, nei panni di se stesso.
Un film indipendente, mai distribuito in Italia, che merita di esser recuperato.

Sulla trama

il soggetto non è originalissimo, ma il tema è ben trattato

Sulla regia di Erik Skjoldbjaerg

Buona prova, si conferma un regista da tener d'occhio

Sull'interpretazione di Christina Ricci

Tra le sue prove più difficili e convincenti

Sull'interpretazione di Anne Heche

Ottima prova, sempre incisiva

Sull'interpretazione di Michelle Williams

Interessante, anche se leggermente sottotono il suo personaggio. Avrebbe meritato più spazio

Sull'interpretazione di Jason Biggs

Simpatico come sempre, adatto al ruolo

Sull'interpretazione di Jonathan Rhys-Meyers

Perfetto

Sulla colonna sonora

grande selezione dei brani

Cosa cambierei

non saprei


SI

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