American Graffiti (1973)
Con Richard Dreyfuss, Ron Howard, Paul Le Mat, Charles Martin Smith
La trama
Siamo negli anni Sessanta. John Miller, Terry Fields, Steve Bilander e Curt Menderson sono quattro amici arrivati al confine tra l'adolescenza e la vera giovinezza. Il pensiero più importante per loro è di avere una ragazza di sera, ma naturalmente non c'è rosa senza spine. Tra spavalderia, entusiasmo di vivere, maturità millantata e ben più sincera maldestraggine, le loro aspettative e le loro insicurezze vengono collaudate da una serie di situazioni che trovano il loro coronamento nel più classico dei duelli automobilistici.
Tra nostalgie adolescenziali e un mestiere registico già scafatissimo, George Lucas inaugura un filone di fondamentale importanza nel cinema americano degli anni successivi. Mitica colonna sonora.
L'opinione più votata
Di maso scritta il 08/03/2012 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
come se l'oscurità che avvolge i dubbi esistenziali dei
quattro protagonisti si tramutasse attraverso l'esperienza
vissuta in quelle ore nella luce abbagliante del sole che
porta con se le risposte tanto cercate ma in realtà celate
negli angoli più oscuri delle loro personalità.
Quella notte che chiude le vacanze estive rappresenta il
confine che segna il passaggio dall'età dell'innocenza a
quella adulta, un momento significativo nella vita di ogni
essere vivente, l'istante in cui si comprende la propria
collocazione nel mondo e quello che il mondo può darci;
Lucas posiziona il tutto nell'anno domini dei suoi 18 anni,
lui classe '44 ci chiede attraverso la tagline del manifesto
"Dove eravate nel 1962?", se c'eravate ricorderete quegli
anni scanditi dalle canzoni dei Beach Boys, Buddy Holly,
The Platters e tutti i campioni del rock'n roll che solcavano
le emittenti radio in quell'anno in cui l'America viveva ancora
la sua innocenza pre Kennedy killing, pre Vietnam war, pre
flowers revolution, se non c'eravate vi tufferete in quella
atosfera di spensieratezza che vi eravate persi per motivi
anagrafici.
Lucas spezzetta gli aspetti del suo carattere riversandolo
con il giusto equilibrio nei protagonisti in cerca di avventure
nella imprecisata città della California che potrebbe essere
Modesto dove è nato e cresciuto: Terry è il classico sfigato
imbranato con le ragazze che preferisce raccontare balle
a ripetizione per ottenere qualche risultato piuttosto che
evidenziare la sua palese ed innocua goffaggine, John
è il fulmine del volante, ribelle e generoso, consapevole
però della futilità del suo status da bullo di provincia, Steve
è il bravo ragazzo fidanzato sui banchi di scuola con Laurie
che deve decidere se vivere la grande esperienza del college
e prendere il largo o adeguarsi alla vita di provincia restando
accanto alla sua eterna fidanzata, Curt è lo spirito libero del
gruppo, ha un indole solitaria, avventurosa, non ha ben chiaro
che cosa fare nel suo domani ma vuole vivere quella notte
magica senza freni.
Come graffiti sul muro i nostri eroi scolpiscono la pellicola
animando i luoghi classici dell’iconografia a stelle e strisce:
il drive-in, il ballo di fine anno, il rettilineo per la sfida a tutta
birra che rievoca “Gioventù bruciata” e anticipa “Grease”,
il tessuto urbano illuminato dai neon delle insegne, i semafori,
i fari accesi delle auto che scorrazzano a tutto gas, protagoniste
tanto quanto i loro piloti, l’antenna radio con il leggendario
Wolfman Jack che come un Dio osserva dall’alto e detta
i tempi degli avvenimenti che oscillano fra la commedia
irresistibile nella scena in cui Terry deve in qualche modo
procurarsi degli alcolici nel drugstore pur non avendo
l'età giusta per comprarli, il romanticismo dell'ultimo
ballo fra Steve e Laurie sulle note dell'etrena "Smoke gets
in your eyes" e tanta nostalgia per un'epoca in cui i giovani
americani erano distesi in un batuffolo di ovatta immacolata
compressa fra la seconda guerra mondiale e la sporca guerra. ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [10]
- positive [24]
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8 marzo 2012 Opinione di maso su "American Graffiti"
Tutto in quella calda notte d'estate, dal tramonto all'alba, come se l'oscurità che avvolge i dubbi esistenziali dei quattro protagonisti si tramutasse attraverso l'esperienza vissuta in quelle ore nella luce abbagliante del sole che porta con se le risposte tanto cercate ma in realtà celate negli angoli più oscuri delle loro personalità. Quella notte che chiude le vacanze estive rappresenta il confine che segna il passaggio dall'età dell'innocenza a quella adulta, un momento...
voto al film: 
16 dicembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "American Graffiti"
La notte brava di un gruppo di diplomandi negli anni 60 (tra corse in macchina, ricerca di Cenerentole pure per radio, bande giovanili, rapinatori che ti comprano...ehm rubano! Ah ah ah! da bere, etc.) è una metafora sulla fine dell'adolescenza...Film molto personale di Lucas che sfrutta al meglio i giovani attori (future promesse: Ron "Richie Cunningham" Howard, Harrison Ford -che si vede poco ma rimane impresso nei panni di uno sbruffone al volante con cappello da cowboy!-, Richard...
voto al film: 
19 settembre 2010 Opinione di Michaela su "American Graffiti"
Questi sono gli anni in cui sarei voluta nascere io! *_*
voto al film: 
21 maggio 2010 Opinione di kotrab su "American Graffiti"
La nostalgia per la giovinezza, il trapasso alla famigerata età adulta, le indecisioni sul futuro e sull'amore, la passione per le auto e il rock: un film senz'altro ben girato e ben interpretato, con momenti notturni suggestivi, però alla fine sospeso in una terra di mezzo che lascia un pò perplessi, e un pò magari frastornati dalla colonna sonora pressoché ininterrotta. 6
voto al film: 
16 maggio 2010 Opinione di tunney su "American Graffiti"
"Il rock'n'roll è andato in malora da quando è morto Buddy Holly!"
voto al film: 
28 dicembre 2009 Opinione di emmepi8 su "American Graffiti"
Seconda prova da regista di Lucas, che però dopo Star Wars si dedicherà solo a progetti produttivi; siamo ancora lontani dai momenti mitici che arriveranno dopo e qui è compagnia produttiva con Coppola, che dopo qualche anno abbandonò, facendone una in nome proprio. Qui siamo in un film piccolo, ma intelligente dove la musica non è solo o semplicemente una colonna sonora avvincente e da revival, ma un motivo giusto e sfumato di situazione. Un...
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25 luglio 2009 Opinione di Axeroth su "American Graffiti"
Calcolando che è non solo un successo, ma il primo di una lunga serie di film, calcolando la buona regia, gli attori bravi, e le musiche scelte perfettamente, creando fra sequenze un'unione stupenda, scorrevole e con battute e grottesco qua e là, si ha una comemdia adolescenziale stupenda! secondo me anche se è del '73 ancora oggi, è parecchio godibile, divertente, sobria e agrodolce. Il modo in cui George Lucas, che prima della intraprendente saga spaziale ormai...
voto al film: 
11 luglio 2009 Opinione di jonas su "American Graffiti"
Veglia notturna di quattro ex liceali in procinto di prendere le rispettive strade nella vita e di separarsi definitivamente. Film generazionale per eccellenza, al pari di Un mercoledì da leoni: tenero, allegramente malinconico, meno banale di quanto possa apparire. L’ambientazione nell’estate 1962 collega i destini personali dei ragazzi a quello del paese, alla vigilia di eventi epocali come l’assassinio di Kennedy e la guerra del Vietnam (ed è molto...
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23 giugno 2009 Opinione di Del Piero su "American Graffiti"
Discreto film anni 73'
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [10]
- positive [24]
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