Tutti gli uomini del re (2006)
Con Sean Penn, Jude Law, Kate Winslet, Patricia Clarkson, James Gandolfini, Mark Ruffalo, Anthony Hopkins
La trama
Dopo l'elezione a governatore, rinnega i suoi ideali e cede alla corruzione.
Willie Stark è un attivista che si batte per i diritti civili in Louisiana: grazie al suo carisma e al suo ardore, conquista la fiducia della gente e arriva alla carica di governatore dello Stato. Ma il potere lo trasforma in un corrotto, a proprio agio nel malcostume: il giornalista Jack Burden lo segue passo passo nella sua ascesa e diventa suo stretto collaboratore e confidente...
Il remake dell'omonima pellicola di Robert Rossen (1949) è un polpettone senza senso, superato dalla Storia e dall'attualità. Zaillian - già regista di _A Civil Action_ e affermato sceneggiatore (_Schindler's List_, _Gangs of New York_, _The Interpreter_) - fa un buco nell'acqua.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 52/2006
Delude e annoia il remake del film di Rossen. E Sean Penn si rivela decisamente ingombrante
L'opinione più votata
Di Davide Schiavoni scritta il 23/12/2011 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
Se non c'è dato di discernere il bene, se da qualsiasi evento o fatto negativo non possono che originare altrettante nefandezze, se una situazione di pena e infelicità affonda le sue radici in epoche -apparentemente- dorate, allora non v'è nulla degno d'essere reputato buono. Ne reca testimonianza ogni personaggio della storia(/Storia) che, pur muovendo da scelte iniziali lodevoli e condivisibili, finisce invischiato in un pantano d'ipocrisie, bassezze, tradimenti, depravazione e immoralità. Su tutto incombe l'infausta ciclicità della maledizione d'ascendenti o mentori, che viene trasmessa alle nuove leve (il giudice Irwin insegna a sparare al giovane Jack, il quale ricambierà in età adulta pugnalandolo alle spalle) accomunando gli uni e le altre nella medesima corruttela, così come simboleggiato dall'eloquente sequenza conclusiva (il sangue dell'ucciso e dell'uccisore, del "puro" e dell'"impuro" si confonde annientando qualsiasi sorta di distinguo).
Considerando alla stregua d'uno spartiacque la pellicola del '98, che rimane pur sempre il miglior paradigma di sintesi minimalista all'interno della produzione (da regista/sceneggiatore) del cineasta statunitense, spetterà al fruitore l'opzione più in linea con l'indole, le patologie e il bagaglio teoretico-esperienziale che si ritrova: se propendere per un'apertura verso l'ulteriorità, quella indicata dal piccolo Josh, o per il polo opposto ipernichilista esemplato dalle vicende della Louisiana.
- negative [9]
- sufficienti [7]
- positive [6]
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28 febbraio 2012 Opinione di ultrapaz su "Tutti gli uomini del re"
Deludente e pesantissimo...Dai nomi del cast e dalla trama sembrava dovessere essere un capolavoro, in realtà si rileva tutt'altro, un polpettone senza senso diretto in modo arrogante e superficiale. Ma la cosa peggiore è forse l'interpretazione di Sean Penn (e il suo doppiaggio!!!!), decisamente fuori luogo e che sfiora il ridicolo...strano ma vero..!
voto al film: 
23 dicembre 2011 Opinione di Davide Schiavoni su "Tutti gli uomini del re"
Ripercorrendo la filmografia di Steven Zaillian, si passa da una potenziale via d'uscita attraverso la rinuncia alla battaglia omicida ("In cerca di Bobby Fischer", 1993) alla presa di coscienza dell'erroneità/fallacità d'un intero modus vivendi ("A civil action", 1998), fino all'ultima tesi esposta in "Tutti gli uomini del re" (2006), in cui non solo si schianta lo status quo della condizione antropica ma non si fa cenno ad alcuna possibilità salvifica, poiché ogni cosa, compresa la...
voto al film: 
17 novembre 2008 Opinione di Estonia su "Tutti gli uomini del re"
Pare quasi inevitabile che la degenerazione della politica possa trasformare un individuo che ai primordi della carriera era pur dotato di buona volontà e di ottime intenzioni in un politicante megalomane e senza scrupoli, in uno pseudo-dittatore arrogante. William Stark, trascinatore di folle, dopo aver scoperto di essere stato strumentalizzato, ribalta le carte, si libera dei manipolatori e diventa governatore della Louisiana, trasformandosi però a sua volta in un...
voto al film: 
19 luglio 2008 Opinione di spicerLOVEJOY su "Tutti gli uomini del re"
Mediocre polpettone ispirato ad un celebre libro di Robert Warren,già trasposto sul grande schermo nel '49 da Robert Rossen,con un magnifico Broderick Crawford come protagonista (non a caso premiato con l'Oscar).Zaillian,qui anche regista, firma una pellicola a tratti noiosetta,specie nelle lunghe scene in cui è protagonista un Law che percorre tutto il film con una sola espressione una.Penn poi da il colpo di grazia con una recitazione davvero pessima,fatta di gesticolamenti e...
voto al film: 
12 giugno 2008 Opinione di bradipo68 su "Tutti gli uomini del re"
premetto che non ho amato moltissimo neanche il film di Rossen di cui questo è il rifacimento,la domanda che mi pongo è:che senso ha fare un remake come questo che non aggiunge nulla all'originale(anzi secondo me toglie moltissimo)anzi lo rilegge in maniera abbastanza pedissequa a quasi 60 anni di distanza?E che senso ha far fare la parte di Stark a Sean Penn(attore che amo moltissimo)quando hai nel cast un Gandolfini che funzionerebbe molto meglio nel ruolo del governatore rozzo,burbero e...
voto al film: 
18 febbraio 2008 Opinione di maxcalifornia su "Tutti gli uomini del re"
Pensavo che fosse molto bello, invece l'ho trovato un po' noiosetto con dei momenti eccezionali grazie alla maiuscola prova di Sean Penn. Così così.
voto al film: 
1 febbraio 2008 Opinione di toni70 su "Tutti gli uomini del re"
5 - Ho cambiato dopo 30 minuti, annoiato e assonnato. Ma quella camera proprio non avevano voglia di muoverla un po'? Certo, molto difficile giudicare un film visto per soli trenta minuti ma mi sono bastati per vedere una regia piattissima, una fotografia sullo stesso livello e un Sean Penn che sembra bravo anche quando recita male.
voto al film: 
5 gennaio 2008 Opinione di supadany su "Tutti gli uomini del re"
VOTO : 5,5 Rifacimento sfarzoso ed elegante, ma anche molto (troppo) freddo e distaccato che annoia e spreca dapprima un grande cast e poi le potenzialità intrinseche della vicenda.
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12 novembre 2007 Opinione di atwoodcece su "Tutti gli uomini del re"
Una storia che ti tiene in sospeso fino alla fine. Una pellicola che comunica tanto e lo fa senza secondi fini.
voto al film: 
13 agosto 2007 Opinione di FBZ su "Tutti gli uomini del re"
Tutti gli uomini del re descrive alla perfezione la nascita della devianza politica degli States. Azzeccatissima la perfomance da populista di Sean Penn, che avrebbe potuto scadere facilmente nel macchiettismo. Funzionale anche l'accento meridionale per dipingere un personaggio di uno Stato del sud senza particolari qualità. Anche il finale, cos'è se non la storia della fine dei visionari in America?
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