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Il cameraman e l'assassino (1992)

[C'est arrivé près de chez vous, Belgio 1992, Commedia, durata 95', b/n]   Regia di Rémy Belvaux
Con Jenny Drye, Benoît Poelvoorde, Malou Madou, Willy Vandenbroeck



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il cameraman e l'assassino: assente
Ritmo ritmo in Il cameraman e l'assassino: assente
Impegno impegno in Il cameraman e l'assassino: assente
Tensione tensione in Il cameraman e l'assassino: assente
Erotismo erotismo in Il cameraman e l'assassino: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Il cameraman e l'assassino (voti: 5 media: 3,80) 5

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 02/03/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

“Questo non è un film sulla violenza. È un film sull’arte di fare cinema. E il protagonista non è un assassino. È uno a cui piace parlare davanti alla telecamera.” Con questa efficace sintesi, Rémy Belvaux, in un’intervista, commentava, insieme ai suoi amici André Bonzel e Benoît Poelvoorde, l’opera che avevano appena finito di girare: una pellicola autofinanziata, a bassissimo costo, realizzata da tre studenti di cinema come una provocatoria sperimentazione sul campo di quanto avevano imparato in un corso sul documentario. È così, un po’ per scherzo, che il politicamente scorretto diventa una cinica storia in cui si uccide per divertimento, per distrazione, per abitudine,  per fare scena, per vincere la noia.  Un serial killer e la troupe cinematografica che lo segue in diretta diventano complici di una serie di omicidi crudeli ed assurdi, vissuti come bravate, che all’inizio fanno sensazione, ma poi col tempo creano assuefazione, diventando poco più che una fastidiosa routine. Alla fine, a tenere vivo lo spettacolo, ormai scontato e ripetitivo, sono soltanto i fiumi di parole che il protagonista riversa sulle immagini, raccontando di sé, delle proprie gesta, delle proprie emozioni, anticipando l’eloquenza trash dei reality e dei talk show. D’altronde, nella moderna società dei mass media, ciò che meno conta sono i fatti: l’occhio dello spettatore vuole sì vedere, ma non importa cosa, e ciò che accade è, di per sé, un dato anonimo, perché la verità è una questione di interpretazione, il bene il risultato di un abbellimento retorico, il male la conseguenza della denigrazione, la gioia il prodotto di una battuta che gira il tutto in burla. Questo film rappresenta magistralmente il clamoroso paradosso su cui si fondano le odierne politiche della comunicazione,  che prescrivono di mostrare tutto, e tutto camuffare, sovrapponendo all’orrido ghigno del mostro  il grottesco belletto di un clown che sorride.
 
Il film, premiato dalla critica al festival di Cannes, suscitò, però, molte polemiche per la sua crudezza; fu sottoposto ai tagli della censura e la sua distribuzione venne ostacolata. A metterlo in ombra contribuì anche la contemporanea uscita di altre due opere altrettanto “forti”, quali Le iene di Quentin Tarantino e Benny’s Video di Michael Haneke. Oggi nessuno parla più de  “Il cameraman e l’assassino”, che corrisponde perfettamente al cliché del film “maledetto”: è stato il primo e unico film di Rémy Belvaux, che abbandonò il cinema subito dopo averlo terminato, e morì suicida all’età di 39 anni.
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SI

Opinioni su Il cameraman e l'assassino


2 marzo 2011 Opinione di OGM su "Il cameraman e l'assassino"
OGM

“Questo non è un film sulla violenza. È un film sull’arte di fare cinema. E il protagonista non è un assassino. È uno a cui piace parlare davanti alla telecamera.” Con questa efficace sintesi, Rémy Belvaux, in un’intervista, commentava, insieme ai suoi amici André Bonzel e Benoît Poelvoorde, l’opera che avevano appena finito di girare: una pellicola autofinanziata, a bassissimo costo, realizzata da tre studenti di...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Il cameraman e l'assassino (1992)

nessun commento
[utile per 9 utenti]

7 agosto 2008 Opinione di Cinedelia su "Il cameraman e l'assassino"
Cinedelia

Qualche anno fa John Bogart, redattore del “New York Sun”, con una semplice frase riuscì ad esprimere lo spirito di un tempo, sottoscrivendo (involontariamente) quella che forse è la legge fondamentale del giornalismo (sensazionalistico): “Quando un cane morde un uomo non fa notizia, perché capita spesso. Ma se un uomo morde un cane, quella è una notizia.” “Man bites dog” è anche il titolo americano di questo singolare progetto (quello originale suona come "E' accaduto...

voto al film: Cinedelia assegna il voto buono a Il cameraman e l'assassino (1992)



19 novembre 2006 Opinione di vix su "Il cameraman e l'assassino"
vix

Un film ridicolo e irritante dove non si capisce bene il senso che i registi vogliono dare a questa serie di omicidi inutili compiuti da un antipaticcissimo attore.LAsciate perdere sta robaccia!

voto al film: vix assegna il voto mediocre a Il cameraman e l'assassino (1992)



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