Hollywood Party (1968)
Con Peter Sellers, Claudine Longet, Steve Franken, Jean Carson
04/11/2011
I bambini (?) li guardano.
PRESENTAZIONETutto cambia e si trasforma, nel tempo, i corpi, le idee (a volte), i paesi, i siti internet…e i bambini, nel frattempo, crescono. Si preparano ad abbandonare quel...
di Immorale
La trama
L'attore indiano Hrundi V. Baksh, assunto come comparsa in un film, si dimostra talmente maldestro da distruggere il set. Viene cacciato ma, per sbaglio, la sera stessa viene invitato a un party nella villa del produttore. Con le sue gaffe a raffica, che provocano disastri, che a loro volta provocano altre gaffe, semina scompiglio dappertutto.
È forse il punto più alto raggiunto dalla coppia Edwards/Sellers. A ogni gag se ne sovrappone un'altra in un crescendo di comicità, ad un ritmo rallentato e inesorabile. Sberleffo estremo verso il mondo di Hollywood e manifesto anarco-pop senza freni.
L'opinione più votata
Di Auguste scritta il 23/03/2011 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Senza finire nei film di serie-B(o serie-C!)potrei tranquillamente dire che "Hollywood Party" - di sicuro tra i miei film preferiti in assoluto - è quello che mi ha fatto ridere di più.
Bellissime le trovate comiche, grandissimo Sellers, il film è però caratterizzato anche da un'acuta satira sociale(nulla di originalissimo, comunque) in cui a venire presa di mira è la Hollywood perbenista e borghese che nasconde il proprio marciume dietro le abbondanti portate dei propri ricevimenti.
Il sorridente protagonista, ingenuo e pasticcione, rivela invece una grande sensibilità, prendendo a cuore il caso di una ragazza presente al party, che scopriremo essere sua "anima gemella" e le sue gaffe mineranno gradualmente l'impianto sociale sul quale si regge l'industria dello spettacolo(fino all' "apocalittico" finale).
A partire dalla prima scena il regista rivela l'estraneità del protagonista al contesto, estraneità che non sembra pesargli affatto, al punto che sembra esserne quasi ignaro.
Il processo di demolizione comincia infatti dall'involontaria deflagrazione dell'edificio che sarebbe dovuto essere usato per una scena del film che si stava girando(e nel quale il protagonista faceva una comparsa)e prosegue in una sorta di climax fino al completo smantellamento che precede le scene finali del film.
Il protagonista, finito per sbaglio ad una festa dell'alta società(il titolo originale del film sarebbe "The Party"), sin dal suo ingresso nella lussuosa villa del produttore si presenterà in maniera piuttosto singolare: si prenda per esempio l'esilarante scena della scarpa o le risate innapropriate del protagonista durante le conversazioni degli invitati.
Gli ospiti, che inizialmente cercano di ignorare l'impacciato intruso, si troveranno sempre più coinvolti nelle sue catastrofiche azioni, che porteranno quasi ad una sorta di "rivoluzione"(ricordiamoci che il film venne prodotto nel '68!)e di ribaltamento dei ruoli: nella dilagante "follia" cui il protagonista trascina gli invitati, saranno proprio le figure pure ad uscirne vittoriose.
E' facile individuare nel cameriere che si ubriaca a furia di drink uno stereotipo sociale, quello delle classi sottomesse che, seppur in maniera sdrammatizzata dalla comicità di fondo, riusciranno a sovvertire l'ordine sociale, di cui l'intruso è stato elemento scatenante: come anticipavo, il protagonista, seppur involontariamente, si farà da una parte rivelatore della meschinità che il mondo dello spettacolo cela, e dall'altra parte si farà portatore del sovvertimento sociale, profeta che soltanto i puri di cuore sono in grado di comprendere: la ragazza di cui si innamorerà, troppo integra per divenire parte del sistema(che le imporrebbe di "prostituirsi" per ottenere successo), oppure i ragazzi che comparironno verso la fine sono gli unici in grado di comprendere quasi empaticamente le sue azioni.
La componente casuale gioca un ruolo fondamentale nel film: è per caso che l'attoruncolo riceve l'invito nella villa del produttore; è per caso che egli divenga l'elemento scatenante dello smascheramento e del conseguente ribaltamento della finzione sociale... insomma, il protagonista non è un eroe, ma è semplicemente una persona pura ed ingenua, che cela in realtà una grande integrità morale dietro a questa facciata di inadeguatezza.
Insomma, il ribaltamento delle prospettive cui il film sembra giungere riguarda chiaramente anche i personaggi stessi, ed in particolar modo il protagonista stesso.
Al di là di tutto l'ho trovato semplicemente un film irresistibile, e questo grazie alla regia di Edwards e soprattuto merito delle memorabili interpretazioni degli attori, Peter Sellers su tutti(ma anche l'interprete del cameriere è a dir poco formidabile).
Da vedere assolutamente!
- negative [5]
- sufficienti [9]
- positive [42]
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13 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Hollywood Party"
Geniale pellicola di Blake Edwards. Si potrebbe definire questo “Hollywood Party” come la somma fra un ben riuscito film comico dell'epoca del muto e dialoghi surreali portati avanti da un devastante Peter Sellers. Mitico.
voto al film: 
23 marzo 2011 Opinione di Auguste su "Hollywood Party"
"Molto bello barzelletto!" Senza finire nei film di serie-B(o serie-C!)potrei tranquillamente dire che "Hollywood Party" - di sicuro tra i miei film preferiti in assoluto - è quello che mi ha fatto ridere di più. Bellissime le trovate comiche, grandissimo Sellers, il film è però caratterizzato anche da un'acuta satira sociale(nulla di originalissimo, comunque) in cui a venire presa di mira è la Hollywood perbenista e borghese che nasconde il proprio...
voto al film: 
16 gennaio 2011 Opinione di michel su "Hollywood Party"
LA RISATA AL POTERE Hollywood, 1968. Un attore indiano viene invitato per errore a una festa di vip. Circondato da tipi eccentrici e grossolani, aspiranti stelline, maggiordomi impettiti, camerieri ubriachi, danzatori russi e contestatori educati, l'uomo, a disagio, cerca di essere gentile con tutti ma provoca disastri a ripetizione. Tra gli ospiti c'è anche una cantante al debutto che preferirà rinunciare alla carriera piuttosto che cedere agli appetiti del suo...
voto al film: 
18 novembre 2010 Opinione di yume su "Hollywood Party"
Peter Sellers fa l’indiano, sì, nel senso di indostano, è Hrundi Bakshi, una comparsa (il regista voleva un vero indiano sul set, e cosi…) e suona la tromba durante un assalto a fuoco nel deserto. Colpito a morte, continua a suonare fino allo sfinimento. Il bello è che non doveva continuare a suonare, ma lui lo fa, immaginiamo come, e l’effetto comico comincia a crescere fin dalla prima sequenza. Poco dopo praticamente distrugge il set...
voto al film: 
30 ottobre 2010 Opinione di wang yu su "Hollywood Party"
Visto per caso, all'inizio sembrava un western poi è arrivato Peter con la trombetta che mi ha fatto scompisciare dalle risate,una comicità a tratti geniale ma le grottesche peripezie e le mimiche facciali diventano ridondanti ed eccessive. Bello lo stile ma i momenti di farsa prendono il sopravvento sull'equilibrio narrativo. Sicuramente un film da vedere.
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16 giugno 2010 Opinione di cheftony su "Hollywood Party"
"Un film eccezionale, con una "lentezza" calcolata per alcune gag che può sembrare datata a qualche spettatore troppo giovane e troppo debitore verso il ritmo sincopato della MTV". Questo dice il Mereghetti su Hollywood Party. Non ha tutti i torti. Hollywood Party è una commedia di ottimo gusto, che propone gag sia candide sia irriverenti e anche a sfondo politico, come quella dell'elefantino hippie, senza cadere nella minima volgarità; è una simpatica favoletta,...
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15 giugno 2010 Opinione di Squall85 su "Hollywood Party"
Dato le aspettative sono rimasto deluso. Ritmo troppo lento con molte gag che sinceramente non mi hanno quasi mai fatto ridere, alcune addirittura mi provocavano solo irritazione. Peter Sellers bravo ma non basta, la noia ha preso il sopravvento per tutto il film. Avrà anche molte altre sfacciettature oltre alla comicità, ma causa noia non ci si fà quasi nemmeno caso.
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4 giugno 2010 Opinione di luca826 su "Hollywood Party"
VOTO 8+ DISTRUTTIVO Questo film di Edwards nascondendosi sotto la forma di irresistibile meccanismo comico, lancia un'aspra critica al mondo hollywoodiano, dove Sellers (come sempre bravissimo) attraverso le sue avventure, non fa altro che analizzarlo e comicamente (e non solo...), distruggerlo. Carico di situazioni cinefile gustosissime è un'opera notevole capace di una critica sociale furiosa, orgogliosamente fiera di mostrare la propria perfezione stilistica: un saggio comico...
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4 marzo 2010 Opinione di iafo1 su "Hollywood Party"
Forse questa comicità potrebbe non essere compresa da tutti...ma chi l'apprezza ride a crepa pelle! Con tutta la volgarità dei film demenziali di oggi, questa è una chicca di eleganza e raffinatezza comica. Da non perdere!
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24 novembre 2009 Opinione di luisasalvi su "Hollywood Party"
Dato in genere come un capolavoro di umorismo, a noi proprio non ha fatto ridere. Il cumulo di scemenze mi pare meno spiritoso di quelle che inventavamo da ragazzi, senza neppure sognarci di immortalarle come capolavori, né di ripeterle a nostro uso, perché ogni volta si rinnovavano… Ma il discorso vale per molti comici. Sono pochi che preferiscono Terenzio a Plauto, e pochissimi che trovano che la Divina Commedia è una commedia.
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