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Mattatoio 5 (1972)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Mattatoio 5: assente
Ritmo ritmo in Mattatoio 5: presente
Impegno impegno in Mattatoio 5: forte
Tensione tensione in Mattatoio 5: minimo
Erotismo erotismo in Mattatoio 5: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Mattatoio 5

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Mattatoio 5 (voti: 14 media: 3,43) 14

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locandina di Mattatoio 5

La trama

Presente, passato e futuro di Billy Pilgrim, reduce della Seconda Guerra Mondiale. 

Sopravvalutata (vinse il Premio della Giuria a Cannes) trasposizione cinematografica (inevitabilmente superficiale) del classico sci-fi di Kurt Vonnegut. Memorabili, comunque, le musiche di Bach interpretate da Glenn Gould.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 01/08/2011 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto ottimo

È facile, in un film, utilizzando il realismo delle immagini, rappresentare lo scempio che la guerra opera nella carne, smembrando i corpi e sfigurando i volti. Ben più difficile è descrivere, cinematograficamente, il disordine che la guerra causa nel pensiero razionale, nella percezione del mondo, nel senso del tempo. Uno scompiglio che non produce necessariamente la follia, la perdita di senno,  bensì innesca un processo di assestamento dell’intelletto su una logica sovvertita, che includa l’esistenza dell’orrore e, magari, una sua accettabile motivazione. Il soldato americano Billy Pilgrim ha conosciuto l’atrocità come prigioniero in Germania e, soprattutto, in quanto testimone del devastante bombardamento di Dresda: lo spettacolo della crudeltà senza limiti ha estirpato in lui, insieme alle certezze radicate nella consuetudine, la naturale propensione ad abbandonarsi all’evidenza delle cose normali e tranquille. L’abitudine a distogliere lo sguardo per non dover credere ai propri occhi, o per cercare un perché oltre i confini del visibile, è diventato il suo nuovo modo di elaborare i dati dell’ambiente circostante: nella sua mente, ogni situazione rimanda automaticamente ad altro, ad un trauma subito che si trasforma in allucinazione, ad un desiderio represso che dà vita a un’utopia. Gli stimoli si fondono  e si concatenano secondo il principio della similitudine, che azzera le distanze spazio-temporali e crea una storia fatta di singoli istanti e sprazzi di idee: un collage che trae la propria coerenza dall’esperienza individuale, e risulta del tutto incomprensibile al di fuori di essa. Dentro l’animo di Billy, i ricordi e le emozioni realizzano quei collegamenti che gli osservatori esterni non possono cogliere: solo in lui si riuniscono i capi di un discorso che, per il resto del mondo,  è assolutamente slegato e confuso. Le sue fantasie sono i ponti, costruiti ad arte, tra la notte del passato e la luce del presente,  tra l’incubo impossibile che ha vissuto anni addietro e la futile leggerezza del tempo di pace da cui oggi si vede circondato.  Far combaciare due termini così inconciliabili richiede facoltà straordinarie: autentici superpoteri, tali da consentire di prevedere il futuro fino a farlo veramente esistere, in una dimensione a cui nessun altro ha accesso. Le visioni di Billy non sono il frutto di un libero vagare dell’immaginazione, ma sono il risultato di un’operazione di completamento sintattico, che risponde alla naturale esigenza di radunare i pezzi sparsi, per comporli in un quadro plausibile ed organico. La combinazione risultante è un sistema di concetti dalla struttura stringente ed essenziale: tale è l’origine dello strano universo onirico di questo film, che è insolitamente scarno, pur non essendo basato su un linguaggio simbolico. Il minimalismo di Mattatoio 5 segue il preciso e paziente cammino del metodo analitico, che associa e ricostruisce con criteri illuminati e rigorosi. Nel romanzo di Kurt Vonnegut, come nel film di George Roy Hill, la narrazione presenta la nitidezza e la complessità della scienze esatte, adottando il loro schematismo creativo, che spiega  e si esprime facendo leva sulla nostra innata capacità di astrarre ed intuire.  In questo modo, trascrive la traccia del dolore su una sorta di rete neurale, in cui ogni ramificazione è il percorso ideale di una speranza infinita, di una gioia sfumata, di una salvezza da inventare.   
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SI

Opinioni su Mattatoio 5


20 gennaio 2012 Opinione di alan smithee su "Mattatoio 5"
alan smithee

George Roy Hill e' stato un grande regista, purtroppo conosciuto e ammirato quasi solo per i pur notevoli Butch Cassidy e La stangata, ma in realta' grande adattatore di romanzi famosi e complessi come "Il mondo secondo Garp" e questo "Mattatoio" di Kurt Vonnegut che, attraverso vari punti di vista (storico, attuale e futuristico), costituisce una aperta denuncia contro tutti i tentativi di violenza che possono minacciare (e minacciano) le nostre esistenze. Vediamo dunque il giovane...

voto al film: alan smithee assegna il voto buono a Mattatoio 5 (1972)

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2 gennaio 2012 Opinione di wang yu su "Mattatoio 5"
wang yu

Un informe poltiglia che non appassiona.

voto al film: wang yu assegna il voto pessimo a Mattatoio 5 (1972)



9 novembre 2011 Opinione di chribio1 su "Mattatoio 5"
chribio1

Diciamo che,"sotto suggerimento" mi sono accinto a vedere questo strano embrione di film semi fantascientifico-bellico e anche abbastanza sperimentale,anzi,molto sperimentale per certi versi. Forse e' proprio questa eccessiva sperimentazione di mondi paralleli-onirici ,visionari,(dreamers) e ancora chi piu' ne ha piu' ne metta,rende la visione alquanto stranita e abbastanza incapace di far capire il senso della storia,gia' in se' insipida e poco attraente (nonostante riferimenti personali...

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Mattatoio 5 (1972)

1 commento
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31 agosto 2011 Opinione di maso su "Mattatoio 5"
maso

Ma Billy Pilgrim può davvero viaggiare nel tempo o siamo noi che viaggiamo nel suo tempo?                 Sembra un novello piccolo grande uomo giunto a metà cammino mentre si appresta a rivelarci questa sua prodigiosa capacità: come il vecchio Crab nel film di Penn, l’attempato  Billy ha conosciuto la guerra e la violenza nella sua esistenza di signor nessuno,  la sua fervida fantasia ci conduce dentro i ricordi del passato ma se l’ultracentenario reduce del Little...

voto al film: maso assegna il voto ottimo a Mattatoio 5 (1972)

2 commenti
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1 agosto 2011 Opinione di OGM su "Mattatoio 5"
OGM

È facile, in un film, utilizzando il realismo delle immagini, rappresentare lo scempio che la guerra opera nella carne, smembrando i corpi e sfigurando i volti. Ben più difficile è descrivere, cinematograficamente, il disordine che la guerra causa nel pensiero razionale, nella percezione del mondo, nel senso del tempo. Uno scompiglio che non produce necessariamente la follia, la perdita di senno,  bensì innesca un processo di assestamento...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Mattatoio 5 (1972)

2 commenti
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24 novembre 2010 Opinione di mm40 su "Mattatoio 5"
mm40

Va comunque applaudito il tentativo - opera di Stephen Geller - di dare una compattezza ed un'omogeneità 'cinematografica' alla sceneggiatura tratta dal romanzo di Kurt Vonnegut; 'comunque' perchè si tratta di un'impresa realmente disperata, quella di traslare in immagini le parole dello scrittore americano. La professionalità di George Roy Hill e quella del protagonista Michael Sacks, chiamati entrambi a continui e forsennati cambi di registro, non possono fare molto di...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Mattatoio 5 (1972)

5 commenti


8 dicembre 2009 Opinione di fornarolo su "Mattatoio 5"
fornarolo

Dal bellissimo e atroce romanzo di Vonnegut Roy Hill ha tratto un film forte e coinvolgente.

voto al film: fornarolo assegna il voto sufficiente a Mattatoio 5 (1972)


2 agosto 2008 Opinione di marlucche su "Mattatoio 5"
marlucche

Sapete... non è difficile andare al cinema, recensire film parlandone bene o male e poi schiaffarli sul blog o sul sito di Film Tv (dove tra l'altro potrete trovare anche le mie pregevoli play-list)... oggi quindi mi cimento in qualcosa di più articolato e vi parlerò di Mattatoio 5, un film che ha cambiato la mia vita quando ero ancora piccola piccola. Mattatoio 5 (1972) l'ho visto che avevo una decina d'anni sulla RAI, quando ancora mandava in onda cinema e non "monnezza" come i film...

voto al film: marlucche assegna il voto ottimo a Mattatoio 5 (1972)

7 commenti
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7 ottobre 2007 Opinione di movieman su "Mattatoio 5"
movieman

Adattamento difficoltoso. Qui ci voleva Kubrick.

voto al film: movieman assegna il voto sufficiente a Mattatoio 5 (1972)


24 ottobre 2006 Opinione di stalker63 su "Mattatoio 5"
stalker63

Signori miei, siamo di fronte ad un autentico capolavoro. Il bombardamento di Dresda del 1945, al quale lo scrittore americano Kurt Vonnegut ebbe la sventura di assistere, essendo prigioniero dei tedeschi (per l'appunto in un campo denominato "Mattatoio n.5"), provocò la morte di 140000 persone, più di quelle di Hiroshima, quasi tutte civili, essendo Dresda una città non militarizzata e fino ad allora risparmiata dai bombardamenti. Vonnegut, tornato negli USA alla fine del conflitto,...

voto al film: stalker63 assegna il voto buono a Mattatoio 5 (1972)




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