Opinione di solerosso82 su L'implacabile
Con Arnold Schwarzenegger, Maria Conchita Alonso, Yaphet Kotto
- negative [5]
- sufficienti [9]
- positive [13]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Adrenalinico action fantapolitico, che si inserisce nel filone postatomico degli anni '80. In un futuro (oramai) non troppo lontano, gli Stati Uniti sono guidati da una dittatura feroce e repressiva, tanto impotente nei confronti della delinquenza urbana, quanto inattacabile da parte di un popolo inerme, manipolato dai falsi media e assuefatto alla violenza degli "snuff-show" televisivi, come "The Running Man". Gli oppositori politici, accusati di falsi crimini, devono combattere a costo della propria vita contro "gli sterminatori" scelti dal pubblico. Il futuro dipinto lascia ben poche speranze all'umanità, ma in alcuni aspetti non si discosta tanto dalla nostra realtà di oggi. Abbiamo ancora nella memoria i video delle esecuzioni di Saddam, manifesto elettorale dell'era Bush: non è lo stesso motto del conduttore Laughlin, "loro vogliono violenza e vendetta, noi gliela offriamo"? Interessante ancora il gioco inverso che si crea tra gli spettatori virtuali (nel film) e quelli reali, che prende così le distanze dalla violenza rappresentata: i primi, desiderosi di sangue, tifano per i predatori, noi, per le prede, applaudendo l'eroe quando decide di non giustiziare un nemico inerme. Il regista adotta un taglio "fumettistico", attingendo molto dai comics supereroistici, sia nella rappresentazione dei grotteschi villain (i vari Capitan Freedom, Fireball, Dynamo, SubZero) che nell'umorismo dei dialoghi. Il protagonista (inizialmente si pensò a Christopher Reeve) trova il volto squadratro e i muscoli statuari di Schwarzy, a suo perfetto agio nell'insolita veste di Spartaco postmoderno schierato contro l'intero sistema.
Sulla regia di Paul Michael Glaser
Tiene incollato lo spettatore, mostrando buone qualità nel genere.
Sull'interpretazione di Yaphet Kotto
Faccia giusta per il presentatore del Running Man.
Sull'interpretazione di Maria Conchita Alonso
Se la cava, anche se il personaggio meritava maggior spessore.
Sull'interpretazione di Arnold Schwarzenegger
Lo slogan del film recitava "2019. Gli uomini migliori non corrono per diventare presidenti. Corrono per salvare le loro vite".. ma nella vita reale possono sempre diventarlo senza correre troppo..
Commenti
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