Opinione di Alitu By Alitu su Cars - Motori ruggenti
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Sul film
Pixar e Dreamworks: insetti, giocattoli e mostri contro orchi, pesci e animali da zoo. Chi tra le due case d’animazione riuscirà a portare sullo schermo l’ultimo esemplare sapiens o no, animato o inanimato, rimasto ancora nascosto agli sguardi di noi famelici spettatori? A un anno di distanza da “Madagascar” la Pixar ci introduce nel roboante mondo dei motori ruggenti. Arriva ora sul grande schermo una nuova commedia d’animazione ambientata nel mondo delle quattro ruote. “Elegante come una berlina, scattante come un go-kart”. Così entra in scena il nostro protagonista: Saetta (non a caso!) McQueen. Il giovane bolide è il nuovo astro emergente nel mondo delle gare automobilistiche. Novellino, ambizioso e un po’ troppo sicuro di se, Saetta si appresta a partecipare (e vincere) l’importante Piston Cup. Forte di un talento fuori dal comune ma anche di un’arroganza e di una presunzione che gli si ritorceranno ben presto contro…come spesso accade nella vita, ci penserà un imprevisto, in questo caso una involontaria deviazione nella dimenticata cittadina di Radiator Springs, a far compiere il vero salto di qualità, il sano processo di maturazione per l'ambiziosa stella emergente... su quattro ruote! E qui subentra la morale della favola che contribuisce a rendere la pellicola non solo un banale intrattenimento ma anche una bella lezione sui sentimenti e sui valori come l'amore, l'amicizia e la solidarietà. Nella vita è anche importante gareggiare, essere i primi, essere vincenti e conquistare onori e fama. Ma vincere non deve essere l'unico scopo. E forse è ancora più importante il come si arriva a questi traguardi. Fondamentale, tante volte, è il partecipare e non necessariamente il vincere. Perché è proprio nel partecipare che il processo di crescita e di maturazione giunge al suo pieno e naturale compimento. Forse la durata è eccessiva ma il notevole ritmo, la continua azione, le situazioni spesso esilaranti, i colori smaglianti, il buonismo non retorico, i personaggi accattivanti come non mai (come non innamorarsi della Cinquecento gialla col mito della Ferrari e del fido Guido con il pallino del Pit-Stop?), rendono godibilissima questa produzione che i “grandi” forse apprezzeranno più dei “piccoli”. Alla fine non ci saranno più cattivi da odiare ma da compatire amorevolmente, non più buoni da santificare, ma nei quali riconoscersi nei pregi e nei difetti. Il pubblico plaude il perdente generoso ed altruista, e tutti vivranno felici e contenti. Ma a rischio diabete…
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