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La stella che non c'è (2006)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La stella che non c'è: minimo
Ritmo ritmo in La stella che non c'è: forte
Impegno impegno in La stella che non c'è: forte
Tensione tensione in La stella che non c'è: presente
Erotismo erotismo in La stella che non c'è: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La stella che non c'è

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La stella che non c'è (voti: 71 media: 3,30) 71

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La trama

Vincenzo Buonavolontà, responsabile della manutenzione dello stabilimento siderurgico di Bagnoli, viene incaricato della vendita dell'altoforno a un'azienda cinese. Quando si rende conto di aver ceduto una macchina difettosa, Vincenzo parte per Shanghai dove, accompagnato dalla giovane interprete Liu Hua, cerca di localizzare l'impianto per riparare la macchina. 

Amelio ancora una volta non ci dà consolazioni o certezze, non preferisce un mondo a un altro, non mitizza. Semplicemente, scava all'interno di quello che vede, spazia con uno stile in perfetto equilibrio tra il cinema classico e il Rossellini dei viaggi nell'anima, sceglie, per una volta, di fare proprio lo sguardo onesto e disorientato di Vincenzo, protagonista adulto che ha avuto il coraggio di non farsi dismettere.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 37/2006

Un nuovo, intenso viaggio di Gianni Amelio nell’anima del nostro presente. Con la storia
di un uomo come tanti che ha avuto il coraggio di non farsi “dismettere”

Una fila di operai incazzati sotto la pioggia. Un pullman di tecnici e dirigenti cinesi in arrivo. Su uno striscione, gli ideogrammi compongono la parola “Avvoltoi”. All’interno della fabbrica l’altoforno ha la bellezza imponente e immota di un dinosauro dell’era industriale. È notte, i cinesi sciamano, chiedono spiegazioni, scattano fotografie, fumano noncuranti dove non dovrebbero. In mezzo a loro, un uomo li osserva, in silenzio e quasi perplesso; poi finalmente si decide ad avvicinarli per chiedere, semplicemente, che facciano bene il loro lavoro: «Con l’acciaio non bisogna avere fretta», dice il manutentore Vincenzo Buonavolontà, e invita gli acquirenti dell’altoforno a non usare la fiamma ossidrica, per non causare danni irreparabili. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di ed wood scritta il 24/02/2011 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto mediocre

Di film che girano a vuoto, senza nè capo nè coda, ce ne sono tanti. La maggior parte sono inguardabili, qualche altro si salva grazie alle invenzioni della regia. Ma Amelio non è certo un visionario, nè un poeta. E allora, niente miracolo in Cina. La sceneggiatura di questo film non va a parare da nessuna parte. L'approfondimento psicologico/esistenziale dei personaggi è quasi inesistente (specialmente per quanto riguarda Vincenzo); lo spaccato sociologico non lascia il segno (a questo punto, tanto vale rivalutare Still Life per capire qualcosa della Cina contemporanea). La vicenda è improbabile, non c'è dubbio. Tuttavia questo non significa niente, se dietro la mdp hai un regista capace di generare nello spettatore quella "sospensione dell'incredulità" che è alla base dell'affabulazione cinematografica (e prima ancora letteraria). Non è il caso di Amelio, ovviamente: autore realista, "civile", sobrio, con un passo da documentarista e una scarsa tensione metaforica (al di là degli intenti). Improprio tirare in ballo Rossellini, in quanto Amelio ha sempre cercato (e talvolta ottenuto) una sorta di pathos, per quanto implicito e sommesso. L'incontro e la reciproca incomprensione fra due culture così distanti è il tema "forte" del film: peccatto che sia annacquato in mille rivoli e in altrettante derive. Gli attori fanno il possibile e Castellitto strappa una sufficienza tirata grazie ad un paio di pezzi di bravura nell'ultima parte: ad esempio, un intenso piano-sequenza in lacrime. Lacrime sprecate, ahimè...
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Opinioni su La stella che non c'è


15 aprile 2011 Opinione di mm40 su "La stella che non c'è"
mm40

Gianni Amelio ha - innanzitutto - una qualità che spetta solamente ai grandi registi: quella di riuscire a fare sempre lo stesso film, ma in maniera ogni volta diversa. L'intera carriera del regista calabrese si può infatti facilmente ricondurre a due costanti essenziali: il viaggio e l'infanzia. Il ladro di bambini come Lamerica, Le chiavi di casa come il primissimo La fine del gioco: in ogni suo lavoro Amelio inserisce le basilari componenti del tragitto fisico ed...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La stella che non c'è (2006)


21 marzo 2011 Opinione di sandro49 su "La stella che non c'è"
sandro49

“La stella che non c’è” di Gianni Amelio   “La stella che non c’è”, ultima fatica di Gianni Amelio, appartiene, a buon diritto, al genere dei “film di viaggio”. I film di questo genere rispettano, sostanzialmente, uno schema ben definito. Dopo una premessa che illustra, o almeno accenna, il motivo che spinge a partire (un impegno, un richiamo, un’angoscia, un desiderio, una speranza), vengono sviluppati due...

voto al film: sandro49 assegna il voto mediocre a La stella che non c'è (2006)

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27 febbraio 2011 Opinione di LAMPUR su "La stella che non c'è"
LAMPUR

Ammiccante, descrittivo, didascalico. Di quasi tutto è stato accusato questo film che vorrebbe, forse, esaltare i luoghi comuni associati ad una realtà “non comune” come la Cina (ma solo in teoria, siamo ancora in pochi a non avere avuto contatti con un nostrano “quartiere cinese”), e che sfiora appena la nostra sensibilità, oltretutto con motivazioni molto campate per l'aria: un Castellitto funambolo dell'ambiguo, manutentore di un altoforno...

voto al film: LAMPUR assegna il voto mediocre a La stella che non c'è (2006)


24 febbraio 2011 Opinione di ed wood su "La stella che non c'è"
ed wood

Di film che girano a vuoto, senza nè capo nè coda, ce ne sono tanti. La maggior parte sono inguardabili, qualche altro si salva grazie alle invenzioni della regia. Ma Amelio non è certo un visionario, nè un poeta. E allora, niente miracolo in Cina. La sceneggiatura di questo film non va a parare da nessuna parte. L'approfondimento psicologico/esistenziale dei personaggi è quasi inesistente (specialmente per quanto riguarda Vincenzo); lo spaccato...

voto al film: ed wood assegna il voto mediocre a La stella che non c'è (2006)

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24 febbraio 2011 Opinione di lorenzodg su "La stella che non c'è"
lorenzodg

Amelio raggiunge un livello rarefatto e dolente di un mondo lontano da arrivare in questo film poco incline (come il suo cinema) al 'colore' e al 'facile'. Un'interiorità di messinscena dove le immagini sono specchio e parafrasi di animi lacerati e laceranti. Rivisto dopo la sua uscita (all'inizio mi sembrò poco 'incisivo' nelle scene d'orie

voto al film: lorenzodg assegna il voto buono a La stella che non c'è (2006)

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24 febbraio 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "La stella che non c'è"
giorgiobarbarotta

Ritratto attento, quasi documentaristico, della Cina attuale, immensa macchina socioeconomica. La attraversa un Castellito (tra le nostre eccellenze attoriali) spaesato eppur determinato nella sua personale responsabile impresa. Lo accompagna una traduttrice con cui si instaura un complesso rapporto umano, ponte tra i due mondi, lontanissimi. Amelio, indubbiamente uno dei migliori autori di cinema italiano, si prende i suoi tempi e imbastisce un roadmovie coinvolgente pur lavorando di...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto buono a La stella che non c'è (2006)

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27 marzo 2010 Opinione di kikisan su "La stella che non c'è"
kikisan

Se togliamo le scene recitate sarebbe un buonissimo diario di viaggio,però la storia proprio no,non va,già a partire dal nome dato al protagonista. Infine se vogliamo proprio addentrarci nella storia,possibile che nessuno abbia pensato a decifrare cosa dice l'interprete cinese a Castellitto alla fine del film? Forse nei voli pindarici delle nostre recensioni riteniamo che sia un dettaglio trascurabile. Meno male che quell'anno il Leone d'oro l'ha preso Still Life di Jia...

voto al film: kikisan assegna il voto sufficiente a La stella che non c'è (2006)


27 gennaio 2010 Opinione di slim spaccabecco su "La stella che non c'è"
slim spaccabecco

La Cina è vicina! Infatti anche loro hanno i loro problemi, malgrado ostentino la crescita smisurata della loro economia. Il paese è pieno di enormi contraddizioni, e questo non aiuta il protagonista, che cerca di trovare una pace interiore, ma finisce per rendersi conto che tutto il mondo è paese, e che i problemi non sono solo i suoi.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto sufficiente a La stella che non c'è (2006)



30 novembre 2009 Opinione di anonimo (27615) su "La stella che non c'è"
anonimo (27615)

Vorrei che qualcuno mi spiegasse la faccenda dei “pretesti”. Lo chiedo, perché mi rendo conto che questo film si aggrappa ad un “pretesto”, in mancanza del quale la storia che racconta non potrebbe avere origine. Vorrei però capire come vanno usati, e prima ancora, come vanno creati, questi pretesti, al di là (o al di qua, non so) delle licenze artistiche. Perché, lo dico francamente, il pretesto che usa Amelio in questo film è...

voto al film: anonimo (27615) assegna il voto pessimo a La stella che non c'è (2006)

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26 ottobre 2009 Opinione di hallorann su "La stella che non c'è"
hallorann

Il regista calabrese Gianni Amelio si è formato cinematograficamente negli anni settanta con alcuni film intellettualistici prodotti dalla Rai (LA MORTE AL LAVORO, IL PICCOLO ARCHIMEDE) e destinati al piccolo schermo. Nel 1983 gira per il grande schermo il terroristico COLPIRE AL CUORE e si impone come giovane promessa del cinema italiano, sempre sotto l’egida della Rai coproduttrice dirige nel 1988 I RAGAZZI DI VIA PANISPERNA, intensa ricostruzione del gruppo di fisici nucleari...

voto al film: hallorann assegna il voto mediocre a La stella che non c'è (2006)

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