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Bobby (2006)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Bobby: minimo
Ritmo ritmo in Bobby: forte
Impegno impegno in Bobby: molto forte
Tensione tensione in Bobby: forte
Erotismo erotismo in Bobby: assente

Il voto di FilmTV

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Bobby (voti: 121 media: 3,61) 121

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La trama

Voci e turbamenti di un'America che piange i suoi eroi.

5 giugno 1968, Los Angeles. L'ultima notte di Robert Kennedy all'Ambassador Hotel. Tra i saloni e i corridoi si intrecciano le vite di 22 persone: ospiti, camerieri, inservienti, uomini e donne ordinari, e tuttavia testimoni di un momento storico di grande drammaticità. 

Estevez decide di raccontare Bobby usando una prospettiva laterale: non un biopic, ma una ricognizione tra punti di vista. Non tutto funziona: il modello corale altmaniano qualche volta fa acqua e non tutti i personaggi sono trattati con sufficiente lucidità. Ma la passione civile e politica del regista è contagiosa, e l'emozione viene profusa con ostentata generosità. E rapisce.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Federico Pedroni - FilmTV n. 4/2007

Voci, tensioni, turbamenti di un'America che oggi come allora piange i suoi eroi. La storia dell'altro Kennedy

Emilio Estevez è un quarantacinquenne che conserva quello sguardo malinconico da ragazzo presente in molti teen movie degli anni '80, dal bellissimo I ragazzi della 56a strada di Coppola a The Breakfast Club. Figlio dell'attore Martin Sheen, ha vissuto sin da bambino il clima impegnato dell'America liberal degli anni '60. Ed è stato quindi per lui naturale tornare alla notte in cui tutto finì. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 2009-02-15 09:54:17 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

AGGIORNAMENTO OPINIONE. Ha scelto con coraggio l’impervia strada dell’affresco corale Emilio Estevez per il suo Bobby, e possiamo ben dire che la scommessa, decisamente “ostica” sulla carta, è stata invece ampiamente vinta perché i risultati sono - più che apprezzabili - decisamente positivi. Dobbiamo comunque ammettere (ma sarebbe davvero una disquisizione tutto sommato inutile e persino superflua, perché quel che conta è l’impatto complessivo dell’impresa, e questo c’è ed è fortemente coinvolgente) che non tutto procede alla “stessa velocità” e livello (soprattutto nella prima parte) e che qualche passaggio risulta un po’ forzato, così come non tutti i personaggi della vasta galleria (ben 22) risultano messi a fuoco con la stessa ”lucidità” e nitore, tanto che alcune delle storie più marginali (o superflue) finiscono persino per “smarrirsi” durante il tragitto. Non facciamone allora una questione di “lana caprina” riconoscendo al regista, in pratica qui alla sua prima vera prova impegnata e seriamente significativa (se valutiamo oggettivamente ciò che aveva prodotto in precedenza spesso risibile e “incolore”), tutta l’ardimentosa dedizione dimostrata nel decidere di “raccontare” la tragicità dell’evento che sta al centro del progetto, semplicemente rappresentando il “contorno”, il contesto e le persone che animano lo scenario, secondo un tracciato “altmaniano” che richiede una perizia e una “spudoratezza” anche tecnica notevolissima, oltre che una chiarezza di sguardo che permetta un adeguato dominio della materia, affinché non ci siano eccessive sbavature e dispersioni, così che alla fine davvero i principali pezzi del mosaico si coagulino fra loro trovando i giusti incastri per riprodurre il “disegno originale” senza disperderne le valenze politiche e sociali. Ed è proprio con questo obiettivo che Estevez anziché concentrarsi sulla storicizzazione della “figura” centrale di Robert Kennedy, preferisce soffermarsi a riflettere (costringendoci a fare altrettanto) su ciò che ha effettivamente rappresentato la sua persona (al di là di ciò che effettivamente era), estrapolando in primo piano le speranze e le illusioni che aveva saputo alimentare il suo “progetto politico”, purtroppo prematuramente (e definitivamente) soffocate da quei colpi di pistola sparati a bruciapelo negli spazi demodé dell’Hotel Ambassodor di Los Angeles il 4 giugno del 1968. Un epilogo drammaticamente cruento che purtroppo non ha consentito possibili riscontri oggettivi su ciò che sarebbe davvero rimasto “dell’idea”, nel passaggio dall’esposizione teorica alla pratica. E la fine del “sogno” è brusca e repentina, rappresenta uno scossone traumatico anche per lo spettatore per il suo carico di violenza e di sangue che si porta addosso, in quel finale parossistico e accorto, costruito con sapiente maestria, ritmandolo sulle parole di uno dei discorsi più importanti e famosi di colui che sarebbe potuto diventare il nuovo “Presidente della speranza”. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Bobby


2012-02-05 01:12:55 Opinione di movieman su "Bobby"
movieman

La classica occasione mancata. In questo caso quella di raccontare la vita di Rober Kennedy. Regia e sceneggiatura hanno però altre priorità. Contenti loro...

voto al film: movieman assegna il voto sufficiente a Bobby (2006)


2011-03-01 21:36:11 Opinione di luca826 su "Bobby"
luca826

VOTO 7,5 AVVOLGENTE (Tv 28 Febbraio 2011) Bel film corale, scritto e diretto da un sorprendente Emilio Estevez. Il punto di riferimento è l'Altman di Nashville e il paragone regge abbastanza, denotando una cura adeguata nei raccordi narrativi, vero punto cruciale del genere. Democratico e retorico il giusto, Bobby è un'opera importante, avvolgente nella sua struttura a spirali confluenti nell'indimenticabile finale-resa dei conti, dove è veramente difficile non farsi...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Bobby (2006)

nessun commento
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2011-03-01 16:42:34 Opinione di tafo su "Bobby"
tafo

Il cinema è questione di punti di vista. Questo film non parla di Bob Kennedy ma ne descrive gli elettori, i potenziali elettori purtroppo, quelli che si trovavano nel luogo dell'ultimo tragico comizio. I discorsi di RFK aprono e chiudono il film ma dentro c'è una umanità varia che si ritrova nelle parole del senatore. Troppa violenza c'era stata prima ( JFK , MLK )  e troppa politica cattiva ci sarà dopo ( Nixon, Watergate ) tanto che la disperazione finale...

voto al film: tafo assegna il voto sufficiente a Bobby (2006)

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2011-02-28 23:39:12 Opinione di Paul Hackett su "Bobby"
Paul Hackett

Classica pellicola corale di chiara derivazione "altmaniana" con l'ambizioso scopo di descrivere, attraverso un racconto a più voci, i mille volti di un paese complesso ed un giorno drammatico ed emblematico della storia americana, quello dell'assassinio di Robert Kennedy. "Bobby" è un'opera interessante ma, a mio parere, abbastanza sopravvalutata: Emilio Estevez mette tanta (troppa) carne al fuoco ma per lunghi tratti il suo racconto è confuso, sfocato e francamente...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto sufficiente a Bobby (2006)

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2009-10-18 14:53:13 Opinione di hallorann su "Bobby"
hallorann

Il 4 giugno 1968 all’Hotel Ambassador di Los Angeles viene assassinato Robert Bob Kennedy, candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Sotto i colpi di pistola del fanatico Shiran B.Shiran cade non un uomo qualsiasi ma l’ultimo rappresentante del sogno liberal americano di cambiare un paese, di farlo uscire anticipatamente dalla spirale del Vietnam e di chiudere la triste pagina della discriminazione nei confronti dei neri, di attuare in sostanza l’idealismo...

voto al film: hallorann assegna il voto mediocre a Bobby (2006)


2009-07-26 21:46:17 Opinione di Mulligan71 su "Bobby"
Mulligan71

Altmaniano, ma senza averne ancora i gradi. Percorso comunque convincente per Estevez, che cerca di raccontare una certa America attraverso le vicende personali di chi in quei giorni era pieno di belle speranze. Ci riesce, anche se non compiutamente. Rimane comunque un emozionante omaggio ad un altro dei Kennedy sfortunati. God Bless Obama!!

voto al film: Mulligan71 assegna il voto buono a Bobby (2006)



2009-07-17 12:51:47 Opinione di will kane su "Bobby"
will kane

 Lo spirito di un tempo è cosa difficilissima da rendere, per quanto buone possano essere le intenzioni di un regista che vuole ambientare un lungometraggio nel passato.Il quadro che raffigura il 5 giugno 1968,vigilia dell'omicidio di Robert Kennedy, riporta una varia umanità che in larga parte ha investito le proprie speranze e aspettative di un'America migliore nella probabile vittoria elettorale del candidato democratico:dagli immigrati latini, ai neri, alle donne che...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Bobby (2006)

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2009-02-15 09:54:17 Opinione di spopola su "Bobby"
spopola

AGGIORNAMENTO OPINIONE. Ha scelto con coraggio l’impervia strada dell’affresco corale Emilio Estevez per il suo Bobby, e possiamo ben dire che la scommessa, decisamente “ostica” sulla carta, è stata invece ampiamente vinta perché i risultati sono - più che apprezzabili - decisamente positivi. Dobbiamo comunque ammettere (ma sarebbe davvero una disquisizione tutto sommato inutile e persino superflua, perché quel che conta è l’impatto complessivo dell’impresa, e questo c’è...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Bobby (2006)

2 commenti
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2009-02-03 20:23:56 Opinione di jonas su "Bobby"
jonas

Mi sembrava strano che Emilio Estevez fosse improvvisamente diventato un genio. Dal lato strettamente cinematografico, la struttura corale del film prevede una serie di personaggi che rappresentano fin troppo didascalicamente altrettanti problemi dell’America dell’epoca (il Vietnam, le tensioni razziali, l’immigrazione ispanica...); la conclusione, affidata al lunghissimo estratto di un discorso di Bob Kennedy, è un po’ troppo facile. Dal lato ideologico, appare francamente...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Bobby (2006)


2008-11-16 00:19:21 Opinione di Mr Blonde su "Bobby"
Mr Blonde

Voto 7!

voto al film: Mr Blonde assegna il voto buono a Bobby (2006)




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