Quei loro incontri (2006)
Con Angela Nugara, Grazia Orsi, Vittorio Vigneri
La trama
La storia di una comunità di contadini dopo la Seconda guerra mondiale. Ispirato ai _Dialoghi con Leucò_ di Cesare Pavese, è il seguito di _Dalla nube alla resistenza _.
L'opinione più votata
Di yume scritta il 30/09/2010 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Straub“Non si sceglie un letterato. Si fa un incontro, come nella vita. Non ho letto tutto Pavese, ho scoperto due suoi libri, e mi hanno colpito. Basta. Anzi il prossimo film, che sarà anche l'ultimo che giriamo in Italia, in Toscana intorno al Monte Pisano, sarà il seguito della prima parte de Dalla nube alla resistenza.Adesso faremo un film con i cinque ultimi dialoghi di Pavese,che era l'unico scrittore che non era compiaciuto di sé stesso, il che in Italia vuol dire molto.”
Dal mito alla storia, gli Straub-Huillet tornano sui Dialoghi con Leucò, facendo recitare un gruppo di dieci attori.
La cornice è il verde frusciante della macchia mediterranea (siamo nella campagna pisana e il pensiero va anche allo sfondo naturalistico dell’incipit pre-mitico nella Medea di Pasolini, con il Centauro e Giasone fra i casoni di Grado nella laguna veneta).
Colori e atmosfere da dramma pastorale, personaggi immobili che recitano i dialoghi, suggestioni pittoriche del naturalismo ottocentesco si fondono ad incursioni nella prospettiva aerea di certe tele di Manet.
La macchina scruta la realtà con occhio incantato, il montaggio alterna con semplicità lineare il totale
dell’ambiente e i due campi americani sugli attori, i dialoghi terminano con un lungo momento di silenzio, lo stesso che stacca ogni verso, anche in presenza di enjambements (con effetto indubbiamente straniante), le voci declamano, è teatro/cinema ed è, insieme, l’eco di un passato mitico.
Gli oggetti della natura, compagni di vita quotidiana, diventano, in un attimo, oggetto di stupore, epifanie di immortalità.
Il testo di Pavese si trasforma in linguaggio filmico e s’immerge in quella dimensione orale/aurale in cui il mito parlò all’uomo del dolore e della morte, del destino e delle leggi imperscrutabili del Fato.
Il dramma di una società sconvolta dagli orrori delle due guerre e il doloroso senso di smarrimento, l’incapacità di radicarsi a certezze e valori irreparabilmente compromessi, la solitudine disperante dell’uomo che non trova risposte al perché della sua esistenza, l’angoscia del tragico non-senso delle cose, furono l’esperienza umana e letteraria di Pavese, “esemplare e cruciale di tutta una generazione” (I.Calvino).
Nei Dialoghi, la sua opera più coraggiosa ed estrema, lo scrittore affrontò un discorso d’avanguardia sulla contemporaneità, che allora non fu capito (tra il 1945 e il 1947), anzi gli valse l’accusa di disimpegno da parte del mondo della cultura.
Il realismo imperante del secondo dopoguerra marchiò l’autore di allontanamento dai problemi, di fuga dal mondo, mentre Pavese non faceva altro che parlare del mondo e del suo destino, della morte e della felicità dell’uomo, ma il suo linguaggio era una sfida al conformismo del proprio tempo. ESPANDI +
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30 settembre 2010 Opinione di yume su "Quei loro incontri"
Film studio, 2005:“Perchè ha scelto Cesare Pavese come letterato sulla cui opera basare un film?” Straub“Non si sceglie un letterato. Si fa un incontro, come nella vita. Non ho letto tutto Pavese, ho scoperto due suoi libri, e mi hanno colpito. Basta. Anzi il prossimo film, che sarà anche l'ultimo che giriamo in Italia, in Toscana intorno al Monte Pisano, sarà il seguito della prima parte de Dalla nube alla resistenza.Adesso faremo un film con i...
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9 febbraio 2008 Opinione di chribio1 su "Quei loro incontri"
film insipido.non bello.voto.5.
voto al film: 
29 settembre 2006 Opinione di truffaut su "Quei loro incontri"
Gli ultimi dialoghi con Leucò recitati dagli stessi attori di Operai, contadini. Il testo di Pavese emerge nella sua straordinaria bellezza. Alla faccia dei vari critici televisivi che vogliono occuparsi di cinema l'ultima opera di due autori che amano il vero cinema e non scendono a compromessi con la cultura cinematografica postmoderna e fascista che inquina l'università e il cinema
voto al film: 
12 settembre 2006 Opinione di Zarathustra su "Quei loro incontri"
A Straub e Huillet si possono trovare mille difetti o forse anche di più partendo già dal fatto di essere in due alla regia; i loro film sono statici, teatrali, recitati malissimo,tutti strutturati alla stessa maniera e sfociano nella noia, portando alla disattenzione in pochissimo tempo. Però, forse proprio per i motivi appena elencati, i loro film affascinano in maniera unica nel loro riuscire a rompere le convenzioni di un cinema, sempre più di matrica americana, basato sull'azione,...
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11 settembre 2006 Opinione di gabriargento su "Quei loro incontri"
A costo di apparire ignorante e stupido, voglio esprimere il mio personalissimo giudizio negativo su questo film. A mio favore, almeno posso dire sin da subito di non essere stato influenzato dalle polemiche che riguardano il duo Straub-Huillet, e di essermi visto il film a Venezia e non in tv, quando è passato a Fuori Orario. Detto questo, lo sperimentalismo delle opere dei due registi qui si fa insopportabile. La cosa che mi irrita di più è il fatto che i "Dialoghi con Leucò" possano...
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