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Sang sattawat (2006)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sang sattawat: assente
Ritmo ritmo in Sang sattawat: assente
Impegno impegno in Sang sattawat: assente
Tensione tensione in Sang sattawat: assente
Erotismo erotismo in Sang sattawat: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Sang sattawat (voti: 7 media: 3,71) 7

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La trama

In un piccolo ospedale, il signor Toa passa la mattina tentando di corteggiare la dottoressa Tei. Nonostante la sua timidezza, prova a dichiararle il suo amore. La donna rimane indifferente, è attratta da Noom, un esperto di orchidee. Nello stesso ospedale il dentista Ple sviluppa un'attrazione inspiegabile per un giovane monaco... 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 2011-07-12 08:22:22 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Il tempo cambia gli scenari, ma ripropone sempre gli stessi schemi: un ospedale, negli anni, rinnova gli spazi e le attrezzature, ma la sofferenza dei malati resta immutata. Il dolore, la solitudine, il desiderio d’amore sono costanti che il progresso tecnologico non è in grado di modificare: e difatti sono il campo d’azione della filosofia e della religione, di quei sistemi di riferimento che la tradizione conserva attraverso i secoli. Gli edifici e le persone, seguendo le mode delle varie epoche, si rifanno il trucco, ma le statue del Buddha e l’abito dei monaci rimangono inalterati, a testimoniare il perdurare di una verità che resiste ai capricci della storia. Per questo film Weerasethakul trae ispirazione dalla professione dei suoi genitori, che erano entrambi medici di ambulatorio, e ci propone, attraverso il rapporto tra il medico e il paziente, uno spaccato di vita intima che cerca faticosamente la condivisione: un misto di confidenza ed incomunicabilità, come quello che caratterizza le parole del malato che, nello studio del dottore, un po’ si vergogna, un po’ non trova i termini adatti a descrivere i suoi sintomi. L’inibizione ad esporre il proprio disagio è la stessa dell’innamorato che non trova il coraggio di dichiararsi: la timidezza è la copertura di un animo ferito e insicuro, che cerca conforto, però non osa chiederlo apertamente.  Il sentimento profondo è nemico della determinazione, e per questo imbocca sempre vie traverse, sottraendosi alla logica, e affidandosi all’alchimia del caso. Il silenzio è la sua dimensione ideale, la confusione la sua destinazione finale, che è poi la condizione della mente che rinuncia alla ragione per tuffarsi nel flusso incontrollabile della vita del cosmo. Il nulla ci risucchia, e noi non siamo in grado di impedirlo. Nella caduta ci attacchiamo a strani appigli, piccoli regali che ci piace offrire e ricevere, e  che ci donano soltanto un’illusione passeggera: un infuso d’erbe, un’orchidea selvatica, un album di musica leggera, una maglietta della Croce Rossa, il sogno di una vita nuova.  Tutto si perde nel buio che ci aspetta al di là della nostra breve esistenza, di cui avvertiamo il brivido, e di fronte al quale cerchiamo continuamente di trovare sollievo. Sang sattawat presenta l’eternità come parte di una condanna inappellabile, che, lungo il cammino, dispensa brevi momenti di gioia e lunghi strascichi di tribolazione; e intanto punta il dito verso una fine remota, che promette di cancellare tutto, senza, però, fornire le risposte.
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SI

Opinioni su Sang sattawat


2011-07-12 08:22:22 Opinione di OGM su "Sang sattawat"
OGM

Il tempo cambia gli scenari, ma ripropone sempre gli stessi schemi: un ospedale, negli anni, rinnova gli spazi e le attrezzature, ma la sofferenza dei malati resta immutata. Il dolore, la solitudine, il desiderio d’amore sono costanti che il progresso tecnologico non è in grado di modificare: e difatti sono il campo d’azione della filosofia e della religione, di quei sistemi di riferimento che la tradizione conserva attraverso i secoli. Gli edifici e le persone, seguendo...

voto al film: OGM assegna il voto sufficiente a Sang sattawat (2006)

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[utile per 7 utenti]

2009-07-24 02:56:39 Opinione di Z su "Sang sattawat"
 Z

Fotogrammi ordinati da una loro successione interna, viene da dire interiore, mentre allo spettatore sta il rinvenire dove le frequenze binarie si incrociano: il regista, pur procedendo in un suo cammino preciso, lascia a ognuno il proprio respiro possibile nella visione.

voto al film:  Z assegna il voto ottimo a Sang sattawat (2006)



2006-09-11 22:42:12 Opinione di gabriargento su "Sang sattawat"
gabriargento

Il cinema orientale lo stiamo imparando ad apprezzare in occidente pian piano, si sa e se n'è parlato molto. Che ci siano autori, anche qui al Lido, meravigliosi è un dato di fatto, e l'esempio lampante che mi viene da fare è quello di Tsai Ming-Liang. E da loro si hanno grandi aspettative, e dall'autore di "Tropical Malady" ci si aspettava come minimo un bel film. Se apprezzate, come il sottoscritto, i tempi decisamente meno ritmati rispetto ai film americani o comunque anche europei che...

voto al film: gabriargento assegna il voto mediocre a Sang sattawat (2006)



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