Born into Brothels - La recensione di FilmTv
La recensione di FilmTv
Un’opera meritoria ed emotivamente coinvolgente. Ma la retorica è in agguato
Premiato nei festival di mezzo mondo, arriva da noi Born into Brothels (letteralmente “Nati nei bordelli”), il film di Ross Kauffman e Zana Briski che descrive le terribili condizioni dei bambini del quartiere a luci rosse di Calcutta. La Briski, fotografa, da anni lavorava a un progetto sulle prostitute indiane ma a Calcutta, nel tentativo di entrare in un più profondo contatto con loro, ha toccato con mano la realtà forse più spaventosa di tutte: le condizioni disperate di vita dei bambini dei bordelli, costretti a una convivenza con un mondo degradato e forzatamente adulto. La trovata dell’autrice è stata quella di coinvolgere direttamente una decina di ragazzi nello sviluppo della storia regalando loro delle macchine fotografiche per filtrare quella realtà con i loro occhi e renderli partecipi di uno sviluppo creativo capace di elevare il livello del loro quotidiano. La forza della storia è innegabile ed emotivamente coinvolgente è il rapporto che lega questa donna, testarda e decisa a tutto per la causa, a dei ragazzi cui la stimolazione artistica apre delle potenzialità fino ad allora del tutto represse. Purtroppo il film non riesce fino in fondo a mantenere una linea di rigore formale scadendo, con uno stile fatto di grana grossa e colori esageratamente saturi, in alcune forme estetizzanti senza evitare del tutto il rischio di vaga retorica sempre in agguato in narrazioni di questo genere.
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