Fur. Un ritratto immaginario di Diane Arbus - La recensione di FilmTv
Con Nicole Kidman, Robert Downey jr., Ty Burrell, Jane Alexander, Emmy Clarke
La recensione di FilmTv
Un film improbabile e deludente che una Kidman troppo algida contribuisce a ?congelare?
La vita della fotografa americana Diane Arbus, famosa per i suoi ritratti di ?freaks? ed emarginati, è stata ricca e piena d?incontri. La Arbus ha vissuto appieno il clima culturale della New York degli anni ?50 e ?60 e ricca di spunti era la sua frequentazione con gli esponenti della controcultura americana. Il regista Steven Shainberg, autore del brillante Secretary, ha scelto per il suo ?ritratto immaginario? dell?artista di focalizzare l?attenzione su un singolo anno della vita della Arbus: quel 1958 in cui la fotografa cominciò la sua ricerca personale lasciando la carriera pubblicitaria intrapresa con il marito. E per raccontare la svolta creativa della Arbus inventa di sana pianta il personaggio di un vicino di casa, un Robert Downey ricoperto di peli dalla testa ai piedi, che, facendola innamorare, la introdurrà in un mondo di ?diversi? che scateneranno le sue velleità artistiche. Tra citazioni di Alice nel paese delle meraviglie e La bella e la bestia (più quella di Disney, ahimé, che quella di Cocteau), il film si snoda improbabile in un crescendo di situazioni che invece di emozionare spingono verso lo sbadiglio. La Kidman, sempre più di porcellana, regala al film un?altra collezione di sguardi languidi e di ciglia umide oramai al limite del manierismo. Della profondità umana e artistica di un personaggio complesso come la Arbus purtroppo nessuna traccia.
Commenti
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6 luglio 2008, 10:30 di cinephilex
Al contrario della recensione di Film.Tv non mi sento di bistrattare così ferocemente questo film .Anzi ,mi è piaciuta la parte introduttiva in cui pian piano la protagonista resta affascinata dal misterioso inquilino del piano di sopra,e proseguendone la visione confermo solo in parte il manierismo della Kidman,poichè tutto sommato l'ho trovata ben inserita in questa imbrobabilissima (e forse proprio per questo attraente) love-story,e come sempre, ho gradito molto la presenza di Downey Jr.,qui freak elegantemente rassegnato al suo destino.Il regista conferma la sua passione per la diversità (dopo il già notevole Secretary) ed il suo percorso affascina ed attrae chi guarda,con una lieve sensazione di voyerismo tutt'altro che spiacevole.
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