La sconosciuta - La recensione di FilmTv
Con Kseniya Rappoport, Michele Placido, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Piera Degli Esposti
La recensione di FilmTv
Un doloroso e straordinario ritratto di donna interpretato da una bravissima attrice. Non delude il nuovo film di Tornatore
Se quello che tutt?oggi risulta ancora essere il capolavoro di Peppuccio Tornatore, Nuovo Cinema Paradiso, è la rappresentazione di un magico empireo aggrovigliato in meravigliosi ricordi cinefili e d?infanzia e Una pura formalità riproduce un immaginario Purgatorio, La sconosciuta si cala senza remore in un malato e putrido Inferno. Una sorta di chiusura di un?ideale trilogia in cui passati e presenti si incrociano e si rincorrono, si confondono e si penetrano gli uni negli altri. L?autore siciliano non realizzava opere dal 2000 e forse per questo lo ritroviamo così ipertrofico, e voglioso di mettere in scena molto, di musicare anche gli angoli (la colonna sonora di Ennio Morricone è bella ma un po? ingombrante), di stratificare fino al parossismo la dolorosissima e violentissima vicenda di un?ucraina in affitto, costretta dal suo laido pappone (uno strepitoso Michele Placido calvo e glabro) a sfornare bambini per le coppie ricche dell?Occidente. C?è, nella prima parte, una Trieste cupa ed enigmatica, e tracce di Hitchcock e di paure ancestrali. E c?è, soprattutto, uno straordinario ritratto di donna, Irena, nella migliore tradizione del percorso del regista (dalla Laura Del Sol del Camorrista alla Monica Bellucci di Malèna), che lotta e s?ingegna nell?utopistico sforzo di cambiare i connotati a un destino inesorabilmente segnato. Tornatore sa narrare come pochi in Italia e davanti a La sconosciuta si pensa a Volver di Almodóvar. La fluidità di racconto è quasi perfetta, solo qualche sbavatura, qualche minuto di troppo. Si entra nel film in pochissimi istanti, scaraventati da una forza centripeta che con afflizioni e pene (e un cinema forte e compatto, sicuro e spavaldo) ti accompagna in un regno di morti viventi e di mostri attraverso un Caronte cinico e spaventoso. La scelta di Ksenia Rappoport - nata a San Pietroburgo e in scena dalla prima all?ultima inquadratura nel ruolo della protagonista - si è rivelata felicissima: un?attrice solo per noi inedita (in patria ha un curriculum gonfio d?esperienze), dai bellissimi capelli intorcigliati. Puntualissimi i camei di Claudia Gerini, Pierfrancesco Favino, Piera Degli Esposti, Alessandro Haber, Margherita Buy, Angela Molina e della piccola Clara Dossena.
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