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L'insolito caso di Mr. Hire (1989)

[Monsieur Hire, Francia 1989, Giallo, durata 80']   Regia di Patrice Leconte
Con Michel Blanc, Sandrine Bonnaire, André Wilms, Luc Thuillier



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'insolito caso di Mr. Hire: assente
Ritmo ritmo in L'insolito caso di Mr. Hire: presente
Impegno impegno in L'insolito caso di Mr. Hire: presente
Tensione tensione in L'insolito caso di Mr. Hire: forte
Erotismo erotismo in L'insolito caso di Mr. Hire: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'insolito caso di Mr. Hire

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'insolito caso di Mr. Hire (voti: 24 media: 3,67) 24

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locandina di L'insolito caso di Mr. Hire

La trama

Innocente, ma troppo "strano": deve per forza essere il mostro.

Il timido Monsieur Hire, scapolo di professione sarto, malvisto da tutti per la sua misantropia, ha l'abitudine di spiare dalla finestra una sua vicina di casa, Alice, la quale ha una relazione con un teppista. Hire finisce per innamorarsi di lei perdutamente. Quando una ragazza verrà assassinata dal teppista, per tutti Monsieur Hire sarà il sospettato ideale, e il tradimento di Alice farà il resto. Grande interpretazione di Michel Blanc e Sandrine Bonnaire, in un contesto che la regia di Patrice Leconte ricrea con drammatica cupezza e con sottile attenzione per le sfumature di intenso significato. Da uno dei romanzi più "neri" di Simenon. 

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L'opinione più votata

Di yume scritta il 23/09/2010 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Una firma prestigiosa per la colonna sonora, quella di Michael Nyman (che collaborerà con Leconte anche l’anno dopo per Il marito della parrucchiera), un racconto di Simenon come fonte letteraria, Les fiançailles de Mr. Hire, già portato sullo schermo da Duvivier nel ’46 (Panico), una lettura in chiave psicologica e intimista di un thriller classico tinto di noir, e  L’insolito caso di Mr. Hire si colloca a pieno titolo nel repertorio dei film d’autore, con una scrittura filmica accurata, condotta con mano felice nella costruzione di atmosfere, nel dosaggio dei colori desaturati, freddi, nel gioco di inquadrature claustrofobiche che si alternano ad altre, ampie e raggelate, e infine nella complessità dei personaggi, un uomo e una donna di disarmante ambiguità, sottilmente e puntigliosamente indagati fino a  scalfirne la maschera e far emergere un mondo interiore insospettabile.
Il giallo diventa quasi una sottotrama, un pretesto per dire altro, parlare di mondi che uno si porta dentro, storie di emarginazione e pregiudizio, forme che l’amore può assumere, assoluto o fasullo, interessato e finto o totalmente vulnerabile e capace di portare alla morte. Legàmi, comunque, che la convivenza fra esseri umani tesse, nel tempo e nello spazio, e ne nascono intrecci, storie da raccontare, vite solitarie,  frustrate, che per un attimo si tendono alla ricerca di un vivere diverso.
Stavolta si tratta di un sarto di mezza età, è solo ed ha tutta l’aria di star bene così, non gli piace aver gente intorno. Lui non piace ai vicini, naturalmente, né ai loro odiosi figlioletti che giocano in cortile.
Alice, dirimpettaia giovane e carina, ha dimenticato di mettere tende alle finestre e le pulsioni voyeuristiche di M. Hire si rivelano incontenibili, ragion per cui la finestra da cui osservarla in segreto diventa il suo posto preferito.
Però, ed è qui la prima sorpresa, si tratta di amore.
Hire è un ometto sempre vestito di nero, che si sospetti di lui per l’assassinio di una ragazza del quartiere è addirittura scontato e il suo gesto di piccolo eroe del quotidiano consiste nel non rivelare ciò che invece sa e che ha visto per non compromettere l’amata Alice.
Alice , da parte sua, si avvicina a Hire per puro opportunismo, è subito evidente, le interessa sapere cosa lui sa di Emile, il fidanzato da coprire. Ma, sorpresa anche qui, c’è qualcosa in più in questo approccio, un’attrazione che mette a nudo parti del suo “io” insospettabili.
Nessuna indulgenza al romanticismo, a Leconte interessa lavorare sottilmente alla definizione di tonalità emotive ed osservare le interrelazioni fra il testo filmico e quello sonoro offre una buona chiave di lettura.
La scelta del quartetto op.25 in sol minore per violino, viola, violoncello e pianoforte di Brahms è del regista e Nyman, come già nella lunga collaborazione con Greenaway, costruisce il tema sonoro elaborando il pezzo classico e facendolo poi convivere con l’originale, quello che Mr. ESPANDI +
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SI

Opinioni su L'insolito caso di Mr. Hire


23 settembre 2010 Opinione di yume su "L'insolito caso di Mr. Hire"
yume

Una firma prestigiosa per la colonna sonora, quella di Michael Nyman (che collaborerà con Leconte anche l’anno dopo per Il marito della parrucchiera), un racconto di Simenon come fonte letteraria, Les fiançailles de Mr. Hire, già portato sullo schermo da Duvivier nel ’46 (Panico), una lettura in chiave psicologica e intimista di un thriller classico tinto di noir, e  L’insolito caso di Mr. Hire si colloca a pieno titolo nel repertorio dei film...

voto al film: yume assegna il voto buono a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

25 giugno 2010 Opinione di menestrello su "L'insolito caso di Mr. Hire"
menestrello

Il film mi è piaciuto molto. Attori convincenti che recitano in un contesto registico di alto livello, come accade a mio parere in tutti i film di Leconte.L'amarezza della vicenda è ben rappresentata e l'attore protagonista vive il proprio dolore fino ad un finale tragico.

voto al film: menestrello assegna il voto buono a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)



14 aprile 2010 Opinione di ziacassie su "L'insolito caso di Mr. Hire"
ziacassie

Dal romanzo Il fidanzamento del signor Hire di Simenon,  Patrice Leconte ha realizzato un film. Un brutto film. Non ci si riconosce il romanzo. I personaggi sono trattati sommariamente, molto diversi dalle minuziose descrizioni dell’autore. Persiste soltanto un’aria greve, ma non si ritrovano le angosce, le perversioni, le manie, le malizie dei protagonisti che danno vita, insieme alle atmosfere, alle storie di Simenon. Un film, dove la regia è totalmente...

voto al film: ziacassie assegna il voto pessimo a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)

2 commenti
[utile per 1 utenti]

23 maggio 2009 Opinione di Diego_F su "L'insolito caso di Mr. Hire"
Diego_F

Per i 3/4, né bello né brutto, professionale ma forse costruito a tavolino. Negli ultimi 10 minuti, però, lascia un groppo alla gola, quasi come se qualcosa, nonostante la messa in scena fredda, ti avesse lavorato ai fianchi. Mi pare cha appartenga a quel filone espressivo, tipico non solo di Leconte, nato a fine anni '80 (e ancora in voga). Parola d'ordine di questo filone: fare cinema con furbizia, anche più che con intelligenza. Vale a direi: gioco di equivoci per depistare un po' lo...

voto al film: Diego_F assegna il voto sufficiente a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)



12 novembre 2008 Opinione di jonas su "L'insolito caso di Mr. Hire"
jonas

Ottima trasposizione di un romanzo di Simenon, Il fidanzamento di Mr. Hire. Perfetto Michel Blanc nella parte di un omino solitario e meticoloso sospettato di omicidio, mentre Sandrine Bonnaire interpreta ancora una volta il personaggio di una sbandata ai margini della legalità. Il finale è di una crudeltà intollerabile.

voto al film: jonas assegna il voto buono a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)


9 marzo 2007 Opinione di bradipo68 su "L'insolito caso di Mr. Hire"
bradipo68

Da una matrice letteraria cupa come quella di Simenon,leconte ne trae una straziante storia d'amore e tradimento:lui che spia tutto dalla sua finestra e vede anche quello che non deve vedere,lei innamorata suo malgrado di un teppista che se ne infischia.Il Signor Hire è un capro espiatorio perfetto,un pollo da spennare e raggirare,troppo miope per accorgersi dell'evidenza(anche se c'è una sequenza in cui afferma che sa benissimo che lei è con lui in quel momento per comodita')e talmente...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)



4 dicembre 2006 Opinione di zombi su "L'insolito caso di Mr. Hire"
zombi

verrebbe da dire che con due attori come blanc e la bonnaire fare un brutto film sarebbe impresa da fessi e invece mai dire mai. comunque non turbiamoci poichè non è il caso di mr hire. grazie anche alla soave e uomo-morto-che-camminaeggiante musica di michael nyman, questo film striscia e ti s'insinua come una malattia. sarà la mia passione per il nosferatu di herzog, ma il mr hire di michel blanc è un non morto che si allontana dalla vita, anche rifiutando il sole. la sua pelle è...

voto al film: zombi assegna il voto buono a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)


26 settembre 2006 Opinione di Aulenta su "L'insolito caso di Mr. Hire"
Aulenta

un piccolo gioiello, con una colonna musicale sublime.

voto al film: Aulenta assegna il voto buono a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)



30 aprile 2006 Opinione di Tex Murphy su "L'insolito caso di Mr. Hire"
Tex Murphy

Questo film non è ne giallo ne nero, è un film erotico noioso. Salvabile solo il finale drammatico.

voto al film: Tex Murphy assegna il voto mediocre a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)


6 marzo 2005 Opinione di full metal ale su "L'insolito caso di Mr. Hire"
full metal ale

«L'insolito caso di Mr. Hire», come già detto nella recensione di FilmTv, è tratto da un romanzo di George Simenon famosissimo soprattutto per aver creato il personaggio del commissario Maigret. Come invece non tutti sanno, Simenon ha scritto un centinaio (o forse più) di romanzi quasi sempre tinti di giallo, ma che racchiudono la drammaticità dei singoli individui in contesti sempre dolorosi quale può essere difatti l'omicidio. La trasposizione da romanzo a film perde sempre un po',...

voto al film: full metal ale assegna il voto buono a L'insolito caso di Mr. Hire (1989)




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