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I morti (2004)

[Los muertos, Argentina 2004, Drammatico, durata 78']   Regia di Lisandro Alonso
Con Argentino Vargas



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I morti: assente
Ritmo ritmo in I morti: presente
Impegno impegno in I morti: presente
Tensione tensione in I morti: minimo
Erotismo erotismo in I morti: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a I morti

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a I morti (voti: 2 media: 4,00) 2

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La trama

Il cammino di un ex detenuto sulle tracce della figlia.

Rilasciato dopo lunghi anni di carcere, Vargas è deciso a ritrovare la figlia - ormai adulta - che vive lungo il fiume. Il suo viaggio attraverso i boschi, scandito da eventi minimi e ordinari, è permeato dal mistero della natura circostante e degli individui che incontra...  

Una conferma della vitalità del nuovo cinema argentino.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 28/02/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto buono

Argentino Vargas è un morto che resuscita: è un condannato che ha finito di scontare la sua pena, e dopo tanti anni, esce finalmente dall’angusto squallore del carcere. La sua missione è riallacciare il rapporto con la vita, che si è interrotto quando questa è stata  messa sotto chiave, confinata in un irraggiungibile angolo di mondo. Sono poche, ma importanti, le cose che deve fare per poter tornare a sentirsi un uomo. Il film ci parla di queste, e di niente più, con una semplicità che si traduce in sensibilissima attenzione per quei piccoli, essenziali bisogni che definiscono la natura umana. Riscoprirli e soddisfarli, uno dopo l’altro, lungo il faticoso percorso che lo riporta a casa, è il modesto contenuto della sua umile missione: ogni tappa è un briciolo di dignità riconquistata che, più che premiarlo con un guizzo di gioia, lo conforta con uno spiraglio di pace. Il cinema di Alonso è fatto di cammini difficili, che riguardano sempre questioni di sopravvivenza, fisica o morale: sono sfide durissime e  fondamentali, che investono i principi dell’esistenza individuale, e per questo possono essere affrontate solamente nel silenzio e nella solitudine, avendo come unica avversaria la natura stessa. Tacere è un modo per concentrarsi su se stessi, ma anche per riuscire a percepire i flebili echi cosmici delle nostre modeste azioni. Argentino viaggia, cerca, desidera, cattura, secondo lo stile dell’uomo primitivo: e, ad ogni passo e ad ogni gesto, è come se mani e piedi tastassero la superficie del mondo aspettando una sua risposta, di approvazione o di condanna. L’atmosfera tranquilla, eppure sospesa, che caratterizza le opere di Alonso, deriva da una serenità carica di attesa, come quella di colui che sa di non poter decidere tra il bene e il male e, di conseguenza, si affida ad un giudizio superiore, l’unico da cui dipendano il successo e il fallimento. Il responso, in ogni caso, non è mai definitivo: è variabile come l’andamento del mercato della legna (La libertad), come il corso della giustizia, come le opinioni della critica cinematografica (Fantasma), come i sentimenti e gli umori della gente (Liverpool). In altri termini, non sappiamo chi siamo fino a che non arriva qualcuno e ce lo dice: e, nel frattempo, non possiamo che vagare, provando e riprovando, finché, all’orizzonte, non compare un piccolo cartello indicatore.
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SI

Opinioni su I morti


28 febbraio 2011 Opinione di OGM su "I morti"
OGM

Argentino Vargas è un morto che resuscita: è un condannato che ha finito di scontare la sua pena, e dopo tanti anni, esce finalmente dall’angusto squallore del carcere. La sua missione è riallacciare il rapporto con la vita, che si è interrotto quando questa è stata  messa sotto chiave, confinata in un irraggiungibile angolo di mondo. Sono poche, ma importanti, le cose che deve fare per poter tornare a sentirsi un uomo. Il film ci parla di...

voto al film: OGM assegna il voto buono a I morti (2004)

nessun commento
[utile per 5 utenti]

14 luglio 2007 Opinione di full metal ale su "I morti"
full metal ale

Dopo il folgorante ed estremo (a suo modo) "La Libertà", la macchina da presa di Alonso torna vorticosa ad avvolgersi e a districarsi nell'angusto eppur maestoso e magnifico panorama territorio universo-mondo età del ferro Argentin(o)a. Alonso potrebbe benissimo venir ribatezzato il regista della quotidianità, della trasfigurazione "asciutta" e iperrealistica della Realtà stessa. É la storia di un viaggio, esatto; è la storia di un uomo, Argentino Vargas (reale: ora, qui) ex detenuto,...

voto al film: full metal ale assegna il voto buono a I morti (2004)




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