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L'inverno ti farà tornare (1960)

[Une aussi longue absence, Francia, Italia 1960, Drammatico, durata 90', b/n]   Regia di Henri Colpi
Con Alida Valli, Georges Wilson, Jacques Harden, Diane Lepvrier, Catherine Fonteney



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'inverno ti farà tornare: assente
Ritmo ritmo in L'inverno ti farà tornare: presente
Impegno impegno in L'inverno ti farà tornare: minimo
Tensione tensione in L'inverno ti farà tornare: minimo
Erotismo erotismo in L'inverno ti farà tornare: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'inverno ti farà tornare

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'inverno ti farà tornare (voti: 10 media: 3,90) 10

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La trama

Dal 1944 Thérèse Langlois è sola, dopo che i tedeschi hanno arrestato ingiustamente suo marito. Sedici anni più tardi, l'uomo riappare profondamente cambiato sia nel fisico sia nella psiche: ormai non è altro che un vagabondo senza memoria che sopravvive a stento. Con infinito amore e uno spirito di sacrificio unico, Thérèse tenta di riconquistarlo e di guarirlo, sopportando enormi sforzi e amarissime delusioni... 

Una struggente storia d'amore puro, imperniata sui temi del ricordo e della solitudine femminile, tratta da un fatto di cronaca e co-sceneggiata da Marguerite Duras. Meritata Palma d'oro al festival di Cannes del 1961, ex aequo con  un capolavoro come _Viridiana_ di Luis Buñuel.

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 18/02/2009 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Anche per questo titolo, la traduzione italiana è così differenziata da snaturare un poco il senso della pellicola e fuorviare lo spettatore disinformato, anche se oggettivamente non la tradisce (ma per capirlo dovremo arrivare alla conclusione dell’opera). “L’inverno ti farà tornare” infatti scelto per l’occasione per la nostrana distribuzione, fa immaginare qualcosa che si avvicina al melodramma, un fotoromanzo appassionato degno di Grand Hotel, per il suo impatto un po’ a effetto, il che non rende assolutamente giustizia all’opera e alla sua delicata, quasi impalpabile, seppure ambiziosissima, consistenza. Come ripeto, non si tratta di una scelta del tutto peregrina, ha un fondamento inequivocabile nel finale del film, dove però assume un significato molto preciso che solo la visione del film può farci percepire nel giusto senso. Ovviamente l’originale (“Une aussi longue absence”) è decisamente più appropriato e pertinente e soprattutto tale da non permettere equivoci interpretativi. Il fortunato regista del film risponde al nome di Henri Colpi (già montatore di chiara fama e collaboratore di Resnais anche per “Hiroshima mon amour”) che - possiamo dire - proprio e solo con questa sua opera prima, raggiunse l’apice della sua breve popolarità (e della sua altrettanto rapida carriera con solo 4 titoli complessivi all’attivo e nessuno dei successivi all’altezza – come risultato e riconoscimenti - di quello del debutto) grazie alla Palma d’oro vinta al festival di Cannes di quell’anno (il 1961 se non erro) ex aequo con il ben più robusto e complesso capolavoro Bunueliano che risponde al nome di “Viridiana”. Intendiamoci è tutt’altro che disprezzabile la pellicola di Colpi, ma è l’accostamento inevitabile del “merito” per quel premio condiviso con un “capolavoro” assoluto a mettere in forte evidenza la disparità di valore (soprattutto alla distanza) fra i due titoli e a indispettire un po’ per il singolare accoppiamento (la consueta, un po’ avvilente volontà francese di priorizzare autarchicamente e ad ogni costo i “frutti dell’ingegno” della propria terra che a volte è riuscita a produrre comunque risultati ben più aberranti di questo). Per tornare al film in oggetto, possiamo dire comunque che è certamente un prodotto nato sulla scia delle innovazioni anche linguistiche (e del successo) proprio di Hiroshima, con il quale condivide persino la fonte ispirativa: ancora uno soggetto di Marguerite Duras (rielaborato in fase di sceneggiatura, dalla stessa autrice con la collaborazione del regista e di Gerard Jarlot), di nuovo, e alla sua maniera “alla ricerca del tempo perduto”. Possiamo definire la storia come il ritratto di due solitudini, una altalena di sentimenti, di speranze, di dubbi e incertezze, rappresentata in un’aura un po’ crepuscolare e dimessa, quasi minimalista, ma di forte impatto emozionale che ben sottolinea il “vuoto” di due esistenze “solitarie” con differenti aspettative che si sfioreranno, ma non troveranno poi il modo di proseguire sulla stessa lunghezza d’onda. ESPANDI +
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SI

Opinioni su L'inverno ti farà tornare


24 maggio 2010 Opinione di OGM su "L'inverno ti farà tornare"
OGM

Un uomo a cui è stata rubata la memoria è come un corpo sopravvissuto alla propria anima. Il protagonista di questo film, vagabondo senza storia né identità, è un essere a cui, mancandogli ogni ragione di amare e di odiare, resta solo un perenne stupore di fronte ad un mondo che gli è totalmente ignoto A quindici anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, per la gente la guerra è ormai relegata nell’oblio determinato dalla...

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'inverno ti farà tornare (1960)

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14 settembre 2009 Opinione di jonas su "L'inverno ti farà tornare"
jonas

La proprietaria di un bar di periferia crede di riconoscere suo marito, disperso in guerra sedici anni prima, in un vagabondo che ha perso la memoria. Trama da melodramma, atmosfera rarefatta e quasi astratta. Il film procede con calma, si prende i suoi tempi: rischia anche di annoiare, ma riesce a mantenere lo spettatore in un’ammaliante condizione di attesa (è lui o no? se è lui, se ne ricorderà?). Suggestivo il titolo italiano, come del resto l’originale...

voto al film: jonas assegna il voto buono a L'inverno ti farà tornare (1960)



9 agosto 2009 Opinione di bradipo68 su "L'inverno ti farà tornare"
bradipo68

Un amore perduto che si stempera nella poesia del ricordo.Il film narra di una proprietaria di un bar in Francia che a distanza di sedici anni dall'arresto di suo marito da parte dei tedeschi crede di riconoscerlo in un vagabondo in stato confusionale che vaga fuori del suo locale.L'emozione è fortissima ma subito dopo lascia il posto a una serie quasi interminabile di dubbi.Crede di riconoscerlo o forse si illude,cambiato nel fisico e prostrato nella mente,è molto diverso da...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a L'inverno ti farà tornare (1960)


18 febbraio 2009 Opinione di spopola su "L'inverno ti farà tornare"
spopola

Anche per questo titolo, la traduzione italiana è così differenziata da snaturare un poco il senso della pellicola e fuorviare lo spettatore disinformato, anche se oggettivamente non la tradisce (ma per capirlo dovremo arrivare alla conclusione dell’opera). “L’inverno ti farà tornare” infatti scelto per l’occasione per la nostrana distribuzione, fa immaginare qualcosa che si avvicina al melodramma, un fotoromanzo appassionato degno di Grand Hotel, per il suo impatto un po’ a...

voto al film: spopola assegna il voto buono a L'inverno ti farà tornare (1960)

2 commenti
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24 settembre 2008 Opinione di luisasalvi su "L'inverno ti farà tornare"
luisasalvi

Thérèse (Valli) gestisce da sola un piccolo bar alla periferia di Parigi; il marito era stato preso 15 anni prima, durante l’occupazione tedesca, torturato e deportato, e non se ne è più saputo nulla. Thérèse sta accettando la corte di un camionista gentile e innamorato, ma un giorno vede passare un uomo che assomiglia moltissimo a suo marito, e che ha perso la memoria dopo essere stato deportato dai nazisti (a quanto gli hanno detto: lui non lo ricorda); lei è sempre più convinta...

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a L'inverno ti farà tornare (1960)


8 agosto 2008 Opinione di teaestefano su "L'inverno ti farà tornare"
teaestefano

Film piuttosto originale, dal tono dimesso e dal ritmo lento eppure coinvolgente, che rappresenta per accenni ma in modo molto efficace la spaventosa esperienza dell'occupazione nazista della Francia, con le rappresaglie e le deportazioni che la caratterizzarono. Attraverso la figura di quel pover'uomo che ha perso la memoria in quanto non in grado di conservare ricordi troppo racapriccianti, il regista ci dà un ritratto di quale incubo erano stati quegli anni bui e quali tracce indelebili...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a L'inverno ti farà tornare (1960)



26 luglio 2008 Opinione di kkk su "L'inverno ti farà tornare"
kkk

sobrio.

voto al film: kkk assegna il voto ottimo a L'inverno ti farà tornare (1960)

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19 luglio 2008 Opinione di emmepi8 su "L'inverno ti farà tornare"
emmepi8

Un film da ricordare e rivedere una bella incursione nel cinema di oltre alpe di Alida Valli, trascurata senza una ragione valida ( o mille inventate) molto fruttuosa. Una figura femminile ben scandita ed originale. Un bel soggetto di Marguirete Duras, sceneggiato da lei stessa con il regista il nostro grande Ennio De Concini. Una delicatezza di intenti che si avverano tutti

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a L'inverno ti farà tornare (1960)




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