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Opinione di maso su Invito a cena con delitto





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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21/11/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Gustosissima commedia demenziale che vuole mettere alla berlina il genere giallo a volte troppo denso di contorsioni e colpi di scena disonesti che il lettore o nel caso più specifico lo spettatore è costretto ad accettare senza discussioni.
Spesso capita che molti non riescano a far quadrare i pezzi del puzzle rimanendo delusi e stizziti, poiché l’esposizione è apparentemente logica per l’autore ma non è detto che lo sia per chi deve recepirla, per esempio io trovo assolutamente irritante ed incomprensibile la soluzione in “Il delitto perfetto” di Hitchcock: quando alla fine si ritrovano nell’appartamento Grace Kelly il suo amante e l’ispettore, viene snocciolato un panegirico per me incomprensibile sulla chiave utilizzata da Milland posta sotto lo stuoino ed una serie di deduzioni e ragionamenti che i due uomini fanno con la chiarezza che ha un parabrezza sprofondato in una palude, la seconda parte di quel film mi è sempre stata sugli zebedei perché il tono della discussione è così ovvio per chi la sta facendo che mi vien voglia di dichiarare che quel film così decantato del maestro sia il suo peggiore.                         
Il film di Simon invece è la parodia di uno come quello sopra citato ed a renderlo divertentissimo non c’è solo una trama classica alla Agata Christie ma soprattutto un cast di attori eccezionali che si adattano perfettamente alle caricature di cinque investigatori storici creati da autori di gialli famosi: ci sono i famosissimi detectives nati dalla penna della Christie appunto e mi riferisco a Hercule Poirot che qui diventa Milo Perier scimmiottato alla grande da James Coco e Miss Marple, storpiata in Jessica Marbles, simpaticamente interpretata da Elsa Lanchester, c’è Peter Sellers che con gli occhi a fessura fa il verso a Charlie Chan con il suo Sidney Wang, David Niven alias Dick Charleston fotocopia di Nick Charles, l’elegantissimo e geniale “Uomo ombra” ed infine il migliore dell’intero gruppo, uno straripante Peter Falk che fa il verso a Sam Spade con il suo Sam Diamond di San Francisco.                                   
Questi personaggi, tutti accompagnati, sono invitati a cena nella sinistra ed isolata abitazione del misterioso Lionel Twain, interpretato dal romanziere Truman Capote, che vuole metterli alla prova investigando su un delitto annunciato per mezzanotte, ma ad accoglierli c’è un personaggio che si può considerare fondamentale nell’intreccio, il maggiordomo cieco Jamesmadame che ha il volto di uno strepitoso Sir Alec Guinness, che in più di un occasione ruba la scena ai suoi ospiti, soprattutto quando interagisce con la cuoca analfabeta e sordomuta creando situazioni da colmo dei colmi.                     
Nell’arco di una nottata si svilupperanno situazioni demenziali e battute esilaranti, finché all’alba la verità verrà a galla ma non vi aspettate una soluzione logica, aspettatevi una scarica di colpi di scena ravvicinati fino ad un istante prima dei titoli di coda ed una scorpacciata di risate, perché “Invito a cena con delitto” è un film pieno di star che si sono divertite a recitare in un film fatto per divertire: è arcinoto che durante le riprese Peter Falk ha fatto impazzire Sellers che a sua volta si prendeva gioco di Neil Simon ed Alec Guinness il quale dichiarò che questa esperienza era una delle più piacevoli della sua carriera, ed il tutto traspare durante la visione.


SI

Commenti

  • 22 novembre 2011, 06:02 di LAMPUR

    Pensa che ogni volta che rivedo Il delitto perfetto, lo seguo come fosse nuovo, tanto è incartante la soluzione finale dei giochi. E' hitchcockiana del resto. Se no sarebbe un Montalbano qualsiasi. ;)

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  • 22 novembre 2011, 08:41 di maso

    Ciao folletto ben trovato, io invece lo odio quel film perchè mi perdo sempre allo tesso punto e allora dopo un pò di volte che ci provavo mi è scappato un doversoso vaffa,

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  • 22 novembre 2011, 12:15 di Utente rimosso (pgll)

    Adoro questo film Maso! Visto 3 volte ma 2 solo parzialmente (più o meno al ritrovamento del cadavere pugnalato di Truman Capote) perchè una volta ando' via la luce causa temporale ed un'altra la televisione, per qualche motivo, si oscurò. Una maledizione insomma, tutta da ridere. I "dialoghi" fra maggiordomo e cameriere insuperabili!

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  • 22 novembre 2011, 12:24 di yume

    quando ci sono i due Peter in giro io dico sì a occhi chiusi

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  • 22 novembre 2011, 13:02 di maso

    @Pgll Io l'ho visto 100 volte, l'incastro Jamesignora Bensignora fa schiantare ed ogni volta che c'è Peter Falk si ride da matti: "Avrei dovuto darti altri 10 dollari, l'ultima volta che lo feci fu a Parigi con una pupa, uscì per comprare un fiasco di vino, un'ora dopo i tedeschi invadevano la Francia! Arrischiavo troppo. xD xD xD

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  • 22 novembre 2011, 15:53 di AIDES

    La sera, là dove si ha più voglia di giocare a monopoli che di prendersi qualche 'rischio' vedendo un film, c'è sempre qualcuno che tira fuori questo titolo (ecco l’invito). Giustamente definibile ‘gustoso’ (la cena). Va benissimo, ma anche del gelato poi ci si stanca. In realtà Hitchcock sarebbe proprio il bersaglio meno indicato per certe parodie (ecco il delitto, diciamo con ironia), dato che egli non era certo un maniaco di 'whodunit', e che il suo cinema, che non è deduttivo ma il contrario (la realtà è incomprensibile, semmai è una miniera di allusioni), se deve essere di un colore non è giallo, ma nero (l'Hitchcok più sincero è quello de Il Ladro, non di Caccia al-). Il Delitto Perfetto stesso, è un mistero ben più profondo del suo garbuglio narrativo, di come fa un filmetto ritenuto tale dallo stesso regista, un teatrino, quindi una commedia perversa di finzione manifesta (inquietante anche perché gli esterni sono ancora più strani, irreali dell’interno-scena …), a diventare tanto credibile come emblema chiuso del mondo e del suo labirinto matematico. Perché si sa chi è il colpevole dall'inizio, e non conta il 'chi', ma il 'come' è stato e accaduto (nel ‘come’ è incluso tra le altre cose - solo come interrogativo e sgomento - il 'perché'). Non una curiosità, ma un dilemma più grande. Il delitto (il male) come perfezione. E la ragione risolve solo l’apparenza, appunto. Ogni lieto fine non finisce proprio (come dovrà avvenire per Gli Uccelli). Non c'è parodia né remake che tengano, ancorché legittimi.

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  • 22 novembre 2011, 16:06 di maso

    Caspita AIDES mi hai atterito! Comunque hai ragione soprattuuto su IL LADRO grandissimo film con Henry Fonda che non finisce per niente bene come molti credono.

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  • 22 novembre 2011, 17:50 di AIDES

    Tra l'altro è forse l'unico di Hitchcock che suscita una reale, duratura com-passione, anche per l'urgenza, l'onestà con cui 'drammatizza' quel pezzo di realtà. E' così aderente alla vita che piega la forma. La critica (costruttiva, costruttivissima) di Truffaut che si legge sul libro dedicato al regista è proprio la chiave di volta per comprendere Il Ladro.

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