Io, grande cacciatore (1979)
Con Martin Sheen, Sam Waterston, Harvey Keitel, Stéphane Audran, Caroline Langrishe
La trama
White Bull della tribù dei Kiowa sta vagando per le praterie razziando tutto quello che trova. Si imbatte in un gruppo di Comanche che trasporta un carico di pelli a due cacciatori bianchi. L'attenzione di White Bull è attratta dal cavallo montato da uno dei Comanche: " Ala d'aquila", splendido stallone bianco. Comincia un forsennato inseguimento del cavallo da parte sia di White Bull che del cacciatore Pike.
Western metafisico, nel quale gli elementi della storia assumono delle valenze trascendenti nel mito. Protagonista è infatti il cavallo (dal simbolico colore bianco) a cui gli inseguitori sacrificano ogni loro avere.
L'opinione più votata
Di dedo scritta il 07/03/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Dopo i classici e gli spaghetti western, Anthony Harvey inaugura un terzo filone del genere: quello inglese. Girato interamente nello Stato di Durango (Messico), si avvale della capacità fotografica di Billy Williams, bella ed idonea, sfumata sul marroncino, ad illustrare l’arido territorio dell’ambiente in cui si svolge la storia. Solo un inglese poteva incentrare un film western sulla bellezza, eleganza, velocità di uno stallone, di un biancore quasi mistico, oggetto di desiderio sfrenato dei protagonisti.
Siamo attorno al 1830. E’ il tempo in cui per un cavallo si può anche uccidere. L’indiano Kiowa, Toro Bianco (Sam Watherson), assieme a pochi altri compagni, durante un lungo percorso di razzie, aggredisce un venditore di pelli, Comanche, che monta una splendida bestia, bianca, agile. E’ un colpo di fulmine: vuole a tutti i costi, possedere quel cavallo, ma il Comanche, pur ferito a morte, gli sfugge contando sulla straordinaria velocità del quadrupede Ala d’Aquila (dal titolo originale del film). Seguendone le tracce incontra anche i compratori, Harry e Pike (rispettivamente Harvey Keytel e Marin Sheen). Il primo più posato ed attento, il secondo un balordo cacciato dall’esercito per furto. Toro Bianco razzia tutti i loro averi ed uccide Harry. Pike cerca di seguire i ladri. Sul percorso, Toro Bianco incappa in un funerale. Lo blocca, lo saccheggia e si porta dietro una bella, giovane, bionda donna irlandese: Judith (Caroline Langris). Tutto l’episodio è descritto in modo eccellente. Ottima la sequenza della sfida con gli sguardi di due forti personalità: Toro Bianco e la neo-vedova. Nel frattempo Pike, fortunosamente, mette le mani su Ala d’Aquila. E’ felice del possesso. Si sente invulnerabile contando sulla velocità del cavallo.
Toro Bianco prosegue il cammino per prendersi a sua volta il cavallo e, con un trucco, ci riesce. Pike segue agevolmente le sue tracce. Si sente come uno a cui è stata appena rubata la Maserati. Non demorde. Il Kiowa, che nel frattempo prova una spiccata simpatia per Judith, è consapevole di essere inseguito, rallentato dal carico, e comincia ad alleggerirsi del bottino prezioso, considerato meno prezioso della donna e del cavallo, apertamente, con la speranza di liberarsi degli inseguitori (nel frattempo si sono aggiunti due messicani inviati dalla hacienda, ove avrebbe dovuta essere portata la salma). Se questo stratagemma ha effetto sull’avidità dei messicani, non scuote Pike, che prosegue nell’inseguimento. Lo scontro è inevitabile: ambedue i contendenti rimangono feriti, ma non demordono. A Toro Bianco rimane la scelta: tenere la donna od il cavallo. ESPANDI +
6 marzo 2012 Opinione di wang yu su "Io, grande cacciatore"
Western inusuale,presenta dei personaggi complessi,alcuni danno enfasi al senso del possesso, brutalita, ma anche rispetto, Martin Sheen è bravissimo ogni tanto riesce anche a far ridere.voto 6,5
voto al film: 
7 marzo 2011 Opinione di dedo su "Io, grande cacciatore"
“Per tanto tempo, prima dell’inizio dei miti, tutto era primitivo, indefinito. Ma in quell’immenso, illimitato spazio, l’uomo aveva un alleato: il cavallo.” Dopo i classici e gli spaghetti western, Anthony Harvey inaugura un terzo filone del genere: quello inglese. Girato interamente nello Stato di Durango (Messico), si avvale della capacità fotografica di Billy Williams, bella ed idonea, sfumata sul marroncino, ad illustrare l’arido...
voto al film: 
7 giugno 2010 Opinione di bradipo68 su "Io, grande cacciatore"
La prima volta che lessi il titolo pensai quasi a un errore.Poi vidi la virgola tra le parole Io e Grande che cerca di dare una parvenza di logica al titolo.Che,detto tra noi,non ne ha visto che il film in originale si intitola Eagle's Wing ,l'ala dell'aquila,con molto più senso vedendo il film.Una pellicola che verte sulla lotta senza quartiere tra un pellerossa(che ha le insolite fattezze di un lungocrinito Waterston anche bravo per carità ma non un nativo americano,solo un...
voto al film: 
1 settembre 2008 Opinione di willhard su "Io, grande cacciatore"
Interessante questo inconsueto e simbolico "indian western" anni Settanta interpretato da attori piuttosto noti tra cui merita menzione una Stéphane Audran sensualissima.
voto al film: 
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:




















