Liberi armati pericolosi (1976)
Con Tomas Milian, Eleonora Giorgi, Stefano Patrizi, Venantino Venantini, Benjamin Lev
La trama
Giovani delinquenti senza pietà cercano di sfuggire alla legge.
Luis, il "biondo" e Giò sono tre sbandati figli della Milano più borghese che per noia compiono rapine. Un colpo a un distributore però finisce male, per via del tradimento di una ragazza, e ci lasciano le penne quattro uomini, tra cui due poliziotti. Questo non li frena e anzi deruberanno anche un supermercato e una banca, lasciandosi dietro altri morti. La mala però rifiuta di aiutarli a lasciare la città e Milano diverrà per loro una trappola.
Poliziottesco ispirato da un racconto di Scerbanenco, con un ritmo discreto ma appesantito da psicologie elementari e cattiva sociologia. Esordisce qui Abantantuono, ancora senza baffi.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 31/12/2008 - utile per 2 utenti
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4 novembre 2011 Opinione di caciotta su "Liberi armati pericolosi"
Il sito film.tv ci cataloga il film nella categoria Drammatico.Non sono dello stesso parere,questo e' un poliziesco di serie A anni 70 targato Italia a tutti gli effetti.Ok un po' anomalo da elaborare nella prima parte per capire l'identita' della sceneggiiatura.Poi invece sale in cattedra,personaggi e protagonisti con caratteri e personalita' marcati,protagonisti importanti vedi l'istrionico T.Milian ed Eleonora Giorgi,ritmo ed azione di rilievo,e su tutto una spasmodica suspence da...
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4 febbraio 2011 Opinione di XANDER su "Liberi armati pericolosi"
Non male come film; Di Leo lo scrive e ne viene fuori un film violento ma non appassionante come dovrebbe. Le scene d'azione sono ottime ma per quanto riguarda i personaggi dei ragazzi lasciano molto a desiderare. Tomas Milian recita in un ruolo completamente diverso dal solito
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31 gennaio 2011 Opinione di mm40 su "Liberi armati pericolosi"
Con lo spirito 'malato' dei delinquenti alla deriva di Cani arrabbiati (titolo alt. Semaforo rosso, Mario & Lamberto Bava, 1974), ma con lo sguardo innocente verso la vita, interpretata come un gioco, della Banda Casaroli ritratta da Vancini nel 1962, il terzetto di protagonisti di Liberi, armati, pericolosi si scatena in questo poliziesco/on the road dal budget limitato, ma vivace e discretamente diretto ed interpretato. E va incontro alla sua stessa fine, proprio come i Banditi a...
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31 dicembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Liberi armati pericolosi"
La Milano da bere e da rapinare.I tre ragazzotti che non avendo nulla di meglio da fare si mettono a rapinare e uccidere sono il frutto di una società botghese deviata dal potere del dio quattrino.Non rapinano per noia,rapinano per avere denaro da spendere a disposizione e poi non avendo una via di fuga,falliti tutti i piani per sparire dalla circolazione,ammazzano senza pietà e cominciano a girovagare per l'hinterland milanese.Le psicologie dei tre sono rozze,mal delineate,si tratta di...
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25 giugno 2008 Opinione di sasso67 su "Liberi armati pericolosi"
Memore delle imprese dei tre bravi ragazzi del Circeo e di altre bande criminali che insanguinarono l'Italia all'inizio degli anni settanta, ispirato anche ad alcuni racconti di Giorgio Scerbanenco, "Liberi, armati, pericolosi", è un buon film, che si ricorda anche per l'esordio cinematografico di Diego Abatantuono, pressoché irriconoscibile. Si sente, dietro alla regia, la mano di Fernando Di Leo, che ha elaborato soggetto e sceneggiatura, ricordandosi delle belle atmosfere già create...
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14 dicembre 2007 Opinione di ata72 su "Liberi armati pericolosi"
Anomalo rispetto al genere, con un Tomas Milian come attore principale che però viene relegato ad un ruolo quasi marginale nella parte di un commissario impotente davanti ai ripetuti e violenti crimini dei tre ragazzotti borghesi improvvisamente diventati degli spietati sanguinari. Troppo forzati gli eccessi dei tre "banditi alle prime armi" per essere credibili e troppo ridicola l'opposizione delle forze di Polizia. Un esempio su tutti l'inseguimento alla tranquilla Ford berlina che,...
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4 gennaio 2007 Opinione di movieman su "Liberi armati pericolosi"
Il freddo, il pavido, il matto (o lo scemo, a dipendenza dei punti di vista). Fanno un po' di rapine, morti, casino senza ragione e se la danno a gambe senza un piano. Non c'è molto altro da dire, trama scarsa, ripetitivo, con intenti di denuncia sociale un po' così. Toman Milian è il commissario, fin troppo per bene e rispettoso delle regole. Si lancia pure in un pistolotto ai genitori dei tre scapestrati, colpevoli di averli trascurati e privati di affetto e dialogo. Mah...
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