Io sono un autarchico (1976)
Con Nanni Moretti, Simona Frosi, Beniamino Placido
La trama
Abbandonato dalla moglie, che gli ha lasciato il loro figlioletto, Michele, ex sessantottino, comincia ad occuparsi con affetto del piccino. Purtroppo non riesce ad essere per lui un buon padre. Dopo avere tentato invano di convincere la donna a tornare a casa le lascia il figlio. Nel frattempo viene convinto da Fabio di partecipare a una rappresentazione teatrale d'avanguardia. Ma anche lì va incontro a un fallimento.
L'opera prima di Nanni Moretti fu una rivelazione per i giovani che si identificarono immediatamente con il regista romano. Nel cast ci sono Beniamino Placido, il padre di Moretti, Luigi, Paolo Flores D'Arcais e Alberto Abruzzese.
L'opinione più votata
Di tafo scritta il 09/03/2012 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
- negative [5]
- sufficienti [4]
- positive [6]
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9 marzo 2012 Opinione di tafo su "Io sono un autarchico"
L'autarchia dichiarata nel titolo non è solo autosufficienza produttiva ma è soprattutto la prima dichiarazione dell'isolamento culturale del regista. Moretti in questo film fà tutto da solo anche il sesso evidentemente, quello che fà veramente è cominciare l'attacco frontale verso il cinema che non gli piace avendo sin da subito ben chiaro il concetto che il cinema può e deve essere una cosa seria. Moretti attacca il conformismo alto o basso che sia, rifiuta ogni discorso...
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22 novembre 2011 Opinione di barabbovich su "Io sono un autarchico"
C'è la summa di tutta una generazione, quella che nel 1976 aveva 23 anni come l'esordiente regista e attore Nanni Moretti, in questo film eterodosso e dissacrante girato in super 8 da una compagnia di non attori, tutti amici (e qualche parente del regista). Al centro della vicenda c'è un regista underground (Traversa) che vorrebbe allestire uno spettacolo in uno dei tanti teatrini off della capitale. Per farlo, costringe i suoi sodali a grotteschi tour de force, soprattutto fisici, e...
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24 marzo 2011 Opinione di Tarabas su "Io sono un autarchico"
Storia della preparazione di uno spettacolo teatrale off (molto off, pure troppo) nel mezzo degli anni settanta. Celebre esordio di Moretti, secondo parte della critica non può essere disgiunto dal momento storico in cui fu girato, essendo una parodia della vacuità di tanti gruppi e gruppetti dell'epoca. Non manca la satira dello sperimentalismo a tutti i costi, a cui però rischia di somigliare molto (pure troppo). Fortunatamente, allo spettatore degli anni 2010 la...
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22 febbraio 2011 Opinione di chribio1 su "Io sono un autarchico"
sara' pure un esordio ma e' girato che sembra quasi in presa diretta e alla meno peggio.voto.4.
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5 febbraio 2011 Opinione di Luke Vacant su "Io sono un autarchico"
L'amatorialità della pellicola è un pò un freno a questo primo lungometraggio di Moretti, ma anche una sensazione di non omogeneità per quanto riguarda la linearità della storia. Tuttavia, è anche un debutto fresco ed interessante, in cui Moretti in parte si deve formare, in parte è già lui ed il suo modo personale di fare cinema.
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29 gennaio 2011 Opinione di emmepi8 su "Io sono un autarchico"
Un debutto privato, ma sostenuto dalla intellighenzia del momento, e quindi già captato nella maniera giusta, il cast stesso lo dimostra. Certo le riprese sono su un clima amatoriale, il montaggio ha delle frane, che sono dovute tutte al discorso privato che avvolge tutta l'operazione, ma si capta benissimo un gioco cinematografico di commedia aggiornata ed anche a tratti diversa, che poi caratterizzerà la prima parte della carriera di Moretti. Il film è girato...
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13 marzo 2010 Opinione di sasso67 su "Io sono un autarchico"
Fin dal suo esordio, Nanni Moretti mette in evidenza il nocciolo della sua poetica cinematografica, sintetizzata da Flavio De Bernardinis nella “esigenza, avvertita violentemente da alcuni personaggi dei suoi film, di trovare una risposta concreta a una realtà circostante che conduce alla paralisi dei rapporti umani”, esigenza che si concretizza spesso in “attività di simulazione, piccole messe in scena”, tese ad attirarsi la commiserazione del prossimo....
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12 marzo 2010 Opinione di Marco M su "Io sono un autarchico"
Sono ancora lontane le opere, a mio giudizio molto belle, degli anni ’80. Qua Moretti sperimenta un tipo di Cinema, approssimativo, simbolico (come dirà poi colui che dirige l’Opera teatrale parlando della sua creatura stessa) dove si percepisce già l’idea di cinema morettiano, ci sono battute interessanti. Ma la frase di Fabio, che dirige l’opera teatrale:“ ..ci vogliono i pettorali per fare dell’avanguardia”, è una frase che si...
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19 febbraio 2010 Opinione di tobanis su "Io sono un autarchico"
Primo film di Nanni Moretti, di vecchissima data (’76). Film d’essai (paradossale, visto che mette alla berlina proprio l’impegno, in generale, dei suoi tempi), con i suoi tempi, scarno (fu girato quasi come una cosa amatoriale), che qua e là fa intravedere colpi di genio. Qua ce ne sono 2-3, ma onestamente il film non è granchè. Datato, datatissimo, compresa una certa parodia di Moravia, di cui oggi forse nessuno sa che voce aveva (e pertanto è...
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24 ottobre 2009 Opinione di ed wood su "Io sono un autarchico"
In questo esordio, per quanto epocale, Moretti non ha saputo trarre, dalla povertà dei mezzi, una ricchezza espressiva in grado di dare consistenza allo spaccato generazionale oggetto (o meglio: soggetto) del film. Opera acerba, dilettantesca, improponibile sotto certi frangenti (il primo dialogo fra Michele e sua moglie, prima della separazione, è a dir poco imbarazzante). Moretti aveva già le idee chiare su quello che avrebbe voluto esprimere col suo cinema,...
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