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Io sono un autarchico (1976)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Io sono un autarchico: presente
Ritmo ritmo in Io sono un autarchico: presente
Impegno impegno in Io sono un autarchico: forte
Tensione tensione in Io sono un autarchico: minimo
Erotismo erotismo in Io sono un autarchico: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Io sono un autarchico

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Io sono un autarchico (voti: 39 media: 3,28) 39

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La trama

Abbandonato dalla moglie, che gli ha lasciato il loro figlioletto, Michele, ex sessantottino, comincia ad occuparsi con affetto del piccino. Purtroppo non riesce ad essere per lui un buon padre. Dopo avere tentato invano di convincere la donna a tornare a casa le lascia il figlio. Nel frattempo viene convinto da Fabio di partecipare a una rappresentazione teatrale d'avanguardia. Ma anche lì va incontro a un fallimento.  

L'opera prima di Nanni Moretti fu una rivelazione per i giovani che si identificarono immediatamente con il regista romano. Nel cast ci sono Beniamino Placido, il padre di Moretti, Luigi, Paolo Flores D'Arcais e Alberto Abruzzese.

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L'opinione più votata

Di tafo scritta il 09/03/2012 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

L'autarchia dichiarata nel titolo non è solo autosufficienza produttiva ma è soprattutto la prima dichiarazione dell'isolamento culturale del regista. Moretti in questo film fà tutto da solo anche il sesso evidentemente, quello che fà veramente è cominciare l'attacco frontale verso il cinema che non gli piace avendo sin da subito ben chiaro il concetto che il cinema può e deve essere una cosa seria. Moretti attacca il conformismo alto o basso che sia, rifiuta ogni discorso intellettualistico e serioso per dire chiaramente che anche fare teatro d'avanguardia nell'Italia degli anni settanta può essere conformistico, non per i pochi che ne faranno una scelta artistica coerente, ma  per quelli per cui sarà solo la moda del momento da abbandonare per un altra moda successivamente conformistica. Gli anni settanta sono gli anni della libertà artistica ma anche della sofferenza per le troppe poche persone che a suo parere fanno veramente i registi  ( Bellocchio, Bertolucci,  i Taviani, Fellini e Antonioni ) mentre gli altri fanno un altro lavoro ben pagato ma che non è cinema. Il nostro vuole essere serio e intelligente senza essere pedante, vuole che il messaggio arrivi a chi deve arrivare, crede veramente di poter migliorare il mondo con il suo cinema. Il percorso dell'ultimo regista importante per anagrafe del nostro paese è cominciato mettendo subito in chiaro quelli che saranno gli amici e i nemici, i problemi ideologici da affrontare e i problemi personali da superare. L'autarchia diventerà autoproduzione, il privato e il politico resteranno intrecciati (quasi) sempre e ogni suo film diventerà un evento cinematografico.   
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Opinioni su Io sono un autarchico


9 marzo 2012 Opinione di tafo su "Io sono un autarchico"
tafo

L'autarchia dichiarata nel titolo non è solo autosufficienza produttiva ma è soprattutto la prima dichiarazione dell'isolamento culturale del regista. Moretti in questo film fà tutto da solo anche il sesso evidentemente, quello che fà veramente è cominciare l'attacco frontale verso il cinema che non gli piace avendo sin da subito ben chiaro il concetto che il cinema può e deve essere una cosa seria. Moretti attacca il conformismo alto o basso che sia, rifiuta ogni discorso...

voto al film: tafo assegna il voto buono a Io sono un autarchico (1976)

nessun commento
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22 novembre 2011 Opinione di barabbovich su "Io sono un autarchico"
barabbovich

C'è la summa di tutta una generazione, quella che nel 1976 aveva 23 anni come l'esordiente regista e attore Nanni Moretti, in questo film eterodosso e dissacrante girato in super 8 da una compagnia di non attori, tutti amici (e qualche parente del regista). Al centro della vicenda c'è un regista underground (Traversa) che vorrebbe allestire uno spettacolo in uno dei tanti teatrini off della capitale. Per farlo, costringe i suoi sodali a grotteschi tour de force, soprattutto fisici, e...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a Io sono un autarchico (1976)

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24 marzo 2011 Opinione di Tarabas su "Io sono un autarchico"
Tarabas

Storia della preparazione di uno spettacolo teatrale off (molto off, pure troppo) nel mezzo degli anni settanta. Celebre esordio di Moretti, secondo parte della critica non può essere disgiunto dal momento storico in cui fu girato, essendo una parodia della vacuità di tanti gruppi e gruppetti dell'epoca. Non manca la satira dello sperimentalismo a tutti i costi, a cui però rischia di somigliare molto (pure troppo). Fortunatamente, allo spettatore degli anni 2010 la...

voto al film: Tarabas assegna il voto mediocre a Io sono un autarchico (1976)


22 febbraio 2011 Opinione di chribio1 su "Io sono un autarchico"
chribio1

sara' pure un esordio ma e' girato che sembra quasi in presa diretta e alla meno peggio.voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a Io sono un autarchico (1976)



5 febbraio 2011 Opinione di Luke Vacant su "Io sono un autarchico"
Luke Vacant

L'amatorialità della pellicola è un pò un freno a questo primo lungometraggio di Moretti, ma anche una sensazione di non omogeneità per quanto riguarda la linearità della storia. Tuttavia, è anche un debutto fresco ed interessante, in cui Moretti in parte si deve formare, in parte è già lui ed il suo modo personale di fare cinema.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto sufficiente a Io sono un autarchico (1976)


29 gennaio 2011 Opinione di emmepi8 su "Io sono un autarchico"
emmepi8

  Un debutto privato, ma sostenuto dalla intellighenzia del momento, e quindi già captato nella maniera giusta, il cast stesso lo dimostra. Certo le riprese sono su un clima amatoriale, il montaggio ha delle frane, che sono dovute tutte al discorso privato che avvolge tutta l'operazione, ma si capta benissimo un gioco cinematografico di commedia aggiornata ed anche a tratti diversa, che poi caratterizzerà la prima parte della carriera di Moretti. Il film è girato...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Io sono un autarchico (1976)



13 marzo 2010 Opinione di sasso67 su "Io sono un autarchico"
sasso67

Fin dal suo esordio, Nanni Moretti mette in evidenza il nocciolo della sua poetica cinematografica, sintetizzata da Flavio De Bernardinis nella “esigenza, avvertita violentemente da alcuni personaggi dei suoi film, di trovare una risposta concreta a una realtà circostante che conduce alla paralisi dei rapporti umani”, esigenza che si concretizza spesso in “attività di simulazione, piccole messe in scena”, tese ad attirarsi la commiserazione del prossimo....

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Io sono un autarchico (1976)

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12 marzo 2010 Opinione di Marco M su "Io sono un autarchico"
Marco M

Sono ancora lontane le opere, a mio giudizio molto belle, degli anni ’80. Qua Moretti sperimenta un tipo di Cinema, approssimativo, simbolico (come dirà poi colui che dirige l’Opera teatrale parlando della sua creatura stessa) dove si percepisce già l’idea di cinema morettiano, ci sono battute interessanti. Ma la frase di Fabio, che dirige l’opera teatrale:“ ..ci vogliono i pettorali per fare dell’avanguardia”, è una frase che si...

voto al film: Marco M assegna il voto mediocre a Io sono un autarchico (1976)



19 febbraio 2010 Opinione di tobanis su "Io sono un autarchico"
tobanis

Primo film di Nanni Moretti, di vecchissima data (’76). Film d’essai (paradossale, visto che mette alla berlina proprio l’impegno, in generale, dei suoi tempi), con i suoi tempi, scarno (fu girato quasi come una cosa amatoriale), che qua e là fa intravedere colpi di genio. Qua ce ne sono 2-3, ma onestamente il film non è granchè. Datato, datatissimo, compresa una certa parodia di Moravia, di cui oggi forse nessuno sa che voce aveva (e pertanto è...

voto al film: tobanis assegna il voto mediocre a Io sono un autarchico (1976)


24 ottobre 2009 Opinione di ed wood su "Io sono un autarchico"
ed wood

In questo esordio, per quanto epocale, Moretti non ha saputo trarre, dalla povertà dei mezzi, una ricchezza espressiva in grado di dare consistenza allo spaccato generazionale oggetto (o meglio: soggetto) del film. Opera acerba, dilettantesca, improponibile sotto certi frangenti (il primo dialogo fra Michele e sua moglie, prima della separazione, è a dir poco imbarazzante). Moretti aveva già le idee chiare su quello che avrebbe voluto esprimere col suo cinema,...

voto al film: ed wood assegna il voto pessimo a Io sono un autarchico (1976)

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